martedì 17 ottobre 2017

Attaccato un convoglio FBI vicino Las Vegas, 3 morti e secondo Wikileaks la "bomba" sta per esplodere



Un nuovo servizio dell'intelligence straniera che circola nel Cremlino afferma che durante le ore della tarda serata del 14 ottobre, un convoglio dell'FBI è stato attaccato vicino Las Vegas lasciando, almeno 3 morti e che gli analisti di intelligence stanno collegando ad una notizia bomba, attesa da Wikileaks.

Secondo questo rapporto, alle 08:58 del 15 ottobre (10:58 ore locali di Las Vegas del 14 ottobre), gli analisti della sorveglianza elettronica della SVR hanno segnalato un improvviso aumento massiccio delle comunicazioni radio FBI provenienti dal Henderson, Nevada città situata a circa 26 chilometri da Las Vegas e subito dopo almeno 37 poliziotti, ambulanze e veicoli inviati presso l'incrocio tra Stephanie Street e di Russell Road e che avviarono un blocco di mezzo miglio evacuando la zona interessata.

Nell'arco di 7 minuti dopo l'incidente che si verificò, continua il rapporto, ci furono ulteriori intercettazioni di sorveglianza elettronica e che hanno registrato anche un aumento massiccio di comunicazioni radio criptate tra le strutture dell'FBI di Denver, Los Angeles e Washington DC.

Sparatoria/incidente con almeno 3 morti a Henderson, Las Vegas, Nevada.

"Tre persone sono rimaste uccise sabato sera in un incidente ad Henderson. In una dichiarazione, la polizia di Henderson ha detto che hanno risposto al fuoco dei cittadini verso le 11:00 a dei veicoli vicino all'incrocio tra Stephanie Street e Russell Road. La strada fu chiusa per circa sei ore per favorire le indagini della polizia". 

Nel tentativo di scoprire i probabili retroscena dell'accaduto/incidente, gli analisti hanno iniziato ad accedere alle fotografie satellitari di Kosmos-2410 prese in quella zona confermando che vi erano numerosi veicoli, ma che misteriosamente come mostrato la maggior concentrazione di FBI e di funzionari vi era non nella zona dell'incidente ma a circa 100 metri di distanza in una zona denominata U-Haul Moving & Storage e Russell Rd.

Queste fotografie satellitari di Kosmos-2410, inoltre, continua questo rapporto, ha documentato un'altra grande presenza di FBI in quel momento in un'altra zona di Henderson a 16 chilometri di distanza dalla scena dell'incidente e identificata come 10001 South Estearn Avenue dove si trova la sede dell'ufficio medico privato del dottore che possedeva Stephen Paddock in cura, identificato precedentemente come Steven Winkler.

Ed esattamente come seguì l'episodio dell'assassinio di Kennedy pubblicamente nel 1963, continua il rapporto, così anche oggi la CIA elimina i testimoni del massacro di Las Vegas, e la cui vittima è Chad Nishimura, che era il cameriere del Mandalay Bay Hotel. Chad durante tutto il corso delle indagini ha rivelato varie bugie alla CIA e proprio per questo, continua il rapporto, il ragazzo è scomparso definitivamente dalla vita personale e anche dai social network e delle varie notizie ed informazioni che trapelano su di lui, riportate anche da una testa giornalistica delle Hawaii dove lui è residente. articolo purtroppo eliminato dalla testata.



Whatdoesitmean

venerdì 13 ottobre 2017

Le politiche americane verso l'accordo sul nucleare porteranno caos globale


Il portavoce del Parlamento iraniano ha dichiarato che, le politiche americane verso l'accordo sul nucleare con l'Iran del 2015 e delle sanzioni verso Mosca e Teheran getteranno caos nella comunità internazionale. "Sembri che gli Stati Uniti abbiano avviato un'azione che, a sua volta, porti ad un disordine nel quadro mondiale", ha dichiarato il portavoce del parlamento iraniano Ali Larjiani riunitosi venerdì con l'omologo russo della Duma, Vyacheslav Volodin. Ha aggiunto, "un esempio è quello delle sanzioni imposte alla Russia e all'Iran, nonché alle misure che hanno cominciato a prendere in considerazione sull'accordo nucleare firmato con l'Iran. Se Washington non rispetterà le disposizioni sull'accordo nucleare esso crollerà. Infine Ali Larjiani ha dichiarato, "negli ultimi mesi, gli americani hanno ripetutamente violato l'accordo nucleare"

Russia Today///RT.COM

mercoledì 11 ottobre 2017

Le inquietudini della rivoluzione colorata in Kirghizistan, immaginate o imminenti ?


