Sembra barcollare, il già molto fragile, equilibrio geopolitico nella zona del Golfo Persico tra le varie potenze battenti titolo di maggior produttore ed esportatore di oro nero al mondo. Sembra una vera e propria congiura quella che si abbattuta sul Qatar. Paesi come Arabia Saudita, Maldive, Egitto, Bahrayn, Emirati Arabi Uniti (EAU), Kuwait e Libia hanno in queste ore interrotto letteralmente i rapporti, di qualsiasi genere, con il piccolo ma influente stato del Golfo. Quell'equilibrio che si pensava fosse eterno e secolare tra gli stati, primi fautori dei finanziamenti alle note sigle terroristiche islamiche, si sta ormai dissolvendo come grano gettato al vento. In primis Al Qaeda, la cui fornitura logistica, economica e militare è da anni ossigeno vitale per i taglia-gola filo-occidentali. Supportati d'altronde, e lo si sa benissimo, dai paladini delle democrazie europee, di oltre oceano e mediterranee (Tel Aviv). Operazioni, quelle dei taglia-gola, supportate fino ad adesso nello Yemen, dall'Arabia Saudita che si è schierata apertamente contro la nazione del golfo e a sostegno dei miliziani islamici. Nel calderone dello Yemen, anche EAU e Arabia Saudita.
Molto lentamente i pezzi di una delle macchine di propaganda e di conflitto più grande al mondo, la NATO, si stanno lentamente sparpagliando su e giù per il globo. L'alleanza tra l'Impero del male e i mercanti di cammelli oggi come mai è fragilissima e penzola su di una lama affilatissima. Accuse reciproche sul coinvolgimento diretto di determinate nazioni, sopra citate, nel conflitto nello Yemen, in Libia e Siria. Accusate di supportare sigle terroristiche con fini, già rinomati precedentemente. Chiuse le frontiere con il Qatar. Cittadini dei paesi interessati non dovranno, in nessuno modo e per nessuna ragione, entrare nel paese detentore della discordia. Il redattore arabo Abdel Bari Atwan, sottolinea che la frattura con Doha sarebbe il preludio di un'aggressione militare verso il Qatar. "Il prossimo passo potrebbe essere l'intervento militare per il cambio di regime in Qatar, perché la guerra è pianificata da mesi" ribadendo che la fine dei legami diplomatici e la chiusura dei confini serve ad isolare Doha.
Tutto ciò potrebbe interessare allo stato coloniale di Israele, per una politica estera espansiva. Assolutismi come quello del Qatar e dell'Arabia Saudita possono essere di intralcio per la realizzazione di progetti a lungo termine. Come l'abbattimento del governo di Bashar Al Assad, che in questo momento se la ride a crepapelle osservando l'ultima vicenda che riguarda i vicini di casa, ostili ad ogni piano di cessate il fuoco nel conflitto siriano/iracheno negli ultimi anni e ad ogni progetto di pace. Il seme della discordia inizia a germogliare le prime foglie, che probabilmente condurranno ad un conflitto armato e il tramonto delle petromonarchie.
Contrariamente alla stampa o ai genitori, Salman Abadi Labidi, presunto attentatore sucida di Manchester, non era un profugo, ma aveva beneficiato di uno dei tanti programmi speciali di protezione dei servizi segreti inglesi. Salman era nato da genitori libici, prima di essere reclutato dagli inglesi. La sua copertura fu bruciata accidentalmente da un parente della moglie, Samia Tabal, poco dopo il fallimento di una vasta operazione dell'esercito libico per uccidere Muammar Gheddafi. Quest'ennesima congiura contro Gheddafi innescò non solo una delle più grandi purghe nei servizi di sicurezza, ma la dissoluzione delle Forze Armate libiche, sostituite da ciò che Gheddafi chiamò "popolo in armi", concetto vagamente ispirato ai sistemi svizzeri e svedesi di difesa logistica e che si rivelerà fatale nel 2011, quando la Libia fu attaccata dalla NATO. Ufficialmente, Abadi fuggì dalla dittatura di Gheddafi rifugiandosi nel Regno Unito.
