I cetrioli sono stati una parte fondamentale, della cucina russa per molti secoli. Gusti, agroalimentari, che sono rimasti invariati anche durante l'Unione Sovietica. Le stesse aziende private nazionali sono impegnate in questo campo già da tempo, grazie anche alla globalizzazione che ha permesso loro di cercare fornitori di questo ortaggio, provenienti da paesi esteri, con un livello di qualità ad un prezzo competitivo.
Circa un terzo dei sottaceti conservati in botti o vasetti, sono venduti dalle aziende indiane, molto probabilmente nel campo agroalimentare, circa 25 aziende del governo indiano, forniscono già da anni questo prodotto alla Russia. Sorprendentemente, i fornitori indiani sono stati in grado di entrare nel marcato russo molto velocemente, prendendo in considerazione il fatto che l'India ha cominciato a coltivare questo ortaggio solo nel 1990. Nei primi anni 2000, erano ancora, praticamente, impossibile trovarli sul mercato. Oggi, i cetrioli indiani sono vendute nelle più grandi catene agroalimentari della Federazione Russa. Un'azienda di un noto imprenditore indiano, Kumar, che già nei primi anni 2000, ha intrapreso relazioni di mercato, usufruendo della bontà e della qualità di questo ortaggio, oggi la sua azienda opera nel mercato russo.
"Noi spediamo i nostri prodotti in Russia, ma durante il tragitto, con temperature basse che oscillano sotto i 24° i prodotti arrivano congelati", queste le parole di Kumar.
Igor Bondarev, imprenditore per aziende della distribuzione del cibo in scatola, ha confermato che circa 5 aziende indiane hanno preso piede nel mercato russo. Anche perché i fornitori indiani rappresentano circa l'80 % del mercato dei cetrioli.
Sempre, Igor Bondarev, ha dichiarato che: "Le stesse aziende russe hanno sempre prodotto ortaggi, con un volume che oscilla tra i 3 e i 6 cm. Oggi però i prodotti agricoli russi hanno acquistato un volume di circa 6-9 cm. I produttori quindi, sono interessati a calcolare il peso, maggiore è il peso a sua volta maggiore è il rendimento".
Un'aumento della domanda, molto probabilmente, soffocherà le aziende indiane degli ortaggi. Per varie cause. La prima è dovuta alla serie di sanzioni economiche ed energetiche che Washington e UE hanno gettato sull'economia russa e la seconda causa è la tassazione che arriva sui prodotti e beni forniti da Ucraina e Moldavia.
Un'aumento quindi del circa 10 %, investirà le importazioni dei cetrioli delle varie aziende indiane nella Federazione Russa. Infine Kumar, dichiara, che la Russia sarà in grado di soddisfare completamente le sue esigenze agroalimentari grazie ad un grande partner. L'India.
Nel corso degli ultimi 13 anni, circa, le aziende indiane sono riuscite ad acquistare una quota significativa nel mercato russo, e con l'embargo economico, che la Federazione Russa ha imposto alle aziende Europee, le importazioni indiane sono destinate a crescere.
giovedì 16 ottobre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
L'economia cinese nel quadro geopolitico globale
Le esportazioni cinesi sono aumentate negli ultimi 19 mesi, un espansione che si aggira tra i 15,3% rispetto ad un'anno fa, con una cifra monetaria di ben 213,7 miliardi di Dollari nel solo mese di Settembre.
Le importazioni sono aumentate del 7% annuo con un valore economico di 182,7 miliardi di Dollari e lo stesso commercio estero è aumentato del 11,3%. Questi sono i dati delle agenzie nazionali e che fanno capire subito che l'economia cinese è in forte espansione, già da mesi.
Stessa fotocopia, possiamo registrarla nel surplus commerciale, che vede un dato che si aggira tra i 31 miliardi di Dollari dell'anno scorso, a i 49,8 del mese di Agosto di quest'anno. Per il periodo dell'anno 2014, Gennaio-Settembre, il commercio estero cinese ha raggiunto il 3,3%, con una somma monetaria di ben 3,160 miliardi di Dollari, con un tasso di esportazioni del 5,1%.
"Non vi sarà stimolo monetario in un prossimo futuro, nonostante il rallentamento della seconda potenza economica mondiale", evidentemente ci si riferisce agli USA, questa l'affermazione di un'economista sabato, presso la Banca Centrale Cinese.
