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mercoledì 11 ottobre 2017

Le inquietudini della rivoluzione colorata in Kirghizistan, immaginate o imminenti ?


Il servizio di sicurezza interno del Kyrghizistan ha arrestato Kanatber Isayev, sostenitore del candidato dell'opposizione Omurbek Babanov, poche settimane prima delle elezioni presidenziali del prossimo 15 ottobre, per il fatto che stava coordinando con gruppi criminali nella pianificazione di una rivolta, una rivoluzione colorata e che essenzialmente lavorava per un colpo di stato contro il governo. Ciò non significa che l'opposizione stessa voglia farlo, ma solo che potrebbe essere un semplice individuo che lo fa per propria iniziativa, o per ordine, utile idiota, di qualche agenzia di intelligence estera come la CIA. E' importante trattare questo incidente delicatamente a causa della sensibilità della situazione nel paese dell'Asia centrale. Il Kyrghizistan ha già vissuto due violente rivoluzioni colorate, l'ultima c'è stata nel 2010 con una violenza etnico-interna tra i nativi kirghizi e gli uzbechi nella Valle della Fergana, nel sud del paese.

Durante questo periodo, il conflitto è stato effettivamente portato a un colpo di stato e il vuoto di sicurezza che è stato creato con le proprie conseguenze ha offerto opportunità per la gente di "risolvere vecchie schegge", per così dire, e iniziare una massiccia ondata di omicidi vicino ad uno dei più grandi centri urbani kirghizi, la città di Osh. Fu solo per un colpo di fortuna e da una vera e propria autodisciplina da parte di ambi i lati, in particolare il governo uzbeko, evitando così un grosso conflitto e una cosiddetta "Primavera in Asia Centrale" precedendo quella araba che arrivò un anno e mezzo dopo, in quello che sembra curiosamente apparire come quel tentativo dell'amministrazione Bush di destabilizzazione che da tempo aveva definito Maggior Medio Oriente.

Le conseguenze di un disordine diffuso in questa regione centrale tra la Russia, la Cina, l'Iran e l'Afghanistan sarebbero un deterioramento della loro sicurezza collettiva a causa del possibile flusso di milioni, secondo il ricercatore della Ivy League, Kelly Greenhill, la diffusione di Daesh e di altri gruppi terroristici travestiti da potenziali rifugiati, una possibile operazione di mantenimento della pace della CSTO (trattato di mutua assistenza/di pace e collaborazione tra gli stati del CSI, Ex Urss) e naturalmente la fine della via della seta cinese. Tutti questi scenari inquietanti ma molto realistici proprio perché, secondo Alexei Fenenko del'istituto internazionali dei problemi sulla sicurezza nell'Accademia russa, dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana all'agenzia mediatica Tass, gli USA potrebbero cercare di destabilizzare l'Asia centrale nel prossimo futuro per prendersi la vendetta contro la Russia per la vittoria in Siria.

Globalresearch

martedì 5 settembre 2017

La Nord Corea è il trampolino di lancio dello stato profondo verso Pechino

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Mentre le tensioni tra Kim Jong Un e il pupazzo del elite a stelle e strisce, seduto sulla sua bella poltroncina nello studio ovale di Washington Donald, continuano c'è chi annaffia il web (quello riconosciuto dalla comunità internazionale) di ipotesi, teorie o possibili scenari riguardanti la crisi diplomatica tra le due potenze aventi capacità nucleari (chi nega la capacità nucleare nordcoreana è semplicemente uno stolto), mi limito ad esporvi la mia di opinione.

Voglio però rinfrescarvi la materia grigia con un non vecchia notizia, di pochi mesi fa, riguardante una presunta operazione di controspionaggio da parte di Pechino verso l'intelligence statunitense. La notizia riportata da una nota testata mediatica francese, La tribune, riportato da me medesimo sul mio blog (tradotto ovviamente) intitolato Come Pechino ha smantellato la rete della CIA in Cina descrive le modalità con cui un gruppo di controspionaggio cinese abbia nel mese di maggio abbattuto uno dei maggior sistemi di spionaggio mondiale, volto alla distruzione dello status quo politico cinese, spina nel fianco in Asia dell'aquila atlantista.