Gli Abadi risiedettero prima a Londra, prima di trasferirsi nel sobborgo di Manchester dove risiedette per oltre un decennio. Come molti giovani delle periferie delle città europee, Salman crebbe senza riferimenti e mostro particolare entusiasmo verso la cosiddetta "Primavera Araba" al punto di voler unirsi ai ribelli libici. Ciò naturalmente attirò subito l'attenzione dei servizi segreti inglesi responsabili della perlustrazione delle periferie in cerca di candidati disposti a sacrificarsi in battaglia contro i nemici di Sua Maestà, in nome di Allah. L'attentatore suicida che ha colpito il concerto pop di Manchester causò 22 morti e 50 feriti, secondo un rapporto delle ultime ore. La polizia inglese rivelata rapidamente l'identità del presunto terrorista, suggerendo che non fosse solo conosciuto, ma supervisionato dagli agenti che seguivano l'ambiente dalla quale proveniva. Questi dettagli non sono stati trasmessi dai media europeo e probabilmente non lo saranno mai. La ragione di stato lo chiede.
L'esercito siriano ha preso un grande magazzino militare nel recentissimo quartiere liberato di Aleppo di Bani Zeyd. La maggior parte delle armi arrivano da Stati Uniti e Turchia e includono come come avanzatissimi missili anticarro e lanciatori (BGM-71 TOW). Notizia riportata da southfront
La foto (sopra) mostra un carico sequestrato nell'aeroporto di Beirut, in Libano, di anfetamina destinata, dalle indagini svolte, ai membri dello Stato Islamico (SIIL, Al-Qaeda e ribelli "moderati"). Il carico, trasportato su di uno jet privato saudita, fu quindi sequestrato.
Stupiti ? Non lo siate. La notizia era: "Un principe saudita è stato fermato presso l'aeroporto di Beirut, in Libano, per la detenzione di circa due tonnellate di anfetamina nel suo jet privato destinato ai ribelli siriani. Il principe Abdel Mohsen Bin Walid Bin Abdulaziz ed altri quattro uomini sono stati fermati."
Alt ! Vi siete dimenticati di un popolo che non dorme, da un po di anni, sogni tranquilli. Quello libico. Povero Gheddafi, si starà rivoltando nella tomba, quello che gli amichetti occidentali ed europeisti definivano "macellaio". Anche sulle coste libiche arrivano i rifornimenti bellici da parte della Turchia ai teppisti addestrati da Langley.
Nel settembre 2015, la Guardia Costiera ellenica (greca) fermò al largo delle proprie coste una nave proveniente da Iskenderun (territorio occupato illegittimamente dagli ottomani) che navigava verso Misurata, porto libico, in mano ai terroristi. A bordo furono trovati 5000 fucili, mezzo milioni di cartucce e armi. (il video in basso)
"Dati Leaked" indica che il volo MS804 era in fiamme prima che si schiantasse, come hanno indicato i rilevatori di fumo per quasi tre minuti prima che iniziasse la sua rapida discesa. Gli esperti non hanno escluso l'uso di un "ordigno incendiario". Secondo l'analista dell'aviazione della CNNDavid Soucie c'erano fumo e calore in una piccola finestra vicino al co-pilota. Il volo EgyptAir MS804 sarebbe stato abbattuto da una bomba stile Lockerbie. Nel mese di Aprile del 2016, Paul Ryan era in Israele. Il 20 maggio 2016, un giorno dopo i fatti del volo EgyptAir MS804, il Ministro della Difesa Israeliana, Moshe Yaalon, si è dimesso.Egli ha dichiarato che Israele è stata presa da "estremisti ed elementi pericolosi": le dichiarazioni di Moshe Yaalon. Nel 1973, il volo Libyan Arab Arlines 114 fu abbattuto da Israele. Israele abbatte aereo libico. La sicurezza all'aeroporto di Parigi, Charles De Gaulle, è fornito dall'azienda israeliana ICTS. Quest'azienda, ICTS, gestisce anche la sicurezza all'aeroporto di Bruxelles.ICTS fu fondata nel 1982 da ex membri dello Shin Bet, agenzia di sicurezza interna israeliana.