Infine lo stesso mercato del lavoro cinese, sembra piuttosto stabile, anche perché l'economia cinese ha trasformato le sue strutture, trasformandosi in un sistema economico, "basato sui servizi".
La Cina continua la sua scalata economica nel quadro globale senza interruzioni. "Non c'è un vero e proprio bisogno, di uno stimolo monetario", queste le parole del rappresentate economico della Banca Centrale Cinese, Ma Jun, durante un'incontro tra FMI e Banca Mondiale a Washington.
Le importazioni sono aumentate del 7% annuo con un valore economico di 182,7 miliardi di Dollari e lo stesso commercio estero è aumentato del 11,3%. Questi sono i dati delle agenzie nazionali e che fanno capire subito che l'economia cinese è in forte espansione, già da mesi.
Stessa fotocopia, possiamo registrarla nel surplus commerciale, che vede un dato che si aggira tra i 31 miliardi di Dollari dell'anno scorso, a i 49,8 del mese di Agosto di quest'anno. Per il periodo dell'anno 2014, Gennaio-Settembre, il commercio estero cinese ha raggiunto il 3,3%, con una somma monetaria di ben 3,160 miliardi di Dollari, con un tasso di esportazioni del 5,1%.
"Non vi sarà stimolo monetario in un prossimo futuro, nonostante il rallentamento della seconda potenza economica mondiale", evidentemente ci si riferisce agli USA, questa l'affermazione di un'economista sabato, presso la Banca Centrale Cinese.
Infine lo stesso mercato del lavoro cinese, sembra piuttosto stabile, anche perché l'economia cinese ha trasformato le sue strutture, trasformandosi in un sistema economico, "basato sui servizi".
La Cina continua la sua scalata economica nel quadro globale senza interruzioni. "Non c'è un vero e proprio bisogno, di uno stimolo monetario", queste le parole del rappresentate economico della Banca Centrale Cinese, Ma Jun, durante un'incontro tra FMI e Banca Mondiale a Washington.
sabato 11 ottobre 2014
L'Armenia nel concetto Multipolare
Non si riesce ad ascoltare l'urlo del cambiamento che arriva da Est. Un'urlo che i Mass Media Occidentali non riescono ad udire o perché sordi o perché fingono di essere sordi, ma in realtà riescono ad ascoltarlo molto bene.
"L'adesione dell'Armenia all'Unione Economica Euroasiatica, lancerà una nuova ondata di fasi politiche ed economiche, integrando il Paese nell'Unione", queste le parole del Premier armeno Serzh Sargsyan, venerdì durante il meeting del Blocco Euroasiatico tenutosi a Minsk, Bielorussia.
Questo processo di negoziazione non è stato semplice, ma complesso ed ampio, ma che ha visto alla fine una vera e propria vittoria per l'Unione Economica. Lo stesso Premier armeno considera il Blocco Multipolare una vera e propria opportunità redditizia, sulla base della libera circolazione dei capitali, della forza lavoro, delle merci e dei servizi.
Quindi i leader del Blocco Euroasiatico hanno firmato il contratto di adesione del Governo Armeno nell'Unione. Kazakhistan, Russia e Bielorussia sono lieti di dare il benvenuto ad un nuovo membro e così ampliare gli orizzonti di un concetto Multipolare. Un documento che entrerà in vigore soltanto nel 2015. Accrescerà la cooperazione economica tra i paesi membri. Rispettando il trattato, i paesi membri si impegneranno a garantire la libera circolazione di beni, servizi, capitali, mano d'opera e infine attuare una politica coordinata nel settore energetico, industriale, agricolo e dei trasporti.
Mosca ha ampliato i suoi progetti geopolitici, l'Armenia bussa alle porte del Cremlino per chiedere sicurezza e massima cooperazione. L'Unione Euroasiatica ha davvero posto sul tavolo le carte giuste, per contrastare l'Imperialismo e i suoi seguaci. A breve anche il Tagikistan, contribuirà alla crescita Multipolare del blocco economico.
"L'adesione dell'Armenia all'Unione Economica Euroasiatica, lancerà una nuova ondata di fasi politiche ed economiche, integrando il Paese nell'Unione", queste le parole del Premier armeno Serzh Sargsyan, venerdì durante il meeting del Blocco Euroasiatico tenutosi a Minsk, Bielorussia.
