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sabato 5 settembre 2015

Il terrore della NATO adesso spaventa l'Asia

Dal 1990, 34 nuovi paesi sono sorti con l'aggiunta del Sud Sudan nel 2011 essendo l'ultimo o no. La lista dei cambi di regime di Washington è senza fine. Una pratica comunemente usata è quella di destabilizzazione il paese e ottenere con fatica i territori.

In seguito si stabilisce un governo burattino e installazioni militari USA. Dando così benvenuto ad uno nuovo paese totalmente dipendente dagli Stati Uniti. Lo "Stato Mafia" il Kosovo ne è un esempio di questo modus operandi, riuscì in Jugoslavia e oggi in Cina.

"Un diplomatico cinese ha dichiarato che nessuno stato come il Tibet, l'Est Turkestan e la Mongolia Interna è esistito in Cina e che erano storicamente territori cinesi."


"Gli USA ci guadagnano molto ad appoggiare i venti separatisti in Cina."

La NATO creò e costituì durante la guerra fredda un fondo per la rete terroristica Grey Wolves in Turchia. Invece di inviare i militanti di tale organizzazione a combattere "il nemico sovietico" furono inviati ad eliminare i nemici della NATO. Oggi Grey Wolves è rappresentato dal Partito Nazionalista turco (MHP), il terzo partito politico più grande in Turchia.

A loro sono indicate le operazioni militari e i campi di addestramento per terroristi nello Xinjiang in Cina.

Ülkü Ocakları Eğitim ve Kültür Vakfı Logosu.png
"Logo di Grey Wolves"

Le tecniche usate da Washington sono ormai cosa nota.

Grey Wolves è un avamposto della NATO.

Stesso copione teatrale fu quello delle Brigate Rosse in Italia. Tecniche ed addestramenti ricevuti grazie ad anni di studio presso la "Scuola parigina di lingue Hyperion."

    "Mario Moretti ex terrorista italiano, non che leader delle BR"

Fonti:
Land Destroyer
The New Great Game

Il Mossad nelle questioni interne

mercoledì 2 settembre 2015

Attacco a Bangkok - Inside Job - CIA / Aggiornamenti-Updated - 22 Agosto

    "Emrah Davutoglu"    

E' stato fermato un cittadino turco, Emrah Davutoglu con l’accusa di possesso di “materiali di guerra”.Sospettata anche la moglie, la thailandese Wanna Suansan, di religione musulmana. Nel appartamento della donna a Bangkok la polizia ha scoperto materiale per la fabbricazione di esplosivi. E’ il secondo straniero arrestato, il primo e “principale sospettato” è stato fermato al confine con la Cambogia.

Soldati sulla scena dell'arresto di nove israeliani a Bangkok nel maggio del 2015

Nel maggio del 2015, le forze militari tailandesi arrestarono nove "specialisti di sicurezza" israeliani a Bangkok. 

"L'incursione, effettuata da soldati ben equipaggiati .... vedeva israeliani e agenti di polizia, quest'ultimi impegnati nell'addestramento in una base militare." 


L'agente di polizia incaricato sulla vicenda delle esplosioni a Bangkok, Chakthip Chaijinda, (sotto), fu scelto come capo della polizia tre giorni prima dell'attacco a Erawan, il 14 agosto. 

Chakthip Chaijinda fu addestrato dal FBI in Virginia, negli USA. 




L'immagine ripresa dalle telecamere, (sopra), ritrae il sospettato dell'attacco. Occhiali, t-shirt gialla e zaino in spalla, quest'ultimo mai più ritrovato dopo che il ragazzo ha abbandonato il tempio poco prima dell'esplosione. 


Una grande esplosione è avvenuta nel centro di Bangkok, Thailandia.

Le notizie arrivano con il contagocce, ma le prime indicazioni parlano di decine di feriti.

Un'esplosione potentissima, racconta un report.

La deflagrazione è avvenuta nella zona di Rajprasong, luogo dove negli ultimi mesi si è assistito a numerose polemiche, seguite da manifestazioni, politiche.


La vicenda si è verificata dinanzi al santuario di Erawan, una delle maggiori attrazioni turistica della capitale.

In merito: "Il Ministro della Difesa tailandese ha dichiarato che l'attentato è rivolto contro il settore turistico, e ha lo scopo di distruggere l'economia del paese."

L'esplosione ha causato circa 27 morti e più di 80 feriti.

Molti dei feriti sono di nazionalità cinese.



Chiunque abbia effettuato questo attacco ha fatto il gioco del governo militare tailandese. indipendentemente dalle intenzioni. 

