venerdì 31 ottobre 2014

La Cina aumenta i rapporti economici per contrastare l'Imperialismo

Boccata d'ossigeno per l'Afghanistan. Una nazione martellata e stuprata dai giochetti geopolitici Imperialisti, venerdì ha stretto affari importanti con la Cina del Presidente Xi Jinping.
Finanziamenti che la Cina farà a sostegno dell'Afghanistan con una cifra di ben 81,43 milioni di Dollari. Inoltre fornirà fondi per un importo di 244 milioni di Dollari nei prossimi tre anni per programmi di formazioni in una nazione chinata fisicamente, al volere del piombo straniero dal lontano 2001. 

Parole che arrivano durante il meeting sulla conferenza internazionale dell'Afghanistan che si è tenuta a Pechino, capitale cinese, venerdì. Il Presidente dell'Afghanistan, Ashraf Ghani, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping e altri leader cinesi nella sua prima visita all'estero. Prima visita all'estero dovuta al suo insediamento nella gerarchia istituzionale solamente a settembre. 

"Sono disposto a lavorare con voi e creare una nuova era di cooperazioni tra Cina e Afghanistan", queste le parole del premier cinese al Presidente afghano Ghani, venerdì durante l'incontro. 

La seconda economia mondiale intensificherà i rapporti bilaterali con lo stato arabo, nella costruzione di infrastrutture, settore primario e conservazione delle risorse minerarie. 
Lo stesso governo cinese ha voluto precisare, che non bisogna interferire con gli affari interi di Kabul e sostenere gli sforzi dell'Afghanistan garantendo sicurezza e stabilità nel paese. 

Infine le aziende cinesi hanno fatto importanti investimenti su territorio afghano, come ad'esempio un'investimento di ben 3 milioni di dollari in una miniera di rame a Mes Aynak. 





giovedì 30 ottobre 2014

Burkina Faso e il tramonto del totalitarismo



















La geopolitica africana trema.

In Burkina Faso i manifestanti hanno esibito atti di disobbedienza civile subito dopo le votazioni di Giovedì, nate per riformare la costituzione e consentire al presidente, Blaise Compaorè, di estendere il suo mandato a 27 anni di leadership.

Un governo, che si instaurò nel 1987 tramite un colpo di stato guidato da quest'ultimo e che fece deporre dalla carica di Presidente Thomas Sankara, e che oggi dopo anni di tensioni sociali si trova ad affrontare la disobbedienza delle masse popolari locali. Gli Stati Uniti e la Francia, quest'ultima ex potenza coloniale hanno espresso preoccupazioni per quanto sta accadendo in queste ore nel paese africano.

Centinaia di manifestanti hanno destabilizzato il cordone di sicurezza dell'esercito e hanno preso d'assalto l'edificio dell'Assemblea Nazionale nella capitale, Ouagadougou, saccheggiando gli edifici, dando fuoco a vari automezzi e infine attaccando la sede delle reti informative nazionali. 

Continui assalti al parlamento nazionale dove inoltre molti uffici amministrativi sono stati devastati dalle fiamme. I manifestanti non hanno del tutto presidiato il parlamento.

Un parlamento difeso dalla guardia nazionale che ha ferito centinaia di manifestanti e ucciso ben 3 persone. Il governo statunitense è "abbastanza preoccupato" per la crisi interna, mentre la Francia ha fatto appello alla calma

La geopolitica africana traballa e penzola su di una lama sottile. Dopo anni e dopo vari tentativi di sovversione, la masse popolari del Burkina Faso tentano con qualsiasi mezzo di rovesciare un governo filo-occidentale e chinato al volere dell'Imperialismo. 

domenica 26 ottobre 2014

Cooperazione bilaterale tra Siria e Russia

Fonte:Studi geopolitici di Suleiman Kahani.

Si rafforzano i rapporti della Federazione Russa con i paesi del Medio Oriente. La Siria ha chiesto alla Russia di entrare a far parte di una zona di libero scambio. Una proposta che il Cremlino prenderà in discussione alla riunione dell'unione economica euroasiatica che si terrà il 23 dicembre.
Una richiesta che arriva già molto prima delle violenze geopolitiche da parte dei ribelli al governo di Bashar Al Assad.