Questo processo di negoziazione non è stato semplice, ma complesso ed ampio, ma che ha visto alla fine una vera e propria vittoria per l'Unione Economica. Lo stesso Premier armeno considera il Blocco Multipolare una vera e propria opportunità redditizia, sulla base della libera circolazione dei capitali, della forza lavoro, delle merci e dei servizi.
Quindi i leader del Blocco Euroasiatico hanno firmato il contratto di adesione del Governo Armeno nell'Unione. Kazakhistan, Russia e Bielorussia sono lieti di dare il benvenuto ad un nuovo membro e così ampliare gli orizzonti di un concetto Multipolare. Un documento che entrerà in vigore soltanto nel 2015. Accrescerà la cooperazione economica tra i paesi membri. Rispettando il trattato, i paesi membri si impegneranno a garantire la libera circolazione di beni, servizi, capitali, mano d'opera e infine attuare una politica coordinata nel settore energetico, industriale, agricolo e dei trasporti.
Mosca ha ampliato i suoi progetti geopolitici, l'Armenia bussa alle porte del Cremlino per chiedere sicurezza e massima cooperazione. L'Unione Euroasiatica ha davvero posto sul tavolo le carte giuste, per contrastare l'Imperialismo e i suoi seguaci. A breve anche il Tagikistan, contribuirà alla crescita Multipolare del blocco economico.
Agenti della NSA nei paesi occidentali
Per infiltrasi nei dispositivi informatici stranieri e ottenere l'accesso a determinati sistemi sensibili. l'Agenzia di Sicurezza Nazionale Statunitense (NSA), ha distribuito agenti sotto copertura in Cina, Germania,Corea del Sud e in società nazionali.
Una nuova fuoriuscita di materiale e dati delicati, hanno quindi, messo in guardia il governo USA, sulla base informatica. In ben 13 pagine di questo documento, la NSA descrive dei programmi che non devono essere divulgati per non compromettere la sicurezza su scala nazionale.
Questi programmi però, sono già in vigore e funzionanti dal 2012, e sono;
- Sentry Hawk: esso prevede la cooperazione tra la NSA, società estere e nazionali;
- Sentry Falcon: esso include nel suo interno la difesa delle reti informatiche;
- Sentry Osprey: esso, con la collaborazione di FBI, CIA e Pentagono, possono contribuire a dare l'accesso a determinate reti informatiche;
- Sentry Raven: in esso, sono descritti i negoziati, che la NSA e le società statunitensi hanno stretto, per ridurre a queste ultime la loro crittografia, le famosissime scritture segrete;
- Sentry Condor: che comprende attacchi di rete informatici e che possono quindi distruggere o indebolire i sistemi di base:
- Sentry Gufo: esso coinvolge la NSA a collaborare con le aziende estere per rendere i prodotti sensibili alla raccolta dati per la NSA.
I nuovi documenti inoltre, mostrano anche che la NSA collabora in modo significativo con società estere utilizzando il programma Sentry Gufo, in particolare quando si tratta di prodotti già fabbricati. In questo caso, per i consumatori è difficile ottenere hardware di comunicazione protetti, e nello stesso momento una sicurezza minore arriva alle orecchie dei governi centrali Occidentali, del fatto di non essere consapevoli, che le loro aziende lavorano per il Sistema di Sicurezza Nazionale Statunitense.
Questa espansione informatica degli USA è dovuta secondo un ex crittografo della NSA, William Binney, anche: "Alla massiva globalizzazione del commercio, degli investimenti, dei flussi informativi e di un sistema di ricerca internet sicuro e aperto".
giovedì 9 ottobre 2014
Le stime del FMI sulla Cina
Secondo a dei dati diffusi dal FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Cina supererà nella classifica globale economia, gli Stati Uniti alla fine del 2014, questo secondo i dati calcolati in termini di potere di acquisto*, PPP, mentre gli USA rimarranno stabili in termini normali.
Secondo le stime del FMI, l'economia cinese è destinata ad ingrandirsi, con una somma pari a 17,600 miliardi di Dollari entro la fine del 2014. Una previsione indica, che entro il 2020 il divario sarà ampio, favorendo la Cina, per un valore di 27,000 miliardi di Dollari in confronto ai 22,000 miliardi di Dollari degli Stati Uniti.
