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mercoledì 13 aprile 2016

Le donne del Mossad



Ilona della Bielorussia, ha operato fra l'Egitto ed il Libano. Ha per bersaglio i diplomatici occidentali, negli hotel e nei nightclub esclusivi. Il suo gerente era un libanese chiamato Joe S., agente triplo al servizio di CIA, Mossad e Mukhabarat siriano.


Maria, è un addestratore del Mossad per le nuove reclute. Vive a Praga, Repubblica Ceca. Il governo Marocchino ha negato una volta il suo ingresso nel paese, citandone l'irregolarità nel suo passaporto.


Sandra, una donna italiana, ha infiltrato un membro dell'organizzazione, The International Coexistance Between Christian and Jews. Le è stato ordinato di raccogliere informazioni sul processo di pace in Medio Oriente. L'immagine è stata presa da una spiaggia nel Libano del sud.


Kaisa è una donna estone basata a Budapest, Ungheria. L’ultimo obiettivo era un attivista americano per la pace.


Nativa della Moldova, è nota come Anastasia D. da alcuni, come Natalia da altri. Con la missione d'infiltrare gli anti-sionisti, doveva operare assieme altre due donne: Una donna di Kaliningrad, chiamata Victoria e una seconda donna, Isabel dall'Ecuador. Dovevano operare dal Libano e da Cipro. I loro programmi sono stati sventati quando Isabel è stata scoperta, avendole negato l'entrata all'aeroporto di Beirut dalle autorità libanesi ed è stata respinta sul primo volo per Parigi.


Nastya B. è stata nota anche come Sofia. Opera assai strettamente con Masha Z., incaricata della protezione e della disciplina di un gruppo di agenti del Mossad addestrati da personale militare dall'ex Unione Sovietica. Il gruppo stava operando apertamente in Libano, beneficiando del grande numero di ricchi agenti sauditi che godevano di grande influenza "nella macchina politica" in quel paese.


Lili M. fa parte di un gruppo che controlla gli attivisti degli Stati Uniti per il miglioramento dei rapporti fra l'Europa e la Bielorussia, paese da cui proviene. Agendo sulla base di informazioni che lei ed altri cittadini russi hanno avuto da elementi del Medio Oriente, ha costituito il gruppo "grande ruota" per spiare per conto di quella unità. Diplomatici europei hanno interferito nell'operazione.


L'elenco è ancora lungo, continua alla fonte: http://sitoaurora.narod.ru/Falseflag/Mossad_girls.htm


domenica 7 febbraio 2016

Regeni, Greta, Vanessa e l'intelligence italiana finanziatrice di IS e "amici"

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Bersani e la sua loggia anti-siriana, prima dell'avvento del democratico Renzi (amico di Washington e Tel Aviv). 

Dal blog personale di Marco Gregoretti riportiamo tale informazioni dell'ultima vicenda italiana.

La notizia che arriva al mio blog è piuttosto circostanziata: Giulio Regeni, il ricercatore universitario di 28 anni, scomparso il 25 gennaio e trovato morto in un burrone al Cairo la sera del tre febbraio scorso, era un agente dell’Aise (Agenzia Informazione di Sicurezza Estera), il servizio segreto italiano che si occupa di “minacce provenienti dall’estero”. In pratica l’intelligence che ha preso il posto del vecchio Sismi. Dunque tutto quello che riguarda terrorismo internazionale, Isis, Califfo, Al Qaeda, Boco Haram, narcotraffico, traffico di organi, di essere umani e di armi, passa attraverso l’Aise. 

Il logo dell'Aise, servizio segreto italiano per l'estero
"Il logo dell'AISE"

A quanto risulta a questo blog, Regeni era stato arruolato qualche anno fa quando i servizi segreti italiani cominciarono a fare campagna pubblica per arruolare nuovi operatori chiedendo il curriculum. Quello di Regeni, a quanto pare, sarebbe stato in linea con le aspettative: buone conoscenze informatiche e dimestichezza con le lingue straniere, master vari. Era stato inviato in Usa prima e a Londra dopo. Poi, con la scusa della tesi di laurea, da sei mesi si trovava in Egitto. E la sua collaborazione giornalistica con il Manifesto, come successe anche per altri nel recente passato, funzionava da perfetta copertura. Secondo le informazioni che ho raccolto i motivi della sua morte, oramai è appurato che sia stato ucciso, sarebbero da ricercare proprio nella sua azione in Egitto. Al suo arrivo al Cairo si sarebbe subito messo in contatto con organizzazioni anti Abdel Fattah al Sisi, il Presidente egiziano. I servizi segreti egiziani lo tenevano d’occhio da tempo in quanto “fomentava l’opposizione”. Il 25 gennaio sarebbe stato “catturato” dall’anti-terrorismo egiziano che lo avrebbe torturato, menomato, tagliandogli le orecchie e il naso, violentato e ucciso. Secondo alcune fonti la morte di Regeni sarebbe da interpretare come una sorta di avvertimento ai servizi italiani: “Non ingerite maldestramente”.

