"La nostra politica iraniana è in fase di sviluppo".
La nuova politica degli Usa verso l'Iran include il cambio di regime, secondo il segretario di Stato Rex Tillerson. Mercoledì è stato chiesto a Tillerson se gli USA sostengano il cambio di regime all'interno dell'Iran. Ha risposto affermativamente, affermando che la politica americana è guidata affidandosi ad elementi interni all'Iran per poter ottenere così una transizione pacifica di quel governo.
Il repubblicano Ted Poe chiese a Tillerson circa la politica verso l'Iran, se il governo statunitense sanzionerebbe la Guardia rivoluzionaria iraniana e se gli USA sosterebbero un "filosofico cambiamento di regime in Iran".
"Stanno svolgendo cattiverie in tutto il mondo, in nome del terrorismo e distruggendo i diritti umani di molte persone" ha dichiarato Poe, riferendosi a IRGC. Vorrei sapere quel'è la politica degli USA verso l'Iran. Sosteniamo l'attuale regime ? Sosteniamo un filosofico cambio di regime o un cambiamento pacifico del regime ? Ci sono iraniani in esilio in tutto il mondo. Alcuni sono qui. Poi ci sono iraniani che non sostengono lo stato totalitario. Questa è la posizione degli Stati Uniti per lasciare le cose come sono o per un cambiamento pacifico a lungo termine del regime ?
"Beh, la nostra politica iraniana è in fase di sviluppo", rispose Tillerson. "Non è stato ancora consegnato al presidente, ma vorrei dirvi che riconosciamo certamente la presenza destabilizzante dell'Iran nella regione, il loro finanziamento a combattenti stranieri, la loro esportazione di milizie in Siria, Iraq, Yemen e il loro sostegno ad Hezbollah. Stiamo agendo per rispondere all'egemonia iraniana. Altre azioni sanzionatorie sono state messe in atto con altri individui.
"Ripariamo continuamente i meriti sia dal punto di vista delle conseguenze diplomatiche ma anche internazionali di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come un'organizzazione terroristica", ha aggiunto. Come sapete, noi abbiamo designato la Quds Force. La nostra politica verso l'Iran è respingere questa egemonia, contenere la loro capacità di sviluppare armi nucleari e lavorare per sostenere quegli elementi all'interno dell'Iran che porterebbero una transizione pacifica di quel governo. Questi elementi sono lì, lo sappiamo con certezza.
La squadra di governo di Trump è piana di falchi sull'Iran, ma Tillerson è il primo funzionario dell'amministrazione a sostenere il cambio di regime nella sua capacità ufficiale.
Il governo iraniano è pronto a condannare le osservazioni di Tillerson. Giovedì, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qassemi ha commentato l'intervista di Tillerson come una violazione grossolana delle regole convincenti del diritto internazionale, inaccettabile e fortemente condannata.
"Dagli anni '50, gli Stati Uniti hanno cercato di intromettersi negli affari interni iraniani con diverse strategie come il colpo di stato, il cambiamento di regime e l'intervento militare". Qassemi ha dichiarato, riferendosi al coinvolgimento statunitense nel colpo di stato dell'Iran nel 1953, chiamata operazione Ajax.
Il giorno dopo, il repubblicano Dana Rorhabacher, un sostenitore di Trump, ha elogiato l'attacco a Teheran e ha suggerito che gli USA dovrebbero collaborare con lo Stato Islamico per contrastare l'Iran.
Assad non usa gas contro la sua gente. Assad è un grande leader che si preoccupa per il suo paese ed il suo popolo. La verità è che il recente attacco chimico contro i civili siriani è un'altra operazione false flag ebraica progettata per manipolare l'opinione pubblica statunitense contro Assad, ricattando ed intimorendo Trump facendogli accettare l'attacco contro la Siria che andrebbe a vantaggio di Israele. Assad è un leader secolare che ha protetto l'etnia cristiana dagli islamisti. Andare in guerra contro di lui non procurerà nessun tipo di beneficio ad eccezione di Israele. Ecco di cosa si tratta. Gli Ebrei vogliono la guerra per conquistare la Siria. Scherzi a parte, che tipo di "dittatore" è colui che visita una chiesa cristiana durante la vigilia di natale ?