Questi dati, vengono forniti dal Financial Times, di martedì e dove le relazioni coincidono con il rapporto del FMI di lunedì, un rapporto però che non menziona una presunta scalata della Cina verso gli USA.Una notizia però, insabbiata dai Media Occidentali, e che quindi lo stesso Fondo Monetario, in un rapporto riconosce un vero e proprio contributo del Governo cinese nella crescita globale.
Con queste cifre, il Financial Times, ha anche riferito che i mercati dei paesi EMERGENTI sulla scena globale, convergono con i paesi del blocco Occidentale, riferendo infine in un rapporto che per il 2020 queste potenze economiche e politiche emergenti, riusciranno a creare un divario tra i paesi avanzati quindi industrializzati e loro stessi.
Basti osservare il riquadro sottostante e capire che paesi membri del blocco BRICS hanno un divario con i paesi del G7.
Per concludere, secondo uno studio economico che si è svolto a Mosca in questi giorni, si è riuscito a dimostrare che il PIL dei Paesi Occidentali sono, artificialmente, mantenuti alti grazie al debito pubblico che essi possiedono.
Il Blocco Multipolare avanza ininterrottamente, trascinando l'Imperialismo in un vicolo cieco senza uscita, grazie alla Cina che ha sviluppato un'economia aperta alle aziende straniere, negli ultimi 50 anni. Eliminando infine le diseguaglianze economiche e sociali tra zone rurali e zone urbane.
Note;
Secondo le stime del FMI, l'economia cinese è destinata ad ingrandirsi, con una somma pari a 17,600 miliardi di Dollari entro la fine del 2014. Una previsione indica, che entro il 2020 il divario sarà ampio, favorendo la Cina, per un valore di 27,000 miliardi di Dollari in confronto ai 22,000 miliardi di Dollari degli Stati Uniti.
Questi dati, vengono forniti dal Financial Times, di martedì e dove le relazioni coincidono con il rapporto del FMI di lunedì, un rapporto però che non menziona una presunta scalata della Cina verso gli USA.Una notizia però, insabbiata dai Media Occidentali, e che quindi lo stesso Fondo Monetario, in un rapporto riconosce un vero e proprio contributo del Governo cinese nella crescita globale.
Con queste cifre, il Financial Times, ha anche riferito che i mercati dei paesi EMERGENTI sulla scena globale, convergono con i paesi del blocco Occidentale, riferendo infine in un rapporto che per il 2020 queste potenze economiche e politiche emergenti, riusciranno a creare un divario tra i paesi avanzati quindi industrializzati e loro stessi.
Basti osservare il riquadro sottostante e capire che paesi membri del blocco BRICS hanno un divario con i paesi del G7.
Per concludere, secondo uno studio economico che si è svolto a Mosca in questi giorni, si è riuscito a dimostrare che il PIL dei Paesi Occidentali sono, artificialmente, mantenuti alti grazie al debito pubblico che essi possiedono.
Il Blocco Multipolare avanza ininterrottamente, trascinando l'Imperialismo in un vicolo cieco senza uscita, grazie alla Cina che ha sviluppato un'economia aperta alle aziende straniere, negli ultimi 50 anni. Eliminando infine le diseguaglianze economiche e sociali tra zone rurali e zone urbane.
Note;
- * Esso esprime la quantità di beni e servizi che può essere comprata con un determinato reddito.
mercoledì 8 ottobre 2014
Terra fertile per Gazprom nel giardino della Merkel
Il colosso russo Gazprom e l'azienda chimica tedesca, BASF, stanno lavorando assieme per concludere un contratto che prevede, l'acquisto dell'impianto chimico della cittadina tedesca di Rehden da parte di Gazprom.
L'accordo è stato firmato nel lontano 2013 ed approvato dalla Commissione Europea. La stessa UE ha dichiarato, che il contratto non sarà disturbato dalle sanzioni che Bruxelles e Washington hanno lanciato alla Federazione Russa in questi mesi. L'impianto di stoccaggio di Rehden copre un territorio di circa otto chilometri quadrati, con una profondità di 2000 metri e può contenere 4,2 metri cubi di Gas naturale, circa il 7% dei 60 metri cubi di gas annui tedeschi. Lo stesso stabilimento è importante sia per l'intero territorio nazionale tedesco e sia per la vicina Olanda, che ne fa uso in quantità elevate, durante l'arco di un'anno.