Potenzialmente si giustificano i sistemi di sicurezza sempre più grandi e duri. 

    "Glyn Davies"

Glyn Davies (sopra) recentemente si è nominato come ambasciatore degli USA in Thailandia. 

La CIA vorrebbe una guerra civile in Thailandia ? 

Sicuramente. Se si visita il sito web dell'Ambasciata USA, il primo collegamento è sull'informazione dei ruoli della società e delle istituzioni centrali tailandesi in merito alla democratizzazione ... o usando parole semplici, il modo con cui bisognerebbe portare questo cambiamento rovesciando le popolazioni indigene tailandesi grazie alle ONG pagate per fare gli interessi dei paesi stranieri. 

Quindi tali metodi offriranno al mondo intero le stesse scene viste in Libia, in Siria e in Ucraina, e che ancora tutt'oggi osserviamo. 

Inoltre la Thailandia ha rinforzato i rapporti di cooperazione con Pechino. 

Tutto questo suona molto strano. Qualcuno che gioca dietro le quinte non desidera che legami del genere vadano poi a fortificarsi ? Centra qualcosa l'adesione del governo tailandese nel mese di novembre del 2014 alla AIIB la (Banca degli Investimenti e delle Infrastrutture Asiatica) ? Probabilmente si. 

La Thailandia ospitò per anni uno dei più segreti siti di detenzione di Langley. 

Secondo lo scrittore Tony Cartalucci: 

"Gli analisti occidentali pensano che, in merito ad una probabile guerra civile in Thailandia, molto probabilmente si attuerebbe solamente con il modello (siriano), usando l'invasione segreta e la grande propaganda coordinata grazie ai media occidentali."

"Una saracinesca dopo l'esplosione a Bangkok"


Un dato del 2012, la maggioranza dei turisti fu di nazionalità cinese, dato ancora oggi ufficializzato dalle organizzazioni turistiche locali tailandesi. 

Immagini riprese prima e durante l'esplosione a Bangkok. 

    "Soldati tailandesi"

Link video: Live Leak



giovedì 20 agosto 2015

Attacco a Bangkok - Intervista a Giuseppe Donnarumma

Alba Internazionale ringrazia Giuseppe Donnarumma per la sua disponibilità.

Explosive Ordnance Disposal officers enter the Erawan Shrine after the explosion in Bangkok, Monday. Pic: AP.

1) Lunedì a Bangkok, verso le 19, è stato fatto brillare un ordigno. Che a creato circa 27 morti e oltre 80 feriti. Una prima analisi sulla vicenda ?

Fino a che le silenti contraddizioni sociali e politiche che scavano il sottosuolo di un paese non si estrinsecano in un gesto la cui gravità afferra i gradi di intelligibilità più belluini, esse vengono perlopiù ignorate.
Allora vale forse la pena di procedere a ritroso nel grado di manifestazione delle contraddizioni visibili, dal livello più alto a quello via via più silenzioso e al contempo più facilmente razionalizzabile.
L’Indonesia ad oggi regge sulle spalle ben diciannove tentativi di colpi di stato e ripetuti disordini anche molto efferati nella parte meridionale del paese, dove i separatisti malesi di fede islamica invocano una autonomia mai concessa e anzi a più riprese soffocata dalle forze armate.
Seguendo lo schema interpretativo e focalizzando lo sguardo sul primo di questi due punti, ricordiamo il colpo di stato emblematico del 2006 ai danni del capo di governo democraticamente eletto (e forte di un enorme consenso popolare) Thaksin Shinawatra. Formalmente deposto e condannato in contumacia per corruzione, la sua politica populista dovette in verità attirare le antipatie dell’antica e ingerente élite militare del paese, la quale è stretta in un legame viscerale con il monarca e non ammette “smodate” pretese accentratrici da parte del governo.

Ripartiamo da Thaskin sull'analisi del secondo punto: dopo un periodo di relativa calma fu proprio l’ex primo ministro a negare qualsiasi concessione amministrativa alle minoranze malesi, attuando invece una sistematica e violenta repressione nei loro confronti. Il clima di rabbia e odio suscitato ha generato così una nuova e complessa conflittualità a sud del paese.

2) Pochissime ore dopo l'accaduto, il Ministro della Difesa tailandese, ha dichiarato testuali parole: "L'attentato è rivolto contro il settore turistico, e ha lo scopo di distruggere l'economia del paese."  Secondo lei è così ? 

Trovo un po’ affrettato stabilire con tanta immediatezza la causa finale dell’accaduto. Potrebbe trattarsi di un attentato di natura simbolica, destabilizzante , con il fine di attirare le attenzioni dell’opinione pubblica ecc..