La difesa aerea siriana ha abbattuto un aereo da guerra israeliano, che è stato uno dei quattro aerei da guerra israeliano che ha effettuato attacchi aerei sulle posizioni militari siriane nella provincia centrale di Homs prima dell'alba di venerdì, tutto ciò è stato dichiarato in un comunicato dell'esercito siriano, aggiungendo che l'aereo militare si sia abbattuto su suolo israeliano.
Nel comunicato militare si legge che quattro aerei israeliani si sarebbero infiltrati nello spazio aereo siriano alle 2:40 di venerdì, sopra la zona Braji mirando una delle posizioni militari presso la città di Palmira, nella campagna orientale di Homs.
L'esercito siriano, nel frattempo, ha sottolineato la volontà di affrontare qualsiasi attacco futuro da parte di Israele sulle proprie posizioni, aggiungendo che la risposta sarà diretta da tutti i mezzi disponibili.
L'esercito siriano ha creato offensive schiaccianti nella campagna orientale di Homs contro lo Stato Islamico, riuscendo recentemente a riconquistare l'antica città di Palmira spostandosi in avanti verso giacimenti di gas chiave nelle campagne in quella zona.
Saint-Hilaire-des-Grottes appena fuori da Saint-Hilaire-Saint-Florent.
Ormai è una barzelletta continua, tengo a precisare che queste cose sono sempre successe, solo che prima eravamo incatenati ai media internazionali di regime e certo non ti venivano a raccontare i fatti loro. Ora invece con il web in questo come in questo caso dei giornali di provincia che tutti possono leggere pubblicano la notizia, qualcuno la legge e comincia a fare il giro del mondo, molto semplice, nessun complotto ...
Sono stati invece degli operai agricoli, in Francia, a scoprire il 22 settembre un'altra strana coincidenza. Mandati a ripulire delle erbacce un terreno incolto situato presso la chiesa di Saint Hilaire des Grottes, trovano che le chiavi che hanno ricevuto non aprono il cancello. Entrano da una apertura posteriore del recinto, e scorgono tre uomini, che vedendosi disturbati, salgono in fretta su un furgone bianco senza scritte e si allontanano velocemente. Una partenza così sospetta che i lavoratori chiamano la polizia. Questa trova, in una grotta (leggo dalla stampa locale):
"una bandiera di Daesh, materiale audio e video, un gruppo elettrogeno, giornali in lingua araba".
Una cellula terrorista che preparava attentati ? Piombano sul posto la polizia nazionale, la gendarmeria, il prefetto di Saumur, il procuratore, la scientifica; un tal dispiegamento di auto da allarmare gli abitanti.
Poco dopo il mistero è chiarito, se così vogliamo credere. Una telefonata della prefettura al generale comandante delle Scuole Militari di Saumur (EMS) riceve dal generale questa risposta:
"Il materiale è stato messo lì dai militari del Centro Interarmi della difesa NBC (nucleare, batteriologica, chimica). Utilizzano infatti le grotte come terreno di addestramento".
Ah, ecco. Solo che la polizia non ne era stata informata. Circolare, non c'è niente da vedere.
Il deputato francese Francois Asselineau, dell'UPR, non si accontenta della spiegazione, e pone alcune domande al governo:
“E’
abituale che esercitazioni militari si tengano in un ricovero troglodita
abbandonato? Come si giustifica la fuga delle tre persone nel supposto caso di
esercitazione militare? A cosa servivano precisamente i falsi stendardi di
Daesh e il giornali in arabo nel contesto di un addestramento sui metodi di
decontaminazione nucleare, radiologica, chimica e batteriologica? Da dove
provengono simili stendardi? E come se li è potuti procurare una scuola
militare? Anche altri organi di Stato dispongono di tali bandiere (di Daesh) e
a quale scopo?”.
Quest’ultima domanda dev’essere
tendenziosa. Durante la terribile giornata del 7 gennaio 2015 a Parigi, appena
sterminata la redazione di Charlie Hebdo, gli assassini, i fratelli Kouachi
(erano proprio loro: uno dei due ha dimenticato la carta d’identità in auto)
cambiarono macchina in Rue du Meaux, nel quartiere dove abita la più
grossa comunità ebraica di Francia; rapinano una Clio e scompaiono.
Lasciano la vecchia auto davanti alla pasticceria Patistory, i cui proprietari,
coniugi Bellaiche, organizzano raccolte di fondi per l’esercito israeliano.
Ebbene: anche nell’auto abbandonata dai Kouachi c’era una bandiera di Daesh.
Difficile tuttavia che il governo Valls
risponda all'interrogazione di Assselineau.