Il servizio di sicurezza interno del Kyrghizistan ha arrestato Kanatber Isayev, sostenitore del candidato dell'opposizione Omurbek Babanov, poche settimane prima delle elezioni presidenziali del prossimo 15 ottobre, per il fatto che stava coordinando con gruppi criminali nella pianificazione di una rivolta, una rivoluzione colorata e che essenzialmente lavorava per un colpo di stato contro il governo. Ciò non significa che l'opposizione stessa voglia farlo, ma solo che potrebbe essere un semplice individuo che lo fa per propria iniziativa, o per ordine, utile idiota, di qualche agenzia di intelligence estera come la CIA. E' importante trattare questo incidente delicatamente a causa della sensibilità della situazione nel paese dell'Asia centrale. Il Kyrghizistan ha già vissuto due violente rivoluzioni colorate, l'ultima c'è stata nel 2010 con una violenza etnico-interna tra i nativi kirghizi e gli uzbechi nella Valle della Fergana, nel sud del paese.

Durante questo periodo, il conflitto è stato effettivamente portato a un colpo di stato e il vuoto di sicurezza che è stato creato con le proprie conseguenze ha offerto opportunità per la gente di "risolvere vecchie schegge", per così dire, e iniziare una massiccia ondata di omicidi vicino ad uno dei più grandi centri urbani kirghizi, la città di Osh. Fu solo per un colpo di fortuna e da una vera e propria autodisciplina da parte di ambi i lati, in particolare il governo uzbeko, evitando così un grosso conflitto e una cosiddetta "Primavera in Asia Centrale" precedendo quella araba che arrivò un anno e mezzo dopo, in quello che sembra curiosamente apparire come quel tentativo dell'amministrazione Bush di destabilizzazione che da tempo aveva definito Maggior Medio Oriente.

Le conseguenze di un disordine diffuso in questa regione centrale tra la Russia, la Cina, l'Iran e l'Afghanistan sarebbero un deterioramento della loro sicurezza collettiva a causa del possibile flusso di milioni, secondo il ricercatore della Ivy League, Kelly Greenhill, la diffusione di Daesh e di altri gruppi terroristici travestiti da potenziali rifugiati, una possibile operazione di mantenimento della pace della CSTO (trattato di mutua assistenza/di pace e collaborazione tra gli stati del CSI, Ex Urss) e naturalmente la fine della via della seta cinese. Tutti questi scenari inquietanti ma molto realistici proprio perché, secondo Alexei Fenenko del'istituto internazionali dei problemi sulla sicurezza nell'Accademia russa, dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana all'agenzia mediatica Tass, gli USA potrebbero cercare di destabilizzare l'Asia centrale nel prossimo futuro per prendersi la vendetta contro la Russia per la vittoria in Siria.

Globalresearch

lunedì 9 ottobre 2017

Hezbollah vede un conflitto imminente nella regione

الأمين العام لحزب الله سماحة السيد حسن نصر الله في إحياء العاشر من محرم

Articolo pubblicato originariamente il 6 ottobre di quest'anno. 