3) Molti analisti parlano di una sorta di vendetta, verso Bangkok, per i continui atti di cooperazione con il governo centrale di Pechino. Le cosa ne pensa ?

Alle osservazioni sulle contraddizioni iniziali del paese ho mancato (tra le tante cose) una nota sulla sua particolare congiuntura geopolitica.  Mi permetto di mostrare però una più acuta prudenza in merito alla possibilità di classificarla come “possibile causa”.Come è noto la Thailandia ha da sempre buoni legami con l’occidente (ha fornito supporto agli USA nella guerra in Vietnam, riceve aiuti militari, conduce delle esercitazioni militari con gli Stati Uniti ecc..), ma è anche legata da ottimi rapporti economici con la Cina.
Le ripetute dittature militari hanno raffreddato i rapporti  con Washington(l’ultima visita di Obama risale al 2012) e spinto nella direzione di una maggiore collaborazione con Pechino.
Assurgere questa temporanea e limitata situazione al rango di ragion sufficiente nella determinazione dell’attentato mi appare non giustificato.

4) Tutto ciò, dopo che il 5 agosto di quest'anno il neo-ambasciatore USA si instaura a Bangkok. Non suona strano ? Possiamo parlare di "Operazione sotto falsa bandiera" ?

Non mi suona più strano di quanto mi suonerebbe strano il caso di una visita cinese e di un attentato il giorno seguente. Al resto credo di aver già provato a rispondere. 



Alba Internazionale ringrazia Giuseppe Donnarumma. 

mercoledì 19 agosto 2015

Intervista ad Andrea Fais - Attacco a Bangkok

Alba Internazionale ringrazia Andrea Fais per la sua disponibilità. 


1) Lunedì a Bangkok, verso le 19, è stato fatto brillare un ordigno. Che ha creato più di 27 morti e oltre 80 feriti.  Una prima analisi sulla vicenda ?


Si è trattato di un attentato eseguito con modalità inusuali, che gli inquirenti ancora non hanno decifrato. Il capo della polizia thailandese ha parlato di una "rete di persone", escludendo così l'iniziativa individuale. Sono molte le ipotesi al vaglio, tra queste la più accreditata è la matrice politica interna, con la guerra civile che dunque proseguirebbe attraverso il terrorismo. Il generale Prayuth Chan-ocha, primo ministro thailandese, si è riferito ad un ragazzo vestito di giallo, ripreso da alcune telecamere a circuito chiuso piazzate lungo la strada coinvolta, indicandolo come un possibile "membro di un movimento antigovernativo con base nel Nord-Est della Thailandia". Implicito ma desumibile il rimando al movimento delle cosiddette 'camicie rosse', vicine all'ex primo ministro Thaksin Shinawatra. Un'altra ipotesi è quella dell'estremismo islamista, molto attivo in Asia meridionale (India, Birmania, Filippine, Malesia e Indonesia) già durante l'era Osama bin Laden (2001-2011). A differenza del contesto mediorientale, nell'Asia interna o in Estremo Oriente non è facile localizzare e individuare il radicalismo né risalirne alle dinamiche politiche interne. Ad oggi non si sa molto della sua riorganizzazione nella regione, dopo il ridimensionamento di Al-Qaeda e l'ascesa dell'ISIS tra Siria e Iraq. Tuttavia, in questo caso, due sarebbero i possibili moventi: l'islamismo separatista presente nel Sud della Thailandia, dove vivono consistenti comunità musulmane; oppure la vendetta della rete terroristica degli estremisti uiguri (maggioranza relativa di religione musulmana dello Xinjiang cinese) per la recente decisione presa da Bangkok di consegnare alle autorità cinesi 109 loro conterranei detenuti e sospettati di terrorismo.      

2) Pochissime ore dopo l'accaduto, il ministro della Difesa thailandese, ha dichiarato testuali parole: "L'attentato è rivolto contro il settore turistico, e ha lo scopo di distruggere l'economia del Paese".  Secondo lei è così ?

Non ho elementi per rispondere a questa domanda. Sicuramente il ministro della Difesa dispone di informazioni e documentazioni a sostegno della sua analisi. Senz'altro, la conseguenza più immediata di questo attentato sarà una diminuzione del flusso turistico, come già avvenuto in Tunisia dopo gli attentati dei mesi scorsi o in Egitto dopo gli attentati a Sharm-el-Sheik di dieci anni fa. Colpire un luogo di culto buddhista molto frequentato da fedeli e turisti è un gesto dal forte impatto simbolico. Le letture sono molteplici, come già detto prima, tuttavia si è voluto infliggere un colpo molto duro alla rete di sicurezza del Paese, con le probabili conseguenze economiche cui fa cenno il ministro. Molti non se ne rendono conto, ma in generale la sfera della sicurezza collettiva e quella dell'economia e del commercio hanno legami molto più profondi di quanto si pensi.