L'articolo francese riportava: "Una delle lacune più difettose nel lavoro dell'intelligence americana degli anni passati" secondo fonti investigative del New York Times (originaria fonte della notizia), Pechino avrebbe eliminato "almeno una dozzina di agenti della CIA" tra il 2012 e il 2012, secondo il New York Times ..... l'articolo continua.... "secondo un'inchiesta della FBI, degli informatori della CIA sarebbero stati molto imprudenti, percorrendo le stesse strade per raggiungere le fonti in un ristorante addobbato di microfoni dell'intelligence cinese".

Dinanzi a tale gesta non ci resta che applaudire al dragone cinese.

Resta pur sempre il nodo da sciogliere sulla questione coreana. Con la notizia riportatavi da prima (inserendo le fonti della notizia, ovviamente notizia non riportata da nessun media occidentale) lascio in voi qualche piccolo dubbio o no ? Quanta fretta nello smantellare la Cina di Xi Jinping ? Il vero obiettivo è la Nord Corea ? Membro, ricordiamolo, dell'asse del male imposto dagli USA negli anni 2000.

Tutto questo sbraitare incessante intorno alla questione Kim non è nient'altro che la voglia incessante del Deep State (stato profondo/occulto) statunitense di abbattere le strategie di politica estera e militari della Cina. Fautore, assieme alla Russia, dello sviluppo della Banca dei Brics, della Shanghai Organizzation and Cooperation (SCO) e dei continui sviluppi quella questione africana, vedesi Angola. Donald Trump, sappiamo benissimo che è ormai divenuto il pupazzo preferito dello stato profondo statunitense, che ha spostato le sue attenzioni nell'Estremo Oriente, sapendo benissimo che il governo siriano di Bashar Al Assad abbia (fortunatamente) vinto la guerra interna. Quindi tranquilli, è solamente l'ennesimo tentativo degli ubriaconi americani di rovesciare uno governo indipendente da qualsiasi altro pupazzaro mondialista. Gli USA sanno benissimo che Pyogyang è un governo inespugnabile, ma che faccino attenzione, Kim ha ordigni capace di radere al suolo il Texas e anche la Cina può.

mercoledì 11 novembre 2015

La Cina e gli FDI

Investment from the Asian bloc, ASEAN, European Union, Hong Kong, and Macao continued to grow fast, while that from Japan, the United States and Taiwan dropped significantly [Xinhua]

Gli investimenti diretti esteri (FDI) nella zona geografica cinese sono aumentati del 4,5% nel mese di ottobre in un anno a circa 8,77 miliardi di dollari, le voci arrivano direttamente dal Ministro dell'economia cinese.

La crescita è rallentata dal 7,1% del mese di settembre.

Investimenti dal blocco asiatico, dall'ASEAN, dall'UE, da Hong Kong e da Macao continuano a crescere molto velocemente, mentre con il Giappone, Taiwan e Stati Uniti sono caduti significativamente.

L'anno scorso la Repubblica Popolare Cinese ha raggiunto circa i 119,6 miliardi di dollari negli investimenti diretti esteri.

The Brics Post

Una vera e propria guerra monetaria è in atto contro l'egemonia a stelle e strisce.

"La Russia e la Cina intendono aumentare la quantità di commercio con lo Yuan". 

Queste le dichiarazioni di Vladimir Putin. Osservazioni accolte favorevolmente dagli alti dirigenti cinesi che vogliono la propria valuta allargata ampiamente nel quadro globale. Inoltre la Cina e la Russia hanno sostenuto la diminuzione del dollaro nel commercio internazionale.

La de-dollarizzazione avanza


venerdì 7 agosto 2015

Caso Mistral ? Adesso l'Asia ne diventa la protagonista



L'India ha espresso il desiderio di acquistare una nave "Mistral" e costruirne tre di questi tipi nei propri cantieri navali. India, Brasile e Vietnam sono i potenziali acquirenti di queste navi francesi, che lo stesso Francois Hollande ha rifiutato di consegnare alla Russia. Il Presidente Vladimir Putin e il suo omologo francese mercoledì realizzarono l'accordo per la consegna delle Mistral, concluso nell'estate del 2011. Il Cremlino ha dichiarato poi, che la Russia offrirà un compenso in denaro mentre la Francia restituirà il materiale e le attrezzature al suo legittimo proprietario. Il Ministro della Difesa francese, Jean-Yves le Drian, ha detto che ci sono altri paesi interessati alle navi Mistral.