Il Golpe è terminato ? Probabilmente no. Leggevo in queste ore un articolo intitolato "Golpe in Turchia: Tutte le risposte ai numerosi interrogativi" elaborato da Federico Pierracini, che in pratica proponeva le ipotesi, per lui, più probabili sul tentato golpe in Turchia verso Erdogan, poi fallito. Ipotesi da non sottovalutare. Ad Ankara e Istanbul predomina l'incertezza mescolata da ancora tanta preoccupazione. Conosciamo molto bene il Presidente ottomano e la sua leadership turca, tra finanziamenti allo Stato Islamico e repressione interna (tutt'ora attiva) contro la "minoranza" curda nell'est del paese. Ricordiamo, inizialmente lo stesso Presidente Erdogan, puntò il dito contro Fethullah Gulen per il Golpe. Cosa successivamente smentita dallo stesso Gulen dichiarando poi che in realtà tale colpo di stato è stato panificato dallo stesso Erdogan, una farsa quindi.
Una farsa, pianificata molto bene. Basti osservare le ripercussioni che da sabato stanno sconvolgendo la Turchia. Perché quindi elaborare tale sceneggiatura teatrale ? Le ragioni sarebbero molteplici ma sintetizzandole. In primis, eliminare definitivamente l'opposizione politica in Turchia contro il partito di Erdogan, cioè l'AKP, un'opposizione che racchiuderebbe sopratutto il PKK (Partito Comunista del Kurditan) che ad est, come accennato prima, rivendica l'autorità della regione interessata e i diritti della comunità curda, quotidianamente malmenati.
Senza dubbi, un'operazione interna, condotta da AKP, Erdogan e i suoi seguaci. Un'operazione che in queste ore getta sulla Turchia un velo di paura, per le conseguenze che ne scaturiranno. Intanto continuano i numerosi arresti di alti funzionari militari e della magistratura. Infine una notizia da non accantonare è quella che interessa in queste ore la base aerea NATO di Incirlick, su territorio turco, che dall'inizio del Golpe è rimasta senza acqua ed elettricità, aprendo un scontro tra forze militari turche e statunitensi. Che inizialmente collaboravano assieme, adesso divisi da una muro fatto di preoccupazioni e paure.
Mentre legete questo rapporto abbiate bene in mente che la Turchia è un membro della NATO. Il Tenente Generale russo Sergey Rudskoyha pubblicato un rapporto che condanna affermando esplicitamente che il sostegno materiale al gruppo terroristico Al-Nusra e Al-Qaeda, arrivi direttamente dalla Turchia quotidianamente: Il flusso senza fine di grandi camion che trasportano armi dalla Turchia e munizioni attraverso il confino turco-siriano. Questo constante avenzamento di armi permette ai terroristi di Al-Nusra di continuare la loro provocazione contro il governo nazionale siriano; tutti sanno, e i nostri partner americani ammettono che i punti caldi delle operazioni militari attive si trovano in quelle parti della Repubblica siriana dove i terroristi di Al-Qaeda affiliati ad Al-Nusra corrono dilaganti. E' molto chiaro che il gruppo terroristico di Al-Nusra, attivo nella regione di Aleppo e Idlib, è il principale ostacolo per espandere il cessate il fuoco nelle zone settentrionali della Siria. La situazione sarebbe molto diversa se questo constante flusso di armi e jihadisti non sarebbe permesso nell'attraversamento della Turchia. Perché l'Occidente non fa nulla per fermare l'aperto sostegno della Turchia al terrorismo ?
L'impegno dell'Aviazione russa nell'est siriano continua con intensità, causando sempre più danni alla logistica del cosiddetto "califfato" del Mossad e della CIA (e dei loro manutengoli turchi e sauditi). Siamo in grado (http://palaestinafelix.blogspot.it/) di confermare che un'autocolonna di cisterne cariche di greggio rubato a giacimenti siriani è stata individuata, bombardata e incendiata nei pressi di Sukhanah da cacciabombardieri russi.
Il rapporto sull'azione segnala come questo convoglio lungi dall'essere composto di 40 o 50 veicoli come succedeva in passato non superava la decina, di cui sei sono andati immediatamente distrutti, segno che gli jihadisti cercano di disperdere i loro trasporti sperando che divengano meno individuabili.