John Goglia, un'ex membro dell'US Nationals Transportation Safety Board degli Stati Uniti d'America, indica ad un'ordigno. Come leggiamo da questo articolo su Euronews, secondo alcuni responsabili per la sicurezza europea, nessuno dei passeggeri compariva nella lista internazionale di potenziali terroristi.
Gli incidenti nella storia della società israeliana ICTS:
In merito al 14° anniversario dell'attacco terroristico al World Trade Center e al Pentagono, l'11 settembre 2001, ripropongono un mio articolo elaborato nell'agosto del 2014.
14 anni di bugie, troppe, per poter descrivere la viscida mentalità guerrafondaia statunitense e occidentale che per tutti questi anni ci ha accompagnato o più che altro ha accompagnato circa 2/3 dell'opinione pubblica internazionale.
Oggi il Medio Oriente è una polveriera, controllata e gestita a piacimento dalle forze radicali islamiste e dall'Occidente, che si preoccupa se la Federazione Russa offre appoggio bellico alla Siria di Bashar Al-Assad per contrastare lo Stato Islamico, creatura geopolitica eretta da Washington e Tel Aviv. Lasciata a se stessa, parte della regione mediorientale, è totalmente inginocchiata al volere di terzi. Un conflitto che giova ad Israele in funzione anti-iraniana e favorevole agli USA per i giacimenti petroliferi sorvegliati e posseduti dallo Stato Islamico in Iraq e in Libia dalle tribù, queste ultime avamposti di Al-Qaeda.
The Big Lie
Cosa accadde realmente quel giorno ? Quanto denaro occorse per attuare tale messa in scena ? Ma la domanda che varrebbe la pena illustrare alla ex amministrazione presidenziale statunitense, Bush, è questa: Che ruolo ebbe Dick Cheney, Vicesegretario durante l'amministrazione Bush e membro del gruppo di potere "occulto" dei Neocon, dopo gli attacchi dell'11 settembre ?
Questo in Medio Oriente è un conflitto organizzato dai Neocon statunitensi. Le guerre di quest'ultimi servono per scopi diversi: la destabilizzazione del Medio Oriente e il supporto alle industrie militari nazionali, le società di armi stanno crescendo negli Stati Uniti d'America in questi anni e insieme a tutto ciò è fondamentale per Washington mantenere la propria moneta, come valuta globale regnate e persistente sopratutto nella regione interessata.
“Potevo uccidere Osama Bin Laden prima dell’11 settembre”. Queste le parole diffuse soltanto poche settimane fa(nel 2014) da un audio dell’ex Presidente Clinton su Bin Laden.
Ma ripercorriamo bene i passi della storia di quelle ore fatali, prima del disastro terroristico al Wold Trade Center e al Pentagono. Era il 10 settembre 2001. In una sala di Melbourne (Australia), sedeva l’ex capo del partito liberale Michael Kroger: registrò le parole di Clinton e adesso, dopo tredici anni di silenzio, ha consegnato il nastro alla televisione Sky News del gruppo Murdoch. che lo ha fatto rimbalzare su tutte le TV statunitensi e su milioni di siti web mondiali, dando il via alle polemiche.
“Lo avevo quasi in mano e avrei potuto ammazzarlo, ma avrei dovuto anche distruggere un cittadina afghana nominata Kandahar e uccidere trecento donne e bambini innocenti. Se avessi dato l’ordine, mi sarei messo sullo stesso piano di Osama Bin Laden. Cosi decisi di non farlo.”