Questo accordo darà spazio al colosso energetico russo Gazprom, nel mercato Occidentale e dell'Unione Europea, dopo aver aperto il gasdotto Nord Stream che percorre il sottosuolo Baltico.
"Questo scambio rafforzerà notevolmente la posizione di Gazprom su tutta la catena di produzione, dalle materie prime alla realizzazione del prodotto finito" queste le parole dei dirigenti di Gazprom, alla TV russa Vesti.
Nel 2013, le esportazioni di gas naturale russo verso la Germania sono aumentate, raggiungendo una somma di ben 40 miliardi di metri cubi, e ben 33,3 miliardi di metri cubi l'anno precedente (2012).
Gazprom infine, non è protagonista solo in Germania per il possesso di stazioni per lo stoccaggio del gas naturale. Attualmente il colosso russo possiede stabilimenti anche in Austria, Bielorussia, Armenia, Serbia, Lettonia e Regno Unito.
Possiamo definirla una svolta quindi epocale per un ramo economico della Federazione Russa del Presidente Vladimir Putin, Gazprom è riuscita a conquistare una piattaforma importante nel cuore dell'Europa. Nel cuore della politica monetaria Europea e sopratutto nel cuore del potere temporale di un continente intero, la Germania.
L'accordo è stato firmato nel lontano 2013 ed approvato dalla Commissione Europea. La stessa UE ha dichiarato, che il contratto non sarà disturbato dalle sanzioni che Bruxelles e Washington hanno lanciato alla Federazione Russa in questi mesi. L'impianto di stoccaggio di Rehden copre un territorio di circa otto chilometri quadrati, con una profondità di 2000 metri e può contenere 4,2 metri cubi di Gas naturale, circa il 7% dei 60 metri cubi di gas annui tedeschi. Lo stesso stabilimento è importante sia per l'intero territorio nazionale tedesco e sia per la vicina Olanda, che ne fa uso in quantità elevate, durante l'arco di un'anno.
Questo accordo darà spazio al colosso energetico russo Gazprom, nel mercato Occidentale e dell'Unione Europea, dopo aver aperto il gasdotto Nord Stream che percorre il sottosuolo Baltico.
"Questo scambio rafforzerà notevolmente la posizione di Gazprom su tutta la catena di produzione, dalle materie prime alla realizzazione del prodotto finito" queste le parole dei dirigenti di Gazprom, alla TV russa Vesti.
Nel 2013, le esportazioni di gas naturale russo verso la Germania sono aumentate, raggiungendo una somma di ben 40 miliardi di metri cubi, e ben 33,3 miliardi di metri cubi l'anno precedente (2012).
Gazprom infine, non è protagonista solo in Germania per il possesso di stazioni per lo stoccaggio del gas naturale. Attualmente il colosso russo possiede stabilimenti anche in Austria, Bielorussia, Armenia, Serbia, Lettonia e Regno Unito.
Possiamo definirla una svolta quindi epocale per un ramo economico della Federazione Russa del Presidente Vladimir Putin, Gazprom è riuscita a conquistare una piattaforma importante nel cuore dell'Europa. Nel cuore della politica monetaria Europea e sopratutto nel cuore del potere temporale di un continente intero, la Germania.
Cina e Venezuela partner nella tecnologia aerospaziale
L'accordo firmato dal Presidente venezuelano Nicolas Maduro e l'azienda statale Cinese (CGWIC), Cina Great Wall Industry Corporation. Quest'ultima specializzata nella distribuzione di piattaforme di lancio per satelliti.
"Voglio celebrare l'accordo costituito e lanciare il nostro terzo satellite in orbita grazie alla cooperazione del Governo Cinese" queste le parole di Nicolas Maduro, e infine ha aggiunto durante l'incontro: "Ora il Venezuela sarà più indipendente tecnologicamente".
Lo stesso Premier cinese Xi Jinping, ha precisato che, il proprio governo sarà in grado di trasferire al governo Venezuelano altra tecnologia aerospaziale proprio per l'ampliamento di quest'ultima.
Già precedentemente, la Cina, nel 2008 ha inviato in orbita, il primo satellite venezuelano, il Simon Bolivar o chiamato Venesat-1. per poi inviare nel 2012 il secondo satellite di telerilevamento.