"Abbiamo raggiunto accordi in diversi importanti settori per entrambi i paesi e crediamo che vi siano altri importanti accordi nascosti che ci permetteranno di sviluppare la nostra cooperazione" queste le parole del ministro delle finanze siriano Ismail.

In una sessione nata proprio per rafforzare gli accordi tra Siria e Russia tenutasi nella cittadina russa di Sochi. In questo incontro i due paesi hanno discusso di determinati progetti bilaterali sull'agricoltura, sul commercio e sull'energia, lo stesso Cremlino ha dichiarato di voler collaborare con il governo siriano in questi campi.

Una cooperazione vitale vige ora tra Mosca e Damasco e che permetterà ai siriani di salvaguardare i propri interessi e la propria sovranità su tutto il territorio nazionale. Inoltre durante gli incontri del 23 dicembre si discuterà di accordi che stabiliranno corridoi d'accesso per aiutare i mercati di entrambi i paesi, infine le stesse aziende ne potranno usufruire.

Una Russia che non cede ai passi cupi e degli scenari geopolitici tristi che imperversano sulla scena mondiale e che lo stesso blocco imperialista ne è il fautore.

sabato 25 ottobre 2014

Cooperazione tra Thehran e Pechino

Fonte: Studi geopolitici di Suleiman Kahani.

L'ammiraglio iraniano Habibollah Sayyari, si è recato nella capitale cinese, Pechino, per una breve ma importantissima visita, dove ha interagito in un dialogo con i vertici della Marina di Liberazione Popolare cinese, a capo l'ammiraglio Wu Shegli ed il Ministro della difesa Chang Wanquan.

Entrambi le parti interessate, Iran e Cina, hanno stipulato accordi che permettano di aumentare la cooperazione tra i due paesi, al fine di eliminare la pirateria, contrastare il terrorismo navale, promuovendo la libertà e la libera circolazione.

Un argomento che Pechino stessa, non ha preso sotto gamba, vista la necessità per un continuo sviluppo economico cinese, garantendo il trasporto e l'afflusso di materi prime nei porti dei paesi che circondano entrambe le nazioni di Iran e Cina e infine salvaguardare il commercio delle banchine, per tutelare l'arrivo dei prodotti, da vendere poi sul mercato.

Inoltre lo stesso Ministro Wunquan ha espresso che: "La Repubblica Popolare cinese collaborerà con la Repubblica Islamica dell'Iran, non solo in ambito navale, bensì in tutti gli aspetti geopolitici e di difesa".

Il PCC e lo Stato di diritto.
















Giovedì a Pechino si è concluso l'incontro plenario del Partito Comunista Cinese.

Ribadendo, che il vero obbiettivo del governo cinese è quello di migliorare lo "Stato di Diritto", che comprende la salvaguardia dei diritti umani e sociali di ogni singolo individuo, salvaguardando infine il sesso, la razza e il pensiero.

Quindi i membri del Comitato Centrale hanno discusso delle manovre da attuare,per il miglioramento dei diritti civili.

Il governo cinese dovrà formare un nuovo meccanismo giudiziario per registrare determinati funzionari che interferiscono con i casi giudiziari e ritenerli responsabili, questo quanto riportato in un comunicato stampa del PCC al termine della sessione plenaria composta da ben 205 membri.

I leader cinesi hanno inoltre affermato di realizzare una serie di obbiettivi giudiziari entro il 2020 e di garantire la dovuta "correttezza giudiziaria", anche perché parte delle riforme furono già attuate e messe in pratica nel dicembre del 2013.

Tra i tanti obbiettivi, durante la plenaria si è parlato di corruzione. Un termine che attanaglia i leader cinesi e sopratutto il governo centrale della nazione stessa.

Un'obbiettivo che lo stesso Premier cinese Xi Jinping sarà in grado di portare a termine, dichiarando infine di riempire le sedie vuote del Comitato Centrale del PCC e eliminare la corruzione che, purtroppo giace, nelle file del partito stesso.