Giulio Regeni era un agente dell’Aise?
Giulio Regeni

Una minaccia che arriva in un momento particolarmente delicato della nostra intelligence dopo la conferma che per la liberazione delle due cooperanti Greta e Vanessa sarebbe stato pagato dall’Italia un cospicuo riscatto. Si è parlato di dodici milioni di euro. In realtà sarebbero stati 13, ma uno sarebbe rimasto attaccato a qualche manina italica. Chi si è fregato un milione di euro? Questa situazione poco chiara ha provocato anche un terremoto all’interno dei servizi segreti italiani: 86 operatori, compresi alcuni in posizioni apicali, sono stati “licenziati”. Alla luce di tutto ciò quella telefonata di Al Sisi al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi :”Perseguiremo ogni sforzo per togliere ogni ambiguità e svelare tutte le circostanze”, non fa dormire sonni tranquilli ai nostri governanti. Qualcuno dall'interno dice: “Si sono mossi Mattarella e Renzi. Sono tutti con il pepe al culo”. 

di Marco Gregoretti (Blog di Marco Gregoretti) 
Una vicenda che coinvolge anche il Manifesto, disinformazioni in merito alla collaborazione dello stesso Giulio per il quotidiano. Corriere della Sera

Una vicenda, quella di Giulio Regeni, che riporta alla mente quella delle cooperanti Greta e Vanessa. 

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono le ‘cooperanti’ filo-islamiste scomparse il 1 agosto nella provincia di Aleppo, in Siria, dopo essere state infiltrate dai servizi segreti italiani e turchi in territorio siriano. La Farnesina, ovvero il ministero degli Esteri italiano, al solito sproloquia di “progetti umanitari nel settore sanitario e idrico” seguiti dalle cooperanti. Le due ‘cooperanti’ operano assieme a Roberto Andervill dell'IPSIA Varese, ONG delle ACLI, che dopo essersi distinto in Bosnia e Kosovo , dove la presenza islamista è notevole, è divenuto un attivista a favore della “Rivoluzione antigovernativa”. Con Marzullo e Ramelli ha creato il progetto Horryaty (“per servizi idrici, sanitari e culturali” da sviluppare in Siria, a credergli) e per cui si sono infiltrati nell’area rurale di Idlib dalla Turchia, accompagnati dai terroristi che affliggono la Siria e con l’evidente supporto dei servizi d’intelligence italiani e turchi, (ovvero della NATO). Andervill, a conferma dei sospetti, il 7 agosto ha chiuso la pagina facebook del progetto Horryatyproprio quando due suoi elementi sono ‘scomparsi’. Strane le affermazioni del soggetto: “E’ lei che ha mandato le due ragazze in Siria? “Assolutamente no. Intanto chiariamo una cosa: Horryaty non è un Organizzazione Governativa o una Onlus. E’ semplicemente un gruppo di tre persone che hanno a cuore un paese e hanno deciso di fare qualcosa per aiutarlo”.” Quindi? Una comitiva per una scampagnata, o qualcos’altro d’incofessabile? Tale presa di distanza suscita solo ulteriori sospetti. 

Nessun dubbio sulle finalità politiche di simili iniziative 'umanitarie'

La ‘cooperante’ Vanessa Marzullo si felicita per le imprese dei terroristi di al-Nusra



Aurorasito.Wordpress.com

lunedì 7 settembre 2015

Emergenza Totale

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Un'orribile aumento degli eventi sta creando un finale di gara per l'umanità.

Dalla crisi finanziaria, all'immigrazione di massa di rifugiati, dall'arrivo delle sempre più tecnologie nane, compreso il terrore e i conflitti senza fine, affrontiamo un futuro incerto e un vortice storico mai prima sperimentato.

Alex Jones spiega come le grandi elite globali orchestrano e destabilizzano i contesti sociali e politici mondiali mettendo in pericolo tutti noi. Info Wars

Non sappiamo cosa succede, ma qualcosa c'è. Esplosioni ripetute, guasti massicci che mobilitano l'FBI ... naturalmente, non sapremo altro se non spiegazioni raffazzonate come al solito. I blackout sembrano enormi, l'immagine (sopra) da alcune riposte.

Le prime notizie su facebook dichiarano:
  • Che l'FBI indaga su possibili attacchi a cavi internet;
  • Che una linea di fibra ottica potrebbe avere causato problemi
Un'altra possibile causa:
Radar mostrano potentissimi impulsi a microonde

"Impulsi massicci sull'Atlantico/secondo l'aviazione statunitense."


Miami, 2 settembre, viene spiegato come il lancio di un vettore spaziale Atlas V per posizionare in orbita il satellite per le comunicazioni militari MUOS-4 della famigerata rete MOUS dell'US Navy.

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Reseau International

Occidente cosa combini ?