Chissà come mai quando li "bombardava" l'USAF che dispone tra le basi NATO, saudite, qatariote, barheini e giordane di centinaia di apparecchi in tutto il Medio Oriente le autobotti dell'IS giravano in processione a gruppi di cinquanta a cento alla volta.
Questa carta Raffigura la strada che collega Mossul – conquistata dal Califfo nel 2012, sorprendendo gli americani – alla raffineria di Batman in Turchia. Sono 344 chilometri, non pochi. Ebbene: per questa trafficatissima strada passa, su un gran traffico di camion, il greggio che Daesh succhia dai pozzi iracheni in suo possesso. Almeno 20 mila barili al giorno, il 10 per cento della produzione irachena, che vengono convogliati alla raffineria turca per la raffinazione. L’arteria che garantisce l’autonomia finanziaria, anzi la prosperità del Califfo. http://www.maurizioblondet.it/modesta-proposta-per-vincere-lisis/
Un'azienda che riesce ad inscenare momenti di terrore e di catastrofi (di una realtà inimmaginabile).
La solita farsa ?
Le forze popolari curde che combattono in Siria hanno oggi [24 Marzo] catturato un alto funzionario dei Servizi Segreti turchi che, “sottoposto ad interrogatorio”, ha coinvolto il PresidenteErdogan.
A Veterans Today è stato dato accesso alle confessioni registrate che hanno rivelato il ruolo delMIT [Milli Istihbarat Teskilati, Servizi Segreti turchi] nelle esplosioni di Bruxelles ed i piani per effettuare ulteriori attacchi in Europa.
Il “funzionario sospetto” ha confessato il suo ruolo nella pianificazione – a Raqqah – dell’attacco di Bruxelles, in collaborazione con l’ISIS.
L’informazione che ha portato alla sua cattura deriva da un’intercettazione effettuata dai russi. Ci è stato detto che questi ultimi non sono stati coinvolti nella cattura, ma che una squadra diSpetsnaz [corpi speciali russi] potrebbe essere stata messa a disposizione come supporto.
I Servizi Segreti turchi gestiscono un centro di pianificazione operativa posto in un complesso sotterraneo di Raqqah, secondo il nostro riluttante informatore [il funzionario catturato]. Il centro, costruito al di sotto di un impianto di atletica, contiene scorte di armi chimiche e biologiche, tra le quali il gas sarin, il virus per l’influenza suina e tonnellate di materiali per la produzione di altri tipi di gas.
Gli Stati Uniti, coordinandosi con l’unità siriana “Tigre”, colpirono quel complesso nell'Ottobre del 2014, nell'ambito di una di quella mezza dozzina di operazioni altamente segrete effettuate congiuntamente. L’operazione portò alla cattura di alcuni ufficiali del Qatar, dell’Arabia Sauditae della Turchia.
Il Presidente Erdogan, secondo la nostra fonte, ha introdotto le cellule terroristiche addestrate dal MIT nascondendole all’interno del flusso di profughi, attentamente orchestrato, per poi indirizzarle presso le comunità della criminalità turca, con sede in Germania, Belgio ed Olanda.
Fonti dell'Intelligence statunitense hanno notato che da oltre un decennio la criminalità organizzata turca è centrata a Monaco di Baviera, che è il “ground zero” per gli attacchi terroristici che dovrebbero colpire gli Stati Uniti alla vigilia delle prossime elezioni presidenziali.
NB: Nessuno ha mai dichiarato e nessuno sta dichiarando che in realtà non sia successo nulla martedì 22 marzo 2016 a Bruxelles, ma tale video (sopra) è stato creato al solo scopo di diffondere una piccola parte di verità, in un mare di sterco mediatico internazionale.
Possiamo fidarci dei media internazionali mainstream in merito agli attacchi terroristici di Bruxelles ?
Il 22 marzo 2016 il ministro degli esteri palestinese, Riad Al-Malki doveva comparire dinanzi alla Commissione per gli Affari Esteri a Bruxelles per cercare di rinviare il processo di pace in Medio Oriente.
Così, il 22 marzo è stata un'ottima giornata per il Mossad nel colpire Bruxelles ?
I presunti aggressori di Bruxelles del 22 marzo 2016, sono i fratelli Khalid e Brahim El-Bakraoui e Najim Laachraoui, sono creduti per essere risorse dei servizi di sicurezza.
Khalid e Brahim El-Bakraoui si pensa che siano stati reclutati dai servizi di sicurezza qualche tempo fa mentre erano in carcere per reati non connessi al terrorismo.