Quando Seyyed Nasrallah consiglia ai giudei, nell’anniversario di Ashura, di abbandonare immediatamente la Palestina occupata, possiamo dire che la guerra è imminente? Quali segreti conosce il capo di Hezbollah dei quali non è a conoscenza nessun altro? Sarà in risposta alla divisione dell’Iraq e alla frammentazione della regione, o alla fuoriuscita di Trump dall’accordo nucleare?
Il discorso tenuto domenica 1 ottobre  ad una grande folla nell’anniversario del dieci di Muharram (Ashura), non era come quelli precedenti. Questo discorso contiene ammonimenti, predizioni e franche, chiare e forti posizioni, idonee secondo la nostra opinione a predire il futuro del mondo arabo e di ciò di cui esso potrebbe essere testimone, incluse guerre e grandi sfide ai suoi confini.
Per la prima volta Seyyed Nasrallah ha differenziato tra sionismo e giudaismo. Il primo è un movimento di occupazione razzista e il secondo è una religione celeste degna di rispetto. Egli ha sottolineato che la battaglia è con i sionisti e non con gli ebrei, ma ha messo in guardia gli ebrei dal non cadere vittime del progetti americani che li vogliono rendere il carburante per le future guerre nella regione.
Seyyed Nasrallah ha sempre parlato delle future guerre in tutti i suoi precedenti discorsi. Questo è ciò che ci si aspetta da un capo di un movimento di Resistenza che ha combattuto e si è impegnato in guerre, dirette e indirette, con l’entità di occupazione israeliana e i suoi agenti. Quanto vi è di nuovo in questo discorso tenuto nel giorno di Ashura – il giorno del sacrificio e della difesa degli oppressi – è che ha parlato della guerra come se iniziasse domani, o in ogni possibile momento, quando ha detto: “Il governo di Netanyahu sta progettando una guerra, e se la accendono, non sapranno dove finirà e quali aree includerà.”
Egli ha spiegato questo punto chiaramente quando ha detto: “Netanyahu ha fallito nell’impedire il raggiungimento dell’accordo nucleare [con l’Iran], e adesso sta lavorando con il Presidente Donald Trump per gettare la regione in una nuova guerra.”
Il movimento di Resistenza Hezbollah è un movimento composto da istituti di ricerca e monitoraggio. E’ più vicino all’avere una struttura di uno Stato piuttosto che di un movimento di Resistenza. Possiede una solida alleanze con una grande potenza regionale come l’Iran. Deve essere in possesso di informazioni e studi di valutazione che lo rendono capace di costruire conseguentemente le sue strategie difensive e offensive.
Quando Sayyed Nasrallah chiede agli ebrei di abbandonare la Palestina e tornare nelle nazioni dalle quali provengono (un tono nuovo che nessun altro tra i capi arabi oserebbe utilizzare in questi giorni), in modo da non trasformarsi nel carburante di una guerra nella quale l’“idiota” governo Netanyahu li sta gettando, e li avverte che per loro potrebbe non esservi tempo per lasciare la Palestina occupata e avere un posto sicuro in essa, questo non rientra all’interno del quadro di una guerra psicologica, che è comunque una guerra legittima. Rientra piuttosto all’interno dello schema di coloro che progettano di entrare in una guerra che ritengono imminente.
Le ammonizioni di Seyyed Nasrallah devono essere esaminate nel contesto della decisione presa dal Presidente americano Trump di abbandonare l’accordo nucleare sotto il pretesto che l’Iran non ne stia rispettando le condizioni. La decisione si ritiene verrà annunciata a metà ottobre durante la periodica revisione nel Congresso USA.
L’abbandono americano dell’accordo nucleare è una dichiarazione di guerra, perché ripristinerà le sanzioni economiche imposte all’Iran nella fase precedente la sua sottoscrizione. Questo porterà l’Iran a rispondere arricchendo l’uranio ad alti livelli, rendendo le prospettive di un confronto militare perfino maggiori rispetto a prima, specialmente con la fine della guerra al terrorismo.
Le stime israeliane affermano che più di 100.000 missili sono in possesso di Hezbollah unitamente a decine di migliaia di colpi di artiglieria. Per non menzionare che il numero dell’arsenale militare irano-siriano è tre o quattro volte maggiore. Gran parte di essi cadrebbero sulle comunità ebraiche nella Palestina occupata. E’ questo che Seyyed Nasrallah, che conosce bene i segreti e capacità di questi missili, intende quando esorta gli ebrei ad abbandonare la Palestina il prima possibile.
Non discutiamo affatto sull’importanza della dichiarazione di Seyyed Nasrallah secondo cui l’indipendenza del Kurdistan iracheno è un progetto americano per dividere e frammentare la regione. Questa divisione non rimarrà confinata all’Iraq ma potrebbe estendersi all’Arabia Saudita e ad altri paesi arabi e del Vicino Oriente. Noi crediamo però che la prossima guerra, in accordo alle sue parole, si svolgerà sul territorio palestinese, colpendo il progetto americano-israeliano di divisione alla sua fonte, o alla sua testa: l’entità di occupazione israeliana.
Un discorso serio da parte di un uomo che fa quello che dice e che ha trionfato in ogni guerra che ha combattuto, dalla guerra per la liberazione del Libano meridionale nel 2000 alla guerra del Luglio 2006 che ha umiliato l’esercito israeliano e la sua leadership militare e politica.
Israele sta incitando gli Stati Uniti alla guerra utilizzando due carte – l’indipendenza del nord dell’Iraq e l’accordo nucleare iraniano – come scusa e copertura. Lasciateglielo fare. Sta per commettere il peccato della sua vita, che sarà comunque breve. E la prossima guerra – se verrà scatenata – non si fermerà e sarà più feroce di tutte quelle precedenti, se non sarà veramente l’ultima guerra nella regione. Chiunque si metta al posto degli ebrei nella Palestina occupata deve leggere bene questo discorso, capendo cosa c’è tra le righe, e più di una volta.
Ripetiamo ancora una volta che questo uomo fa quello che dice e ha trionfato in ogni guerra che ha combattuto. Questa è la sua storia, che è considerata chiave nella valutazione dell’identità dei popoli e delle loro personalità in particolare in Occidente. Dobbiamo solo aspettare e vedere.