Perché il nastro di Melbourne emerge solo adesso? Quali interessi ci sono in merito? In realtà molti particolari della caccia a Osama Bin Laden durante gli anni del governo Clinton sono già stati analizzati nel rapporto del 2004 della Commissione di indagine sull’11 settembre. Al Qaeda entrò nel mirino degli Statunitensi per il ruolo che ebbe negli attentati del 1998 contro le Ambasciate USA in Kenya e Tanzania. Nell’agosto di quello stesso anno il Pentagono cercò invano di colpirlo lanciando un missile in un campo dell’Afghanistan, dove si pensava si trovasse. Quattro mesi dopo l’intelligence statunitense pensava di averlo localizzato nella residenza del governatore di Kandahar, la seconda città afgana. Un’altra occasione nel maggio del 1999, ma ancora una volta fu deciso di rimandare l’azione a causa di alcune divergenze nell’intelligence, senza contare che poco prima la CIA, fu detto ufficialmente per sbaglio (in realtà per intimidire il Paese concorrente), aveva fatto bombardare l’ambasciata cinese di Belgrado, e temeva ulteriori critiche.
Non ci furono altre operazioni fino a quell’11 settembre 2001. Solo molto dopo quel giorno newyorkese, gli USA, e più precisamente le forze speciali della marina americana, i SEAL, secondo le versioni ufficiali penetrarono in elicottero nel territorio pakistano, facendo irruzione nella villa dove si nascondeva e lo uccisero. Secondo il Documento ufficiale della Difesa Americana, appropriandosi del cadavere e gettandolo in mare. Dopo quel fatidico 11 settembre lo scenario geopolitico mondiale è cambiato. Un cambiamento dovuto alla massiva espansione dell’egemonia Statunitense in Medio Oriente. Una regione chinata oggi purtroppo al volere dell’Imperialismo che la circonda militarmente e finanziariamente. Uno spiragli di resistenza oggi lo si può trovare nel governo centrale della Siria di Assad o nel governo del Premier iraniano Rohani. Essi sono il motore per una resistenza presente e futura ai continui schiaffi dell’Imperialismo che affliggono la regione interessata. Con una balcanizzazione dell’Iraq da parte di gruppi islamisti è compito delle forze di Resistenza distruggere e spazzare via il disastro creato dagli USA nel lontano 2002 e protrattosi fin ai giorni nostri.
I TRE GIORNI DEL CONDOR FINALE - TREMENDA ATTUALITA'
"I tre giorni del Condor" film del 1975 - Robert Redford
L'aggressione della NATO contro la Libia come nessun media occidentale l'ha raccontata. Un film straziante e ampiamente documentato, indispensabile per capire il futuro del Mediterraneo.
Fulvio Grimaldi scrittore e documentarista.
"Le guerre dei "neocon" servono per scopi diversi: la destabilizzazione di qualsiasi organizzazione dell'opposizione, soprattutto nel Medio Oriente; il supporto alle industrie militari nazionali, le industrie sta crescendo negli Stati Uniti oggi; e insieme al controllo di quest'ultimo, di altre regioni per sostenere l'uso della moneta USA il Dollaro come valuta globale regnante". Il Medio Oriente traballa
La situazione in Libia continua a peggiorare, forzata dalla Casa Bianca per cercare una soluzione al problema nella gestione del potere in un paese immerso in una crisi a causa dell'intervento militare degli USA nel 2011. Il paese è diviso in tre parti amministrative, Cirenaica, Tripolitania e Fezzan, ben due parti in questione non hanno dichiarato legale il governo centrale, quindi dichiarato l'autonomia. Washington Post: "La Libia ha bisogno degli USA per una transizione democratica", dalla quale Washington tentò di spiegare il suo concetto di "altruismo" per questo paese. La Libia, esperimento della CIA
Alla manifestazione del 5 settembre a Parigi, per l'accoglienza dei rifugiati e il rispetto alla dignità umana di tutti i migranti, comparivano bandiere dei terroristi siriani islamici. A questa manifestazione partecipavano socialisti, estrema sinistra, verdi, Amnesty International e SOS Razzismo.