Un balzo in avanti è quello che vede protagonista la Cina del Presidente Xi Jinping aumentando i diritti civili ed estirpando la corruzione.

Due punti fautori di malcontento popolare e della solita propaganda mediatica, che l'Occidente non tarda a mettere in scena, descrivendo il blocco multipolare come il nemico da combattere e da radiare.

martedì 21 ottobre 2014

La Mongolia nel quadro geopolitico multipolare

Dopo il crollo del blocco sovietico, le relazioni tra Mongolia e Russia hanno attraversato un periodo di declino tra il 1990-1993. Un declino che ha caratterizzato una profonda crisi all'interno del settore commerciale ed il fatturato di entrambi i paesi tra il 1991-1993 era del ben 40% e nel 1998 del 6,5%.
La Mongolia, dopo la caduta dei principi politici interni, nel 1994 fu attraversata da una crisi economica, che riuscì a placare con riforme economiche interne ed aiuti economici esteri. Nel 1993, Mongolia e Russia trascrissero un'accordo di cooperazione economica, che ha portato entrambi i paesi in una fase di recupero e stabilizzazione politica ed economica. Infine entrambi i paesi rafforzarono i rapporti di cooperazione con la "Dichiarazione sulla partneshirp strategica", firmata a Ulanbator, capitale dello stato mongolo, nel 2009, anno della presidenza di Dimtry Medvedev.

Da notare l'importanza che la cooperazione, che dal 1998, vige tra i due paesi oggi ha portato ad un'ulteriore ampliamento innanzitutto economico e politico. Hanno ampliato gli accordi energetici, le telecomunicazioni, la scienza, la cultura e tutti gli altri settori. Basti osservare il 2009, anno in cui Mongolia e Russia hanno firmato per la cooperazione e trasformato ben cinque progetti in realtà. Il più importante che ha visto partecipi il Ministro dei Trasporti della Mongolia e le Ferrovie Russe, ha sancito la tanto attesa abolizione dei visti.

Lo stesso Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che in un futuro vicino, i due paesi saranno in grado di creare nuove cooperazioni bilaterali, finalizzata alla creazione di nuove industrie.
Inoltre si è deciso di utilizzare le valute nazionali per gli scambi economici e gli investimenti bilaterali, per non dimenticare del mercato mongolo della carne animale che nei prossimi anni avrà maggiore spazio nel mercato della Federazione Russa, Anche perché secondo dati specifici l'importazione dalla Mongolia della carne di bovino è molto più conveniente, in fattori economici e numerici, rispetto alle importazioni delle carni Sudamericane. In una conferenza stampa, Vladimir Putin, ha dichiarato, "di aver accumulato una notevole esperienza di lavoro del campo minerario".

Per quanto riguarda infine, il settore umanitario, Russia e Mongolia hanno deciso di istituire nuove scuole e nuovi centri di formazione e di ampliare la cooperazione nei settori culturali e dello sport. Per non parlare della cooperazione in campo energetico, dove uno dei colossi della produzione di idrocarburi, l'azienda russa Rosneft copra oggi la stragrande maggioranza del fabbisogno nazionale in Mongolia in prodotti petroliferi e di carburante.
La visita del Presidente Vladimir Putin, ha sottolineato che: "Le relazioni bilaterali in futuro diventeranno più positive ora resta soltanto osservare e sperare che ciò avvenga e che i legami strategici tra i due paesi porti alla realizzazione di nuovi progetti".

venerdì 17 ottobre 2014

Le aziende brasiliane nel mercato russo.

Ora anche il Brasile nella lista dei paesi fornitori di prodotti agroalimentari della Federazione Russa. 

Il Brasile potrebbe diventare, quindi uno dei principali fornitori di carni per il mercato russo. Queste le dichiarazioni riportate da Ria Novosti, martedì da parte dell'Associazione delle Carni brasiliane. 

A sua volta, il Brasile ha ridotto le forniture, in campo alimentare ad altri paesi esteri, proprio per soddisfare le esigenze della Russia. 