"Il primo paese è l'India, che ha espresso il suo desiderio di comprare una nave e costruirne tre identiche." 

"La stessa cosa riguarda il Vietnam. Un paese dove la crescita economica è osservata." Queste le dichiarazioni del portavoce del Cremlino Pushkov.

Il Brasile invece è il terzo.

La marina francese non ha soldi sufficienti per queste navi. Il comandante della marina ha già rilasciato queste dichiarazioni e di non aver più bisogno delle Mistral.



Link:
Aurora
Aurora
Russia and India Report

Fonte principale:
Tass

La Cina offrirà tecnologia aeronautica in cambio di petrolio dall'Iran


La Repubblica Islamica dell'Iran succederà come secondo utente alla società industriale di aeronautica cinese di Chengdu per i J-10 senza sborsare un dollaro alla Cina firmando un contratto che permette a Pechino di sfruttare uno dei più grandi giacimenti di petrolio su suolo iraniano nei prossimi 20 anni, secondo Want Daily.

La Cina offrirà all'aeronautica militare iraniana circa 24 (F-10 Vigorous Dragon). Il costo di un singolo aereo è stimato sui 40 milioni di dollari, il tutto circa 1 miliardo di dollari. Tutto questo sarà barattato con 20 anni di esportazioni di petrolio da Azadegan, da parte della Cina.

azadegan oil field
"Azadegan"

I piloti saranno in grado di difendere lo spazio aereo iraniano e dell'intero Golfo Persico.

Molti analisti militari cinesi credono che agli USA non renderà felice questo affare e dove la stessa Cina affronterà la pressione internazionale contro gli alleati degli USA nella regione. Altri nel frattempo hanno voluto precisare che 24 aerei da combattimento non svolgeranno una notevole differenza strategica in Medio Oriente.

E' stata adottata, notizia poi immediatamente smentita, la tecnologia di Israele per fabbricare gli J-10. Davvero ironico questo caso, come può divenire possibile che il nemico numero uno di Tel Aviv, l'Iran, possa godere della propria tecnologia ?

Il Pakistan è il primo cliente in fattore di aeronautica verso Pechino. Nel 2009, la Cina con un contratto di 1,4 miliardi di dollari, ha esportato ad Islamabad circa 36 aerei militari FC-20. L'aereo è destinato ad essere fornito di missili SD-10A, oltre a quelli aria-aria. Tuttavia, ancora nessun'aereo è stato consegnato al Pakistan.

Link:
Defence.pk
China Aero-Technology Import & Export Corporation

[​IMG]
"SD-10A"



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Iran e Cina cooperazione
...............................

Link:
Want China Times

lunedì 27 luglio 2015

Washington piazza i suoi burattini in Asia Centrale ?


Il Primo Ministro Kirgiko, Temir Sariyev, martedì ha firmato un decreto governativo che pone fine all'accordo di assistenza con gli Stati Uniti del 1993.

Questa decisione è una ritorsione per il premio che la scorsa settimana il Dipartimento USA ha assegnato all'attivista politico Azimjan Askarov.

Askarov premiato da Washington

Un accordo firmato nel lontano 1993.

Questo accordo prevedeva l'arrivo di beni esenti da dazio doganale.

L'attivista politico di origini uzbeke, Azimjan Askarov, è un prigioniero politico, tenuto in ergastolo per aver influenzato le manifestazioni nel sud del Kirgyzstan nel giugno del 2010.

Si contarono circa 400 vittime e 1000 feriti durante gli scontri.

Le stesse autorità governative Kirgike hanno ritenuto i loro omologhi colleghi statunitensi poco amichevoli, ed hanno minacciato di denunciare l'accordo di assistenza.

(Il Kirgyzstan annulla l'accordo del 1993)


I rapporti con la Federazione Russa di Vincenzo Ferraro

La Russia continua ad intensificare i rapporti geopolitici ed economici con le periferie post-Sovietiche. rapporti economici e politici che la Federazione Russa riesce ad ottenere grazie ai colossi energetici come l'Azienda Gazprom e Rosneft, due aziende che hanno investito molto negli ultimi anni in Kirghizistan. 

Proprio con quest'ultimo paese la Russia ha intensificato i rapporti economici e Geopolitici. 