Khalid e Brahim El-Bakraoui furono nuovamente arrestati pochi giorni prima degli attacchi del 22 marzo 2016, secondo il Centro per la Sicurezza Politica.
Najim Laachraoui lavorava per la CIA e i suoi amici in Siria.
"L'uomo in bianco è il sospettato per la polizia."
Il 22 marzo 2016, almeno 30 persone sono rimaste uccise negli attacchi STILE-GLADIO all'Aeroporto di Bruxelles e nella metrò nell'ora di punta a Bruxelles.
L'ISIS ha rivendicato la responsabilità degli attacchi.
"Si nascosero per una quindicina di giorni prima di assaltare una stazione di polizia a Vielsalm. Armi e munizioni furono rubate. Un'agente di polizia rimase ucciso."
Meno di una settimana prima degli attacchi terroristici a Bruxelles, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avvertiva di possibili attentati in città europee, tra cui Bruxelles. “Non vi è alcun motivo per cui la bomba esplosa ad Ankara non possa esplodere a Bruxelles, o qualsiasi altra città europea“. Aveva dichiarato Erdogan nella cerimonia di commemorazione del 101.mo anniversario della battaglia di Gallipoli, nella città costiera di Canakkale, il 18 marzo. Va notato che la dichiarazione di Erdogan seguiva l’attentato mortale del 13 marzo, quando un’autobomba esplose a una fermata degli autobus presso piazza Kizilay al centro di Ankara, provocando 37 morti e oltre 120 feriti. Il capo di Stato turco accusava i radicali curdi dell’attacco e rimproverava i capi europei del rifiuto di riconoscere certe organizzazioni curde come gruppi terroristici. “I serpenti dormienti possono mordervi in qualsiasi momento“, aggiunse Erdogan. Il 22 marzo, Bruxelles, capitale del Belgio e centro amministrativo di NATO e UE, veniva colpita da una serie di esplosioni, tra cui due esplosioni nell’aeroporto di Zaventem, causando 13 morti e oltre 35 feriti. Altre 15 persone furono uccise in un’esplosione presso la stazione della metropolitana di Maalbeek, nel centro di Bruxelles, secondo i media locali. Sputnik
Le immagini che i media ci hanno mostrato sugli attacchi a Bruxelles non è nient'altro che un vecchio attacco terroristico del 2011 in Russia.
In Belgio tra il 1982 e il 1985, operò una misteriosa organizzazione, cosiddetta "Banda del Brabante" alla quale furono attribuite ben 16 azioni terroristiche, che provocarono ventotto morti e venticinque feriti. Degno di rilievo che il Parlamento belga abbia, a suo tempo, istituito una commissione parlamentare d'inchieste e che il suo presidente [...] abbia affermato che le stragi del Brabante sarebbero state "opera di servizi segreti stranieri", un terrorismo volto a destabilizzare una società democratica.
Lo SIIL è un’operazione di Gladio della CIA che interessa terrorismo e controllo mentale. Il Parlamento italiano dichiarò: “Quei massacri, quelle bombe, quelle azioni militari furono organizzate o promosse o sostenute da uomini delle istituzioni dello Stato italiano e, come è stato scoperto ultimamente, da uomini legati alle strutture dell’intelligence degli Stati Uniti”.
Domenica 13 marzo 2016, circa 34 persone sono rimaste uccise in un'esplosione "falsa bandiera" ad Ankara. Un'informatore, Fuat Avni, che ha documenti attendibili su delle operazioni della polizia turca, sostiene che l'agenzia di spionaggio turca sta progettando attacchi in aree affollate.
I recenti atti di terrore potrebbero essere opera del regime di Erdogan e degli alleati, per giustificare il bombardamento dei curdi e per iniziare un'operazione di terra in Siria.
"Secondo i seguenti rapporti, l'Arabia Saudita ha creato un quartiere generale con la Turchia, in preparazione all'assalto congiunto in Siria. Il rapporto inoltre sostiene che gli aerei degli Emirati Arabi Uniti sono stazionati alla base aerea di Incirlik in Turchia ... la stessa base dove sono stati dispiegati ultimamente i jet sauditi. Jet sauditi in Turchia. Il rapporto, indipendente non è stato verificato, è coerente e trasparente in merito ad una probabile invasione."
"Sequestrate armi di produzione israeliana."
Dal 1982 la Turchia è bagnata dal sangue.