Secondo dei dati, di questa società brasiliana, ABPA, la Russia ora coinvolge una grandissima fetta di esportazioni delle carni brasiliane con una stima del 39,6 %, in aumento rispetto al 35,8 % dei mesi scorsi. Un dato positivo per il mercato russo. Collassato dalle sanzioni imposte circa un mese fa da UE e USA. 

Dal mese di agosto, le aziende brasiliane hanno intensificato la loro produzione di surgelati, con carne di maiale, pollo e manzo per soddisfare le esigenze del mercato russo.
Ad ottobre le esportazioni di carni surgelate da parte del Brasile verso la Federazione Russa è aumentata e tenderà ad aumentare progressivamente. 

Il mercato russo è davvero in crisi ? Con la nuova ondata di sanzioni economiche che Washington e Bruxelles hanno emanato, porterà davvero ad un'isolamento della Federazione Russa ? 
Le risposte sono chiare e lucide. La Russia non è sola. Il blocco multipolare dei BRICS allaccia la cintura e prende il volo, verso una meta che sarà fautrice di benessere e prosperità. 

giovedì 16 ottobre 2014

L'India partner nel mercato agroalimentare della Russia

I cetrioli sono stati una parte fondamentale, della cucina russa per molti secoli. Gusti, agroalimentari, che sono rimasti invariati anche durante l'Unione Sovietica. Le stesse aziende private nazionali sono impegnate in questo campo già da tempo, grazie anche alla globalizzazione che ha permesso loro di cercare fornitori di questo ortaggio, provenienti da paesi esteri, con un livello di qualità ad un prezzo competitivo.

Circa un terzo dei sottaceti conservati in botti o vasetti, sono venduti dalle aziende indiane, molto probabilmente nel campo agroalimentare, circa 25 aziende del governo indiano, forniscono già da anni questo prodotto alla Russia. Sorprendentemente, i fornitori indiani sono stati in grado di entrare nel marcato russo molto velocemente, prendendo in considerazione il fatto che l'India ha cominciato a coltivare questo ortaggio solo nel 1990. Nei primi anni 2000, erano ancora, praticamente, impossibile trovarli sul mercato. Oggi, i cetrioli indiani sono vendute nelle più grandi catene agroalimentari della Federazione Russa. Un'azienda di un noto imprenditore indiano, Kumar, che già nei primi anni 2000, ha intrapreso relazioni di mercato, usufruendo della bontà e della qualità di questo ortaggio, oggi la sua azienda opera nel mercato russo.

"Noi spediamo i nostri prodotti in Russia, ma durante il tragitto, con temperature basse che oscillano sotto i 24° i prodotti arrivano congelati", queste le parole di Kumar.

Igor Bondarev, imprenditore per aziende della distribuzione del cibo in scatola, ha confermato che circa 5 aziende indiane hanno preso piede nel mercato russo. Anche perché i fornitori indiani rappresentano circa l'80 % del mercato dei cetrioli.

Sempre, Igor Bondarev, ha dichiarato che: "Le stesse aziende russe hanno sempre prodotto ortaggi, con un volume che oscilla tra i 3 e i 6 cm. Oggi però i prodotti agricoli russi hanno acquistato un volume di circa 6-9 cm. I produttori quindi, sono interessati a calcolare il peso, maggiore è il peso a sua volta maggiore è il rendimento".

Un'aumento della domanda, molto probabilmente, soffocherà le aziende indiane degli ortaggi. Per varie cause. La prima è dovuta alla serie di sanzioni economiche ed energetiche che Washington e UE hanno gettato sull'economia russa e la seconda causa è la tassazione che arriva sui prodotti e beni forniti da Ucraina e Moldavia.