Nel quadro finanziario ed economico la Federazione Russa ha stanziato, per la regione interessata il Kirghizistan, ben 500 milioni di dollari, per accelerare l'ingresso del Governo centrale nel Blocco Euro-Asiatico.



Link: "Il Kirgyzstan nel quadro economico e geopolitico globale"

mercoledì 15 luglio 2015

La "De-Dollarizzazione" avanza


Il dollaro statunitense è stato un grande sostenitore del commercio nell'ultimo secolo.

Il dollaro arrivò ad una percentuale di circa il 71% di riserve valutarie estere. (Insieme di attività finanziarie espresse soprattutto in oro (v.) e valute estere (v.), detenute dalla Banca centrale (v.) di un paese allo scopo di garantire prestiti esteri e saldare eventuali deficit della bilancia dei pagamenti (v.). )

La sua percentuale poi è crollata, arrivando al 62%, nel 2014. 

Il dollaro quindi sta perdendo il suo status di valuta di riserva estera.
Infatti, in ogni secolo, dal Rinascimento ad oggi la valuta di riserva mondiale cambia.

Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Francia e UK hanno avuto la propria valuta globale di riserva dominante in periodi diversi.

Il grafico mostra come il commercio si stia spostando. (Sotto)


Sempre più paesi non pagano più con il dollaro US. Tagliando quindi la sua egemonia. La stessa Repubblica Popolare Cinese sta tagliando le riserve valutarie del dollaro statunitense che si trovano nella propria struttura. Il grafico mostra la cooperazione commerciale tra i paesi che hanno attuato la politica di de-dollarizzazione.

Il culmine di questa politica economica è stata la creazione della AIIB, la Banca degli Investimenti e delle Infrastrutture Asiatica, fondata da Pechino, che includono 57 paesi mondiali con un capitale di 100 miliardi di dollari. 

Le altre recenti attività commerciali della Cina riguardano: 30 anni di cooperazione energetica con la Russia a partire dal 2018 con un cifra pari a 400 miliardi di dollari, una seconda in campo della benzina di circa 284 miliardi e di una quota di circa l'85% delle esportazioni con l'Australia.

Ricordiamo che Cina e Russia si sono unite nel pagare in moneta nazionale, proprio per aggirare il dollaro USA.

Un rapporto del 2010 da parte delle Nazioni Unite ha posto l'abbandono del dollaro statunitense come valuta di riserva estera.

Lo stesso Consiglio del Golfo ha espresso dei desideri per una valuta di riserva indipendente.

Pechino quindi sta tentando di portare alla internazionalizzazione della sua valuta nazionale, il Yuan. Facendo crollare l'egemonia di Washington.

"La Russia e la Cina intendono aumentare la quantità di commercio con lo Yuan". Queste le dichiarazioni di Vladimir Putin. Osservazioni accolte favorevolmente dagli alti dirigenti cinesi che vogliono la propria valuta allargata ampiamente nel quadro globale. Inoltre la Cina e la Russia hanno sostenuto la diminuzione del dollaro nel commercio internazionale.
Qui l'articolo completo: Reuters.

Fonte:
Zero Hedge
Simone Editori

giovedì 9 luglio 2015

Summit BRICS-SCO, aggiornamenti LIVE

Collegamento permanente dell'immagine integrata
Summit BRICS-SCO a Ufa, Russia. 

From left : Brazilian President Dilma Rousseff, Indian Prime Minister Narendra Modi, Russian President Vladimir Putin, Chinese president Xi Jinping, South African President Jacob Zuma at the BRICS Business Council meet in Ufa Russia on 9 July [PPIO]



    "Aggiornamenti in diretta del summit BRICS"


Il parlamento cinese ha ratificato la creazione della Banca di Sviluppo BRICS. La nuova Banca di Sviluppo fu concepita come un'alternativa alle istituzioni finanziarie occidentali come la Banca Mondiale. 

La nuova banca offrirà soldi per infrastrutture e proietterà sviluppo nei paesi aderenti al BRICS che sono, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Ogni singolo paese avrà un uguale gestione della banca. 

Ogni membro BRICS concederà un'azione uguale per stabilire un capitale iniziale di circa 50 miliardi di dollari, con una meta da raggiungere che supera i 100 miliardi

I BRICS depositeranno il denaro a Shanghai, con l'India che sarà a capo della presidenza per il primo anno. 