Un militante dello SIIL (ISIS, ISIL o IS) ha dichiarato, all'agenzia di stampa internazionale, Sputnik, che la Turchia è compresa nell'affare sporco del petrolio con i gruppi Jihadisti. Il petrolio estratto da Deir Ez-Zor e dall'Iraq è sotto continuo controllo da parte delle milizie islamiche, che lo vendono per pochi dollari al barile, a solo 25 dollari. To ! Guarda un po chi lavora con SIIL.
I sauditi aumentano la loro retorica mentre la Turchia bombarda in Siria per il secondo giorno consecutivo. Secondo i seguenti rapporti, l'Arabia Saudita ha creato un quartiere generale con la Turchia, in preparazione all'assalto congiunto in Siria. Il rapporto inoltre sostiene che gli aerei degli Emirati Arabi Uniti sono stazionati alla base aerea di Incirlik in Turchia ... la stessa base dove sono stati dispiegati ultimamente i jet sauditi. Jet sauditi in Turchia. Il rapporto, indipendente non è stato verificato, è coerente e trasparente in merito ad una probabile invasione. Invasione in Siria. La Turchia ha già iniziato l'offensiva. Per il secondo giorno consecutio la Turchia ha bombardato le postazioni dell'aviazione siriana e le postazioni curde.Ci sono rapporti che dichiarano che la Turchia abbia iniziato una seria di bombardamenti contro le posizioni curde nel Nord della Siria, molto probabilmente dal loro spazio aereo per evitare rappresaglie da parte della Federazione Russa. I sauditi ancora devono unirsi all'offensiva ma hanno le idee ben chiare in merito. Secondo una corrispondente dell'emittente araba mediatica di Al-Jazeera. E' poco chiara l'idea di come l'Arabia Saudita e la Turchia lanceranno la probabile invasione. Probabilmente attendono che la Russia, l'Iran o persino la Siria lanci la prima mina, dando così alla Turchia il diritto di esercitare l'articolo numero 5 della Nato.Abbastanza interessante è la decisione del governo arabo di Giordania, che non interverrà, in una guerra diretta contro la Siria a meno che ci sia un mandato delle Nazioni Unite con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Un funzionario del governo giordano ha dichiarato esplicitamente che non parteciperà ad alcuna invasione in Siria a meno che non si siano operazioni coordinate dall'ONU, con le forze occidentali e Russia.
Il Generale di Brigata doganale tunisina ha lanciato l'allarme nel corso di una trasmissione televisiva, dopo la scoperta all'aeroporto di Tunisi, di 1500 kg di esplosivo, pentole a pressione riempite di chiodi e bulloni, detonatori, cinghie di esplosivi e di granate in un carico proveniente dagli Stati Uniti d'America verso la Tunisia. Il Generale, Mohamed Bazina, ha denunciato il black-out delle autorità e delle pratiche "irresponsabili, sopratutto in pieno stato di emergenza".
Questi ordigni esplosivi, in realtà, erano destinati ad esercitazioni di sicurezza e sono stati scoperti casualmente all'aeroporto di Roissy-Charles De Gaulle il 22 gennaio scorso da lavoratori della Fedex. Verso le 22:00 di venerdì 22 gennaio 2016, i dipendenti della società statunitense, trattano un trasporto proveniente dagli Stati Uniti e diretto in Tunisia quando uno degli scatoloni si apre, rivelando una pentola a pressione riempita di chiodi e bulloni.
I dipendenti si rendono conto che un'altro scatolo contiene dispositivi simili, accompagnati da ciò che sembrano somigliare a detonatori, racconta Frederic Petit, rappresentate del personale della società. Allertano quindi la direzione. I responsabili delle indagini arrivati sul posto hanno in seguito verificato tutto, passando le scatole tra i raggi x ed utilizzando i cani d'individuazione. "I pacchi erano destinati all'ambasciata a Tunisi e destinati per addestramenti ... indica una fonte della sicurezza aeroportuale. "Questo genere di transito non è frequente ma a volte si svolge ... spiega. "E' semplicemente la prima volta che uno dei pacchi si apre".
Tunis Tribune
Adesso l'ambasciata USA dia riposte in merito all'accaduto.