La foto (sopra).
Rifugiato ?
La Guardia Costiera ellenica ha bloccato al largo di Creta una nave proveniente da Iskenderun (territorio siriano occupato illegittimamente dai turchi) che navigava verso Misurata, porto libico, in mano ai terroristi.
A bordo sono stati trovati 5000 fucili, mezzo milione di cartucce e altre armi.
Il mercantile è stato sequestrato e portato al porto di Heraklion.
La storia di Alan Kurdi suona come una psy-op ? La CBC, rete televisiva, precedentemente aveva dichiarato che la famiglia di Alan Kurdi aveva fatto domanda di stato da rifugiato in Canada. "Infatti, nessuna domanda di stato da rifugiato fu inoltrata." CBC News Una parte della storia raccontata è un falso.
Il padre di Alan Kurdi, Abdullah Kurdi ha, con il suo profilo Facebook, notevoli collegamenti e amicizie in Grecia, Germania e Canada. Abdullah Kurdi / Profilo Facebook
Alan Kurdi è realmente nominato Alan Shenu. La famiglia di Kurdi vive in Turchia da circa tre anni. Provengono originariamente da Damasco, Siria. Non erano certamente minacciati dallo Stato Islamico, secondo le informazioni ricevute.
La sorella di Abdullah Kurdi, Tima Kurdi, vive in Canada da circa 20 anni. Tima Kurdi / Profilo Facebook. Tima Kurdi volò in Canada nel 1992 dopo essersi sposata con Rocco Logozzo, (nome originario di Napoli). Tima possiede due fratelli e due sorelle tutt'ora residenti in Turchia, incluso il padre di Alan Kurdi.
Sul suo profilo facebook: "My deepest condolences to my brother's family who suffered a tragic death in search of a better life. Where is the humanity in the world. They did not deserve this. My heart is broken. Rest in peace Angels."
Dalle notizie riportate da Abdullah Kurdi, la barca avrebbe cominciato a riempirsi d'acqua già 500 metri dalla riva di Bodrum.
Abdullah Kurdi riporta che: "Tentati di nuotare per giungere sulla spiaggia ... ma non riuscii più ad intravedere mia moglie e i miei bambini mentre io ero la. Pensai che fossero spaventati. Quando non riuscii ad incontrarli a Bodrum, andai in ospedale."
In merito ad Abdullah:
1) Fu riportato inizialmente che Abdullah Kurdi fu ritrovato parzialmente cosciente, "Alan e il padre di Galip furono ricoverati in ospedale a Bodrum, secondo il quotidiano Sabah.
2) "Quando Abdullah comprese che il suo figlio Ghalib di cinque anni era morto nelle sue braccia, lui rivolse la sua attenzione al suo figlio di tre anni, Alan ... Quando venne a conoscenza della morte del suo secondo figlio, Alan, tentò di salvare la moglie, senza successo ..."
Sopra vediamo Alan Kurdi, sulla spiaggia di Bodrum, Turchia. Il corpo non sembra gonfio o rigido. Nessuno tenta di rianimare il ragazzo, sono presi nel fotografare il cadavere. Le fotografie e i video sembrano far pensare ad una psy-op. I media europei e i politici di Bruxelles erano tutti pronti all'evento. Le guerre creano rifugiati.
“I media si concentrano su un camion in Austria, dove sono morti 71 esseri umani, e su una manciata di bambini da qualche parte più morti che vivi al momento del rinvenimento. Bruxelles e Berlino devono usare la loro energia nello sforzo di migliorare la situazione nei Paesi da cui i rifugiati fuggono. Devono riconoscere il ruolo che hanno svolto nella distruzione di questi Paesi. Ma la possibilità che ciò accada è praticamente nulla. Pertanto Paesi come Grecia e Italia devono trarre le conclusioni e uscirne, o verranno risucchiati nel vortice anti-umano qual è l’UE. L’Europa deve guardare al futuro di questa crisi in modo assai diverso da quello attuale, o si troverà di fronte a problemi ben più grandi di quelli che affronta ora”. (Zerohedge) Almeno 4 milioni di siriani sono rifugiati e circa 5 milioni palestinesi. Qual'è la soluzione a questo problema ? I ragazzi e i bambini migranti morti, sono circa 3000, quest'anno nel Mediterraneo. Caso Immigrazione
Fonti: Aanirfan Aurorasito La jihad occidentale
Mentre molti media "occidentali", hanno oscurato la notizia, una brigata delle truppe degli Emirati Arabi Uniti è entrato nello Yemen attraverso il porto di Aden.