Gli scambi commerciali tra Cina e Venezuela sono aumentati di ben 1,4 milioni di Dollari, circa 40 anni fa, mentre oggi già dal 2012 gli scambi commerciali si aggirano tra i 19,2 miliardi di Dollari.
La Cina sta giocando un ruolo fondamentale nel quadro geopolitico globale. Non a caso i disordini, che hanno visto protagonisti gli studenti di Hong Kong, sono nati dall'esigenza dell'Imperialismo per abbattere e piegare al volere Occidentale il Premier Xi Jinping. Non dimentichiamoci, che la Cina ha un grandissimo alleato al proprio fianco, la Russia, e che negli ultimi anni sta creando nuovo forme di contratti con governi intenti a distruggere le onde di una politica Imperialista, formata da saccheggi finanziari e crisi economiche studiate a tavolino.
lunedì 6 ottobre 2014
Il Vietnam nel quadro geopolitico asiatico
Mosca sta avviando dei negoziati con il governo centrale del Vietnam, intento, ad aggrapparsi all'Unione Euro-Asitica. Questo quanto detto durante l'incontro Russia-Vietnam svoltosi ad Hanoi. Questa unione del Vietnam al blocco Euro-Asiatico, mostrerebbe quanto la Federazione Russa non sia rimasta isolata dopo che Unione Europea e Washington hanno lanciato nei mesi scorsi le ennesime misure di sanzioni all'economia nazionale. "Aumentare le entrate commerciali di entrambi i Paesi con un costo pari a 7 miliardi di Dollari nel 2015 e 10 miliardi nel 2020", parole pronunciate dal Vice Ministro della Camera del Commercio e dell'Industria Vietnamita, durante l'incontro.
Anche lo stesso Ministro degli Esteri Russo, Sergei Lavrov, ha annunciato che: La Russia definisce importante l'amicizia con il governo centrale del Vietnam e sottolinea l'importanza del paese nell'Area del Pacifico. La stessa Federazione Russa appoggia pienamente il Vietnam nell'Organizzazione (ASEAN), l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico.
Alto è anche il fatturato che l'Unione Economica ha creato negli ultimi anni, con una cifra pari al 50%, che equivale a circa 23 miliardi di Dollari e nel 2013 era pari al 66,2 miliardi di Dollari.
L'Unione Euro-Asiatica garantisce libero scambio commerciale, libera circolazioni di capitali, servizi e sopratutto forza-lavoro. La Federazione Russa sta collaborando assieme al governo Vietnamita, nella costruzione di ben 12 progetti di investimenti, tra cui la costruzione di una centrale nucleare nella Provincia di Ninh Thuan e l'espansione della raffineria di petrolio di Dung Quat.
Il Vietnam ha creato un fatturato di ben 4 miliardi di Dollari, nel 2013, con una crescita del 7% circa. Mentre nel 2014 la cifra si aggira tra i 2 miliardi di Dollari.
Cosa dire ? La Russia riuscirà, con molto sudore, a conquistare l'ennesimo tassello per ampliare il quadro geopolitico nella zona Asiatica ed eliminando gli sguardi degli USA sul Vietnam, regione strategica per Washington, quindi rafforzare il blocco Euro-Asiatico.
domenica 5 ottobre 2014
"La gente è disillusa dalla Democrazia" parola di Alexander Lukashenko
L'inviato della TV, Euronews, Sergio Cantone ha incontrato il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko. Protagonista, nel conflitto in Ucraina.
Sergio
Cantone, Euronews:“Signor Presidente, benvenuto a Euronews. È preoccupato per
quanto sta accadendo in Ucraina, mi riferisco alle tensioni e alle violenze
dovute al conflitto; che soluzione propone come via d’uscita?”
Alexander
Lukashenko:“Si, sono preoccupato perché gli scontri sono in corso in un paese
vicino al nostro, vicino ai nostri fratelli, alla nostra gente. La situazione
potrebbe essere risolta entro un anno, sempre che Ucraina, Russia e Occidente
lo vogliano veramente.”
Euronews:“I
nostri telespettatori sono sicuramente interessati a conoscere il contenuto di
questo suo piano.”