Nel 2011 la Tunisia era uno dei paesi pilastro della stabilizzazione geopolitica del "mondo arabo". Soltanto dopo il vento rivoluzionario della "Primavera Araba" sponsorizzata da CIA e lo stesso Mossad, la Tunisia è covo di, taglia gole. Venti di Primavera Araba in Tunisia e Marocco
Bersani e la sua loggia anti-siriana, prima dell'avvento del democratico Renzi (amico di Washington e Tel Aviv).
Dal blog personale di Marco Gregoretti riportiamo tale informazioni dell'ultima vicenda italiana. La notizia che arriva al mio blog è piuttosto circostanziata: Giulio Regeni, il ricercatore universitario di 28 anni, scomparso il 25 gennaio e trovato morto in un burrone al Cairo la sera del tre febbraio scorso, era un agente dell’Aise (Agenzia Informazione di Sicurezza Estera), il servizio segreto italiano che si occupa di “minacce provenienti dall’estero”. In pratica l’intelligence che ha preso il posto del vecchio Sismi. Dunque tutto quello che riguarda terrorismo internazionale, Isis, Califfo, Al Qaeda,Boco Haram, narcotraffico, traffico di organi, di essere umani e di armi, passa attraverso l’Aise. "Il logo dell'AISE"
A quanto risulta a questo blog, Regeni era stato arruolato qualche anno fa quando i servizi segreti italiani cominciarono a fare campagna pubblica per arruolare nuovi operatori chiedendo il curriculum. Quello di Regeni, a quanto pare, sarebbe stato in linea con le aspettative: buone conoscenze informatiche e dimestichezza con le lingue straniere, master vari. Era stato inviato in Usa prima e a Londra dopo. Poi, con la scusa della tesi di laurea, da sei mesi si trovava in Egitto. E la sua collaborazione giornalistica con il Manifesto, come successe anche per altri nel recente passato, funzionava da perfetta copertura. Secondo le informazioni che ho raccolto i motivi della sua morte, oramai è appurato che sia stato ucciso, sarebbero da ricercare proprio nella sua azione in Egitto. Al suo arrivo al Cairo si sarebbe subito messo in contatto con organizzazioni anti Abdel Fattah al Sisi, il Presidente egiziano. I servizi segreti egiziani lo tenevano d’occhio da tempo in quanto “fomentava l’opposizione”. Il 25 gennaio sarebbe stato “catturato” dall’anti-terrorismo egiziano che lo avrebbe torturato, menomato, tagliandogli le orecchie e il naso, violentato e ucciso. Secondo alcune fonti la morte di Regeni sarebbe da interpretare come una sorta di avvertimento ai servizi italiani: “Non ingerite maldestramente”. Giulio Regeni Una minaccia che arriva in un momento particolarmente delicato della nostra intelligence dopo la conferma che per la liberazione delle due cooperanti Greta e Vanessa sarebbe stato pagato dall’Italia un cospicuo riscatto. Si è parlato di dodici milioni di euro. In realtà sarebbero stati 13, ma uno sarebbe rimasto attaccato a qualche manina italica. Chi si è fregato un milione di euro? Questa situazione poco chiara ha provocato anche un terremoto all’interno dei servizi segreti italiani: 86 operatori, compresi alcuni in posizioni apicali, sono stati “licenziati”. Alla luce di tutto ciò quella telefonata di Al Sisi al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi :”Perseguiremo ogni sforzo per togliere ogni ambiguità e svelare tutte le circostanze”, non fa dormire sonni tranquilli ai nostri governanti. Qualcuno dall'interno dice: “Si sono mossi Mattarella e Renzi. Sono tutti con il pepe al culo”. di Marco Gregoretti (Blog di Marco Gregoretti) Una vicenda che coinvolge anche il Manifesto, disinformazioni in merito alla collaborazione dello stesso Giulio per il quotidiano. Corriere della Sera Una vicenda, quella di Giulio Regeni, che riporta alla mente quella delle cooperanti Greta e Vanessa. Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono le ‘cooperanti’ filo-islamiste scomparse il 1 agosto nella provincia di Aleppo, in Siria, dopo essere state infiltrate dai servizi segreti italiani e turchi in territorio siriano. La Farnesina, ovvero il ministero degli Esteri italiano, al solito sproloquia di “progetti umanitari nel settore sanitario e idrico” seguiti dalle cooperanti. Le due ‘cooperanti’ operano assieme a Roberto Andervilldell'IPSIA Varese, ONG delle ACLI, che dopo essersi distinto in Bosnia e Kosovo , dove la presenza islamista è notevole, è divenuto un attivista a favore della “Rivoluzione antigovernativa”. Con Marzullo e Ramelli ha creato il progetto Horryaty (“per servizi idrici, sanitari e culturali” da sviluppare in Siria, a credergli) e per cui si sono infiltrati nell’area rurale di Idlib dalla Turchia, accompagnati dai terroristi che affliggono la Siria e con l’evidente supporto dei servizi d’intelligence italiani e turchi, (ovvero della NATO). Andervill, a conferma dei sospetti, il 7 agosto ha chiuso la pagina facebook del progetto Horryatyproprio quando due suoi elementi sono ‘scomparsi’. Strane le affermazioni del soggetto: “E’ lei che ha mandato le due ragazze in Siria? “Assolutamente no. Intanto chiariamo una cosa: Horryaty non è un Organizzazione Governativa o una Onlus. E’ semplicemente un gruppo di tre persone che hanno a cuore un paese e hanno deciso di fare qualcosa per aiutarlo”.” Quindi? Una comitiva per una scampagnata, o qualcos’altro d’incofessabile? Tale presa di distanza suscita solo ulteriori sospetti.
