Non penso sia stato l'effetto della birra bavarese a far pronunciare parole pensanti ad
Angela Merkel subito dopo il summit dei 7 paesi, portatori della bandiera della globalizzazione, tenutosi a Taormina in Sicilia nell'ultimo fine settimana. Parole che non sono passate inosservate all'establishment politico/militare/propagandistico di oltre oceano. Una macchina sempre in funzione e in opera, la cui fine penso sia vicino. Il solito copione teatrale terroristico si presenterà in risposta a tutto ciò ?
In pieno panico e in piena isteria politica, lo SIIL attacca la parte est dell'arcipelago delle Filippine del Presidente
Rodrigo Duterte,
subito dopo la visita del presidente filippino a Mosca. Un'azione militare, quella dello SIIL, che arriva subito dopo all'ennesimo schiaffo di Duterte in Asia, rifilato a Washington. Stringere relazioni con Mosca è uno delle politiche principali di Duterte. Stesso vento politico anche in
Sud Corea,
con il neo eletto presidente Moon Jae-in. Contrario al dislocamento del sistema missilistico atlantista
THAAD, al ingerenza statunitense nelle questioni interne e favorevole al dialogo con il vicino del nord.
Gli USA perdono pezzi per strada. I tasselli dell'enorme puzzle geopolitico globale si disperdono mentre prende sempre più forma l'ordine multipolare. L'intero apparato politico statunitense stride i denti dinanzi a quello che per loro è la fine dell'impero detentore del titolo di guida mondiale.