Un video dallo Yemen (sotto) mostra una grande colonna di carri armati Lecler, tecnologia francese e altre attrezzature moderne degli Emirati Arabi Uniti.
Arabia Saudita e EAU dichiararono che le loro attrezzature avrebbero aiutato la popolazione yemenita. Una falsa.
Questi carri armati saranno certamente utilizzati da persone con un ampio e necessario addestramento adatto per questi veicoli composti da una tecnologia modernissima e costosa e non con reclute fresche e con poche settimane di addestramento.
Dopo la presa di Aden da parte delle truppe arabe "EAU" gruppi separatisti yemeniti hanno attaccato una base militare dell'esercito regolare yemenita nella zona di Al Anad.
Muovendosi poi verso nord precisamente vicino Taiz.
Si sa che gli Emirati Arabi non sono l'unica forza che sta invadendo lo Yemen.
Con le poche informazione che ci vengono poste dai media occidentali, truppe saudite hanno iniziato l'invasione nel nord avanzando dai territori sauditi, da Sharoah fino a Al Abr nell'ovest.
Ciascuna forza invasore ha una portata di circa 3000 - 4000 truppe con l'aggiunta di mercenari locali yemeniti addestrati dai sauditi.
L'obbiettivo strategico di questo attacco è la presa della capitale, Sanaa, ancora fedele alla vecchia amministrazione governativa. Spingendoli verso nord nella zona di Sadah.
Letteralmente ora è una battaglia in salita per una conquista totale. Con conquiste, da parte di sauditi e arabi, tutte in zone di montagna.
Le strade sono semplici da conquistare. Lo stesso scenario si vide in Libano nel 2006 con i carri armati israeliani.
C'è inoltre un gruppo armato sconosciuto, travestito da Al-Qaeda nella penisola araba che governa la zona orientale della città di Mukalla ed il suo porto.
Al-Qaeda ultimamente fece brillare una moschea vecchia di 700 anni.
La stazione di Wadia presieduta dalle truppe saudite non è sicura. Lì circa due anni fa due soldati sauditi ci rimisero la propria pelle per mano di truppe legate ad Al Qaeda.
Fox News - Wadia Attack
Ci sono inoltre forze dello Stato Islamico nello Yemen, che hanno rivendicato l'attacco terroristico che uccise 17 persone il 6 agosto, vicino Abha, città confinante con lo Yemen.
Yahoo News - Mosque Bombing
Le truppe che stanno invadendo lo Yemen dovranno guardarsi le spalle dai ribelli yemeniti e dall'esercito regolare, una volta che riusciranno a varcare le montagne per entrare a Sanaa.
Circa un paio di giorni fa è giunta notizia dell'occupazione della cittadina di Brak composta da (40 000 abitanti) circa, capoluogo del Distretto di Wadi al-Shati, nella Regione di Fezzan, da parte di forze tribali fedeli all'ormai defunto Colonnello Muammar Gheddafi.
Grazie a fonti attendibili come "Palaestina Felix" riusciamo a percepire l'ufficialità di tale notizia tramite queste immagini. (sotto)
Tribù e Clan fedeli alla memoria di Gheddafi esistono ancora nel paese libico, ormai spazzato via dallo stato di anarchia che predomina da diversi anni Tripoli e dintorni.
Può essere l'inizio di un nuovo polo di potere nel caos libico ? Probabilmente.