Alexander
Lukashenko:“Si tratta di una decisione difficile e anche pericolosa. Ma se
dovesse persistere la diffidenza tra Occidente e Russia e tra Russia e Stati
Uniti, sarei pronto a usare il mio esercito per separare le due parti in
conflitto e ad inviare un contingente bielorusso in Ucraina. Questo è il mio
piano se parliamo del conflitto. Se parliamo invece in generale della
stabilizzazione della situazione in Ucraina, penso sia necessario una riforma
costituzionale, una riforma dell’intero processo politico in base ai principi democratici.
In Ucraina ci sono oligarchi molto potenti, i cui interessi vanno ben oltre i
confini del Paese, hanno soldi ovunque e non hanno nulla in comune con il
popolo ucraino.”
Euronews:“Siete
pronti a riconoscere le Repubbliche autonome di Donetsk e Lugansk?”
Alexander
Lukashenko:“No, su questo manteniamo la nostra posizione, siamo completamente
in disaccordo. Non vogliamo la disintegrazione dello Stato ucraino. Molti
pensano che l’integrazione della Crimea sia stata un errore, perché era una
parte di territorio russo. Ecco secondo me questo è un approccio sbagliato.”
Euronews:“Pensa
di avere un ruolo neutrale in questo conflitto? Io ho come l’impressione che si
stia puntando il dito solo contro la parte ucraina e non contro i separatisti
filo-russi, e poi non ha menzionato il progetto russo di Novorussia, che è un
elemento di instabilità per l’area.”
Alexander
Lukashenko:“L’Ucraina è diventata teatro di azioni militari e di dispute tra le
grandi forze geopolitiche; come ho già affermato questo non riguarda solo
l’Occidente. Russia e Occidente hanno commesso molti errori, ma inizialmente la
responsabilità maggiore non è stata della Russia, ma dell’Occidente. Non è
stata Mosca a fomentare le proteste a Maidan; sono stati alcuni funzionari
degli stati occidentali che di proposito hanno voluto istigare i manifestanti
di piazza Maidan. Secondo punto: ho sempre sostenuto di non riconoscere il progetto
del neo-stato di “Novorussia”. Sono per l’unità e l’integrità dello Stato
ucraino. Non ci dovrebbero essere conflitti in zone come Transnistria e
Nagorno-Karabakh, dove invece la situazione è sempre molto tesa ed esplosiva.
Come persona, e come presidente della Bielorussia, non voglio la guerra, anche perché
noi siamo un paese molto vicino all’Ucraina.”
Euronews:“La
Crimea è stato un tipico caso di violazione della legge internazionale, la
violazione dell’integrità territoriale di un paese europeo, l’Ucraina. Ed è
successo dopo la caduta di un regime a Kiev. E’ d’accordo?”
Alexander
Lukashenko:“No, assolutamente no. Intende forse dire che quanto accaduto in
Crimea, è stata una vendetta della Russia per i fatti di Maidan? Assolutamente
no. E’ stato solo il risultato di azioni sbagliate del governo ucraino in quel
momento.”
Euronews:“Non pensa che invece stiamo assistendo a una sorta di
guerra civile all’interno del mondo post-sovietico e quello che è successo in
Ucraina è stata una specie di onda d’urto che ora sta coinvolgendo il suo
paese, la Bielorussia, la stessa Mosca,la Federazione Russa. Forse questo è il
motivo della forte preoccupazione da parte di entrambi i paesi.”
Alexander
Lukashenko:“Nei paesi post-sovietici le persone sono disilluse dalla
democrazia. Le persone sostengono e vogliono uno stato forte, che riesca a
contrastare il caos e la guerra civile interna; e questo sta accadendo specie
dopo gli eventi in Ucraina.”
Euronews:“Il
fatto che le persone siano stanche della democrazia significa che una parte
dell’opposizione politica deve andarsene all’estero oppure fa parte solo di un
disegno politico da parte di chi sta al potere?”
Alexander
Lukashenko:“A chi si riferisce: a Bielorussia, Ucraina o Russia.. Per quanto
riguarda i leader dell’opposizione, noi non costringiamo nessuno ad andarsene.
La legge dovrebbe essere rispettata da tutti, da chi sta al potere e dai leader
dell’opposizione. In caso di violazione della legge allora è necessario
prendere provvedimenti.”