La Cina offrirà un totale di 41 miliardi di dollari, che gli consentirà di possedere il 39,5% del diritto di votazione. 

L'accordo è stato ratificato già in Russia e India. 

Anche il continente africano avrà un proprio quartier generale, precisamente in Sud Africa. Quest'ultimo ratificherà l'accordo a Ufa durante la riunione dei membri BRICS, questo mese. 

Il lancio della banca BRICS romperà l'egemonia che il dollaro USD ha avuto sull'economia globale, appoggiato da FMI e Banca Mondiale. 

I BRICS rappresentano circa il 42% della popolazione mondiale e il 20% dell'economia globale. 

Il commercio totale tra i paesi ammonta a 6,14 miliardi di dollari, quasi il 17% mondiale. 

L'altra alternativa alle vipere occidentali e atlantiste è l'AIIB, la "Banca degli Investimenti e Infrastrutture Asiatica", creata nell'ottobre del 2014. 

Tra i 57 paesi che ne fanno parte, spiccano nazioni come Germania e Inghilterra.

BRICS New Development Bank 

Link: NDB


domenica 5 luglio 2015

Washington sta progettando un "lungo conflitto"



La nuova strategia militare è un documento fondamentale di natura globale insieme alla Strategia di Sicurezza Nazionale e alla Strategia di Cyber Sicurezza.

Gli Stati Uniti credono che la conservazione di "status-quo" economico nel mondo e di disseminazione dei così denominati, valori universali, incontrano gli interessi di sicurezza di Washington.

"Siccome l'ultima Strategia di Sicurezza Nazionale fu pubblicata nel 2011, il disturbo globale è aumentato significativamente mentre alcuni membri del nostro apparato militare ha cominciato a corrodersi," questo è quanto riportato dal Generale Dempsey Martin nell'introduzione del documento di strategia. Link

La strategia dichiara quello che oggi "sarebbe un coinvolgimento degli USA in una guerra interstellare con un potere notevole, ma con una probabilità bassa ma che sta crescendo."

"La Russia è menzionata spesso in questo contesto. La presenza marittima russa è cresciuta notevolmente in questi ultimi anni, specialmente dall'inizio della crisi in Ucraina nel 2014." Il Generale della NATO Adrian Bradshaw il primo luglio disse che avrebbe indirizzato una conferenza a Londra sul futuro navale della NATO.

Russia, potenza navale.

La strategia è a pagina 24, dove si indirizzano le nuove generazioni americane a servire il paese.

Gli sfidanti principali sono stati, strategicamente sono chiamati fuori Cina, Russia e Nord Corea come minacce aggressive alla pace globale, e gruppi non-stato in particolare organizzazioni estremiste come lo Stato Islamico e il gruppo dei Talebani.

La strategia tenta da una parte "scoraggiare e sconfiggere" gli stati dall'altra parte alle organizzazioni estremiste "le distrugge e le degrada."

Russia, Cina, Iran e Nord Corea sono stati definiti stati revisionisti. Non è ben chiaro a cosa si riferisce quando si dichiara uno stato revisionista, probabilmente gli autori vogliono dire questi stati posano una sfida al sistema dei giochi statunitensi di egemonia globale.


Il documento inoltre dichiara che la Russia ha dimostrato ripetutamente di non rispettare la sovranità dei suoi vicini ed è disposto ad usare la forza per realizzare i suoi fini.

Secondo gli autori, le azioni militari della Russia stanno mirando direttamente la sicurezza regionale procurando nuove forze.

La strategia asserisce che queste azioni violano numerosi accordi che la Russia ha firmato, inclusi gli Accordi di Helsinki.

La minaccia della Cina è descritta in più condizioni. Gli autori tentarono di evitare completamente la retorica dell'aggressione. La strategia legge le azioni compiute dalla Cina che stanno aggiungendo tensioni nella regione dell'Asia e del Pacifico. La Cina a tutta questa propaganda ha riposto con la riconquista di terre che permetteranno nuove posizioni militari e di corsie marittime vitali nel contesto internazionale.

Lo Stato Islamico conduce la lista delle minacce delle organizzazioni "non-stato". La strategia non menziona minimamente l'organizzazione di Al-Qaeda.