3) Molti analisti parlano di una sorta di vendetta, verso Bangkok, per i continui atti di cooperazione con il governo centrale di Pechino. Lei cosa ne pensa ?

Le relazioni sino-thailandesi, avviate ufficialmente quaranta anni fa, hanno raggiunto un alto livello di cooperazione in tutti i settori, dall'economia all'assistenza umanitaria, dalla cultura alla difesa. Negli ultimi anni si sono solidificate, questo è vero, ma un discorso analogo potremmo farlo per quanto concerne quasi tutti gli altri partner del Sud-Est Asiatico e non solo per la Thailandia. Senz'altro, quanto ho detto in precedenza in merito alla pista uigura fa pensare ad una risposta violenta alla recente scelta del governo thailandese di consegnare i sospetti terroristi alla Cina. Dunque, se fosse confermata tale ipotesi, saremmo di fronte ad una vendetta per un atto di cooperazione con la Cina. 

4) Tutto ciò, dopo che il 5 agosto di quest'anno il neo-ambasciatore USA si instaura a Bangkok. Non suona strano ? Possiamo parlare di "Operazione sotto falsa bandiera"?

Ovviamente non ho il benché minimo elemento per rispondere a questa domanda. Le interferenze degli Stati Uniti, o di loro organizzazioni governative e non, in Asia orientale sono evidenti e alla luce del sole in diversi contesti: da Taiwan al Tibet, dallo Xinjiang alle Filippine, dal Myanmar alla Cambogia e così via. Ma un ambasciatore svolge funzioni diplomatiche di rappresentanza di un governo in un Paese straniero. Un suo eventuale coinvolgimento diretto in un attentato del genere equivarrebbe ad un atto di guerra contro la Thailandia. Credo che si debba sbaragliare il campo dalla fantascienza e parlare solo sulla base dei dati oggettivi e dei risultati delle indagini condotte dalle autorità locali.


Alba Internazionale ringrazia, Andrea Fais, direttore della rivista "Scenari Internazionali." 


martedì 18 agosto 2015

Attacco a Bangkok - Sospettato - Aggiornamenti/Updated

    Pattaya, roccaforte di CIA e Intelligence Britannica ?

"Un'altro sospettato"


Il tipo con t-shirt gialla, capelli neri, occhiali con vetri spessi giunto al santuario di Erawan ?

Nessuno può notarlo; un turista con zaino e sacco a pelo in una delle strade più trafficate d'Asia. Arriva lì per venerare e portare il suo rispetto alla statua dorata nel santuario e osservare con occhi attenti musicisti e ballerini tailandesi.

Si siede su un banco. Poi lentamente si libera di uno zaino nero. Si rialza. Controlla il suo cellulare. Poi si allontana. Sembra che stesse per chiamare qualcuno, poi lentamente lascia Erawan raccogliendo una borsa bianca di plastica restando a controllare il suo telefono.

Volendolo o meno. Le telecamere hanno osservato tutti i suoi movimenti, localizzandolo. Alcuni minuti dopo scompare prendendo un taxi e rifugiarsi nella regione degli specchi che è rappresentata dalla Thailandia contemporanea.

Lui chi è ? La polizia tailandese pensa che sia l'autore dell'esplosione a Bangkok. Non sembra che ci siano altri "candidati" dopo la visione delle immagini fornite dalle telecamere. Dalle prime informazioni si pensasse fosse un tipo "arabo", sarebbe stato molto semplice dopo puntare il dito verso Al-Qaeda.

Quindi il tipo con abbigliamento giallo e occhiali con lenti spesse può essere anche un semplice separatista mussulmano tailandese o un terrorista arabo.

Attacco a Bangkok - Inside Job - CIA

Le esplosioni di Bangkok possono essere collegate con il concetto di cooperazione sempre più crescente tra Thailandia, Cina e Russia.

Nel mese di aprile del 2015, Dmitry Medvedev visitò la Thailandia per ampliare i legami di cooperazione e di amicizia.

La Thailandia ha ampliato le esercitazioni marine con Pechino.

Secondo informazioni, la Cina ha cercato l'accesso alla base navale tailandese di Sattahip.


La Cina è divenuta un grande partner economico per la Thailandia.

La Thailandia è membro dell'AIIB la Banca Asiatica per gli Investimenti e le Infrastrutture.

L'amicizia con gli USA traballa.

"Sattahip Beach"