Fonte: Euronewssabato 4 ottobre 2014
Il Caucaso sotto il mirino dell'ISIS
Il Ministero della Sicurezza Nazionale dell'Azerbaigian ha annunciato la detenzione di 26 cittadini del paese che hanno preso parte ai combattimenti in Siria e in Iraq combattendo al fianco dello "Stato Islamico". Sono accusati di distribuzione di armi e munizioni, oltre al coinvolgimento di minori colpevoli di reati gravi. Secondo il capo del Centro per gli Affari Pubblici del Ministero della Sicurezza Nazionale dell'Azerbaigian Arif Babaev, ha poi affermato che alcuni cittadini azeri si sono visti protagonisti nella guerra in Medio Oriente pochi anni fa. Sono stati inviati in Pakistan, e dopo un duro addestramento, sono stati collocati in una zona di combattimento in Iraq e in Siria. Le autorità del Governo centrale dell'Azerbaigian hanno alzato l'allerta, per gli estremisti religiosi, che sono giunti grazie al conflitto nei ranghi della ISIS, possono continuare la jihad, non solo in Azerbaigian, ma anche nel Caucaso settentrionale e in Asia centrale. Soprattutto perché le fila di unità di combattimento dell ISIS includono non solo azeri e persone provenienti dal Caucaso del Nord, ma anche kazaki, kirghisi, tagiki, e tartari.
"I paesi del Caucaso e dell'Asia centrale non devono abbassare la guardia dinanzi alla minaccia rappresentata dallo Stato islamico", queste le parole del Professore Alexei Malashenko. "Provengono da 80 paesi diversi, tra cui anche dal Messico". "L'urlo della lotta per la Jihad sono arrivati in tutto il mondo, in India, Pakistan, Nigeria, questa è una minaccia che deve assolutamente essere affrontata".
Secondo Malashenko la "primavera araba", che ha avuto inizio nel 2011, ha scatenato l'euforia e un concetto di Democrazia fantoccia nella Regione. Ci fu un periodo di instabilità, di cui i radicali islamici hanno approfittato immediatamente. Oggi si stanno creando infrastrutture militari, catturando territorio. Come risultato, essi hanno il controllo di un terzo della Siria, e un terzo dell'Iraq. Centinaia di migliaia di curdi stanno lasciando le loro case ... La domanda è: Chi sta sostenendo realmente i radicali islamici ? ha descritto Alexei Malashenko.
Anche il governo centrale della Georgia ha aderito al blocco contro l'ISIS. Le istituzioni Georgiane hanno dichiarato che gli Stati membri creano sul proprio territorio un campo di addestramento per i ribelli siriani per combattere IS militanti. Lo ha riferito la pubblicazione americana Foreign Policy, con riferimento al l'ambasciatore della Georgia negli Stati Uniti Archil Gegeshidze. La Georgia quindi presumibilmente sostiene gli Stati Uniti nella lotta contro il Califfato Islamico. La Georgia quindi è diventata il primo Stato al di fuori della coalizione (Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Italia, Polonia e Danimarca) contro il terrorismo del ISIS (Lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante). La Georgia è già coinvolta in operazioni NATO in Afghanistan e in Iraq già dal lontano 2003.
Nel frattempo, il Consiglio di Sicurezza Nazionale tramite il Primo Ministro della Georgia ha rilasciato una dichiarazione in cui ha negato la possibilità di creazioni di veri e propri campi di addestramento con alloggi per i ribelli siriani nel proprio territorio. Nel frattempo, altre istituzioni georgiane hanno confermato l'esistenza di un piano per creare un centro Anti-Terrorismo regionale.
Per quanto riguarda il pericolo per il Caucaso e l'Asia centrale rappresentato dallo Stato islamico, l'analista politico kazako Dosym Satpayev ha detto che tutto è cominciato con le minacce comuni del Caucaso e dell'Asia Centrale. La maggior parte dei suoi combattenti sono gruppi che arrivano da ogni parte del mondo, che contribuisce a creare un unico 'Califfato' in queste aree.
La Federazione Russa quindi, dovrà osservare e sigillare i propri confini territoriali. Proprio perché L'Imperialismo è vicinissimo, la Georgia, è l'ennesimo burattino che USA, UE ed Imperialismo riescono a gestire per propri interessi economici e sopratutto politici. Aprendo trattati bilaterali con le proprie istituzioni governative, gli USA e il terrore dell'Islam cercheranno con qualsiasi mezzo di rompere gli equilibri sociali, economici e politici al Presidente Vladimir Putin.
First appeared:http://journal-neo.org/2014/10/04/rus-igil-doshel-do-kavkaza/
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