Sia gli Stati e si le organizzazioni non-stato si posano come minacce ibride. L'IS e gli insorti filo-russi dell'Ucraina dell'Est sono elencati dal Military Times come esempi di tale guerra.

Così la Federazione Russa è dipinta come un paese che posa simultaneamente due minacce: come un paese ostile e un attore che intraprende una guerra ibrida.

Il sito di difesa statunitense ha colpito il chiodo sulla testa con l'istruzione finale di Dempsey al Pentagono: "Ci sono preparazioni per una lunga guerra."

Considerando tutto questo, la nuova strategia non offre niente di nuovo. Si propaga tra le masse statunitensi l'idea della necessità di conservare la dominazione globale degli USA.

Nota fondamentale:


  • La Guerra ‘Ibrida’, è una strategia militare che riunisce guerra convenzionale, guerra irregolare compreso l’uso di armi di distruzione di massa, e guerra informatica e dell’informazione in una forma importante del conflitto internazionale di oggi. Lo Stato Maggiore delle forze armate russe ha accusato gli Stati Uniti di condurre tale guerra contro la Russia. RIR ha scoperto il significato di “guerre ibride” e se la Russia può contrastarle.

lunedì 15 giugno 2015

Vincenzo Ferraro presso IRIB, intervista

Vincenzo Ferraro all'IRIB: "accordo Cina-Ungheria sulla Via della Seta per creare una moderna cintura economica" (AUDIO).

Audio: Intervista
Link: IRIB



sabato 13 settembre 2014

La Mongolia sulla scena Anti-Imperialista.

















Arriva dal Presidente cinese Xi Jinping, l'idea di creare un corridoio economico che colleghi i tre paesi, Cina, Russia e Mongolia. Durante i colloqui, che si sono svolti in Tajikistan a margine del 14°esimo summit del Shanghai Cooperation Organization (SCO), il Presidente cinese, Xi Jinping ha ribadito che il summit è importantissimo per per approfondire la fiducia reciproca e portare avanti le cooperazione tra i paesi interessati nell'Area Asiatica.
"Naturalmente, la vicinanza geografica di Mongolia, Cina e Russia aiuta a realizzare vantaggiosi progetti a lungo termine infrastrutturali, energetici e minerali. Abbiamo cose da discutere e troviamo importante, fattibile e utile stabilire un dialogo regolare", ha detto il Presidente Russo Vladimir Putin durante l'incontro.

Vedrà cosi, la Mongolia, la nazione che collegherà realmente Cina e Russia, per una vera e propria realtà economica. Bisogna rafforzare i flussi delle merci tra i tre paesi interessati e creare un progetto che renda realtà una rete elettrica Trasnazionale, ha detto il Premier Cinese Xi Jinping.
Ottimi rapporti vigono tra Cina e Mongolia. Questo farà si, ha detto il Premier cinese, che Washington elimini totalmente gli occhi e gli interessi di grandi Aziende USA sul volto economico della Mongolia. Ritenendo quindi la Cina il maggior partner economico della Mongolia nella relaltà Geopolitica dell'intera Regione Asiatica.

Infine, durante il Summit, lo stesso Premier Cinese ha voluto ribadire che i tre paesi devono, "Salvaguardare congiuntamente le norme fondamentali che regolano le relazioni Internazionali, sostenere il nuovo concetto di sicurezza con fiducia reciproca, uguaglianza e collaborazione, promuovendo la soluzione politica Internazionale e questioni scottanti".

Nella conclusione del Summit, Xi Jinping e Vladimir Putin hanno invitato il Premier Mongolo, a commemorare, l'anno prossimo (2015), il 70°esimo anniversario della Resistenza Antifascista nel Secondo Conflitto Mondiale e della Resistenza durante il Conflitto Cinese contro il Giappone.

Rafforzare quindi, il concetto di Multipolarismo. Esso è una realtà vera e propria, che in questo periodo, il Blocco Euro-Asiatico sta creando. La Mongolia ha chiudo parzialmente la sua economia nazionale alle Aziende USA, offrendo vantaggi a Cina e Russia. Putin e Xi Jinping stanno giocando le carte giuste, nel momento storico giusto. Riusciranno quindi a schiacciare, l'Imperialismo e le sue vipere Occidentali grazie a dei progetti economici fondati su basi reali, creando progresso e benessere per un futuro che si prospetta all'orizzonte fiorente.