Un'aumento quindi del circa 10 %, investirà le importazioni dei cetrioli delle varie aziende indiane nella Federazione Russa. Infine Kumar, dichiara, che la Russia sarà in grado di soddisfare completamente le sue esigenze agroalimentari grazie ad un grande partner. L'India.
Nel corso degli ultimi 13 anni, circa, le aziende indiane sono riuscite ad acquistare una quota significativa nel mercato russo, e con l'embargo economico, che la Federazione Russa ha imposto alle aziende Europee, le importazioni indiane sono destinate a crescere.



lunedì 13 ottobre 2014

L'economia cinese nel quadro geopolitico globale

Le esportazioni cinesi sono aumentate negli ultimi 19 mesi, un espansione che si aggira tra i 15,3% rispetto ad un'anno fa, con una cifra monetaria di ben 213,7 miliardi di Dollari nel solo mese di Settembre.

Le importazioni sono aumentate del 7% annuo con un valore economico di 182,7 miliardi di Dollari e lo stesso commercio estero è aumentato del 11,3%. Questi sono i dati delle agenzie nazionali e che fanno capire subito che l'economia cinese è in forte espansione, già da mesi.

Stessa fotocopia, possiamo registrarla nel surplus commerciale, che vede un dato che si aggira tra i 31 miliardi di Dollari dell'anno scorso, a i 49,8 del mese di Agosto di quest'anno. Per il periodo dell'anno 2014, Gennaio-Settembre, il commercio estero cinese ha raggiunto il 3,3%, con una somma monetaria di ben 3,160 miliardi di Dollari, con un tasso di esportazioni del 5,1%.

"Non vi sarà stimolo monetario in un prossimo futuro, nonostante il rallentamento della seconda potenza economica mondiale", evidentemente ci si riferisce agli USA, questa l'affermazione di un'economista sabato, presso la Banca Centrale Cinese.

Infine lo stesso mercato del lavoro cinese, sembra piuttosto stabile, anche perché l'economia cinese ha trasformato le sue strutture, trasformandosi in un sistema economico, "basato sui servizi".

La Cina continua la sua scalata economica nel quadro globale senza interruzioni. "Non c'è un vero e proprio bisogno, di uno stimolo monetario", queste le parole del rappresentate economico della Banca Centrale Cinese, Ma Jun, durante un'incontro tra FMI e Banca Mondiale a Washington.

sabato 11 ottobre 2014

L'Armenia nel concetto Multipolare

Non si riesce ad ascoltare l'urlo del cambiamento che arriva da Est. Un'urlo che i Mass Media Occidentali non riescono ad udire o perché sordi o perché fingono di essere sordi, ma in realtà riescono ad ascoltarlo molto bene.

"L'adesione dell'Armenia all'Unione Economica Euroasiatica, lancerà una nuova ondata di fasi politiche ed economiche, integrando il Paese nell'Unione", queste le parole del Premier armeno Serzh Sargsyan, venerdì durante il meeting del Blocco Euroasiatico tenutosi a Minsk, Bielorussia.

Questo processo di negoziazione non è stato semplice, ma complesso ed ampio, ma che ha visto alla fine una vera e propria vittoria per l'Unione Economica. Lo stesso Premier armeno considera il Blocco Multipolare una vera e propria opportunità redditizia, sulla base della libera circolazione dei capitali, della forza lavoro, delle merci e dei servizi.

Quindi i leader del Blocco Euroasiatico hanno firmato il contratto di adesione del Governo Armeno nell'Unione. Kazakhistan, Russia e Bielorussia sono lieti di dare il benvenuto ad un nuovo membro e così ampliare gli orizzonti di un concetto Multipolare. Un documento che entrerà in vigore soltanto nel 2015. Accrescerà la cooperazione economica tra i paesi membri. Rispettando il trattato, i paesi membri si impegneranno a garantire la libera circolazione di beni, servizi, capitali, mano d'opera e infine attuare una politica coordinata nel settore energetico, industriale, agricolo e dei trasporti.

Mosca ha ampliato i suoi progetti geopolitici, l'Armenia bussa alle porte del Cremlino per chiedere sicurezza e massima cooperazione. L'Unione Euroasiatica ha davvero posto sul tavolo le carte giuste, per contrastare l'Imperialismo e i suoi seguaci. A breve anche il Tagikistan, contribuirà alla crescita Multipolare del blocco economico.