La ‘cooperante’ Vanessa Marzullo si felicita per le imprese dei terroristi di al-Nusra
Un militante dello SIIL (ISIS, ISIL o IS) ha dichiarato, all'agenzia di stampa internazionale, Sputnik, che la Turchia è compresa nell'affare sporco del petrolio con i gruppi Jihadisti. Mahmud Ghazi Tatar di 24 anni, ha percepito l'addestramento al confine con la Siria. Ha partecipato alla guerra civile in Siria fu catturato dalle milizie curde nel mese di giugno 2015 ed ora è ricercato. Nelle parole pronunciate da Ghazi Tatar molto petrolio è stato venduto a uomini d'affare i quali nomi non sono stati rivelati.
Il commercio del petrolio: grado per grado.
Il petrolio estratto da Deir Ez-Zor e dall'Iraq è sotto continuo controllo da parte delle milizie islamiche, che lo vendono per pochi dollari al barile, a solo 25 dollari. Venduto ai commercianti indipendenti siriani e iracheni che fanno un proprio uso personale dei camion che lo trasportano. Il petrolio viene anche venduto alle raffinerie vicine per essere trasformato in petrolio o versato sul mercato del petrolio locale. Eppure la capacità dei compratori locali è limitata.
Fonti di polizia hanno dichiarato che l'assalitore di Tel Aviv è un arabo-israeliano di 29 anni, residente a Wadi Ara nel nord di Israele. La stessa polizia dichiara che il padre dell'attentatore aveva riconosciuto il figlio nel cortometraggio dei sistemi di sicurezza di un super mercato e avrebbe chiamato la polizia.
Secondo un testimone, Sami Melhem, l'assalitore era instabile psicologicamente e non simpatizzava per lo Stato Islamico.
Il sospettato è stato riconosciuto dalle forze di sicurezza. L'11 dicembre 2015, Rami Adeeb Milhem, fu arrestato dai militari israeliani. Soldati Israeliani arrestano 8 palestinesi.
Tra gli arrestati spunta anche Rami Adeeb Milhem.
Sopra la scena del crimine di Venerdì 1 gennaio 2016.
Il 31 dicembre un tweet avverti di un probabile attacco a Tel Aviv. Dailymail
L'assalitore è stato descritto, da un testimone, come un uomo ragionevolmente piccolo di statura e con carnagione bianca e che maneggiava un M16.
Alon Bakal, una delle persone uccise durante l'attacco a Tel Aviv.
Il movente è ancora ignoto, come spiega Yehuda Dahan, capo della polizia di Tel Aviv: “Mi piacerebbe poter affermare qualcosa con certezza. In questo momento vengono esaminate tutte le piste. Per ora non abbiamo certezze, non sappiamo se l’atto sia legato a un contesto terroristico o criminale”. Caccia all'attentatore di Tel Aviv
La scena dell'attacco a Tel Aviv.
Questo attacco è arrivato durante le feste di Capodanno. Israele deve trovare il pretesto per confermare all'opinione pubblica mondiale che il Mossad non centra nulla con lo Stato Islamico.
Quindi iniziare un'offensiva in Iraq e Siria molto più grande ?
Gettare fumo negli occhi all'opinione pubblica internazionale in merito al vero coinvolgimento di Israele nel conflitto in Siria e Iraq.