martedì 3 ottobre 2017

Il vero responsabile del massacro di Las Vegas è da cercare altrove

Risultati immagini per Las Vegas shooting

Un bianco di mezza età a Las Vegas, durante un concerto presso il Mandalay Bay Casinò, ha aperto il fuoco causando più di 50 morti e circa 500 feriti (secondo la versione del governo federale). Una vera e propria carneficina che macchia nuovamente il paese dei grattacieli e dello scontro tra suprematisti bianchi e antifa/comunità afroamericana e tra the Donald e Deep State (eterno scontro al vertice). Il Deep State sta utilizzando il pupazzo Trump a proprio piacimento in politica estera. Basta osservare questo ultimo accanimento verso Kim e il continuo piagnisteo verso la sconfitta perpetrata in Siria. Ma ritorniamo a casa. Molto di più di quanto si pensa, si sospetti o si possa immaginare siamo vicino ad un'escalation di disordini/guerra civile negli USA.. Tutto ciò interesserà una bella fetta di popolazione (e non opinione pubblica perché essa è in letargo). I precedenti fatti di Charlotsville hanno lanciato un chiaro messaggio all'amministrazione Trump. Il massacro di domenica sera a Las Vegas è un chiaro segnale del malfunzionamento della governace e che lo stato profondo gli invia. In tutto questo, il vice presidente Mike Pence tace. D'altronde egli tace su tutto (anche Siria e Corea). Il silenzio assordante di Pence lascia riflettere sul suo prossimo futuro, forse imminente, in merito alle sue funzioni nella Casa Bianca. Parlare di successione in poltrona penso sia al quanto poco credibile ma non impossibile, osservando le utile vicende in strategia militare e sullo scandalo montato dall'intelligence e dalla famiglia Clinton sul Russiagate che pare voglia riaffiorare dopo un po di tempo.

In merito all'attentatore di cui poco si sa della sua vita privata e sociale ? Bene, Stephen Paddock aveva 64 anni, possedeva due aerei, viveva nel Nevada e ogni tanto andava a Las Vegas per divertirsi nel gioco del casinò. Immediatamente dopo la sua morte, suicida, la piattaforma SITE di Rita Kazt riportava del suo arruolamento e della sua conversione verso il fondamentalismo islamico. Ma attenzione, le autorità investigative statunitensi esclusero il movente terrorismo, portando dopo ore dall'accaduto tale tesi ancora avanti. Le autorità statunitensi in merito non si smuovono troppo. La notizia del coinvolgimento di Paddock nel fondamentalismo islamico venne immediatamente riportata da Rita Kazt sul suo profilo twitter. siteintelgroup



Il massacro di Las Vegas è riconducibile ad un sacrificio umano portato avanti da gruppi di potere sovranazionali, elite al potere in combutta con i neoconservatori presenti da decenni nell'establishment politico e militare di oltreoceano a guida israeliana. La strategia è la stessa, la tensione aumenta e il governo deve dare risposte concrete. Il più grande massacro nella storia degli incidenti di fuoco in america. Un paese sotto scacco dall'apparato bellico industriale. Non penso sia obbligatorio ripetere per l'ennesima volta il divieto di libera vendita delle armi negli USA. Chiunque può liberamente acquistare armi e munizioni anche solo granzie ad un documento di riconoscimento (sai quante vittime causa tutto questo libero mercato) Nei primi 9 mesi del 2017 contiamo: 11572 morti per arma da fuoco, 23365 feriti per arma da fuoco, 271 sparatoria di massa, 1508 feriti non intenzionati e infine 2971 ragazzi/adolescenti coinvolti in incidenti. Numeri impressionanti per una delle prime democrazie al mondo e dati alla mano (in basso). I dati sono riportati originariamente qui. Tutto addobbato dal sistema di intelligence. Le maschere a Las Vegas sono cadute definitivamente.

mercoledì 27 settembre 2017

Il Kurdistan aiuterà Israele in un lungo nuovo conflitto

'Israeli flags won’t save you': Erdogan threatens Iraqi Kurds with famine over referendum

Il conflitto in Siria ha incoronato vincitori le strategie militari condotte da Assad e Putin su di una delle scacchiere più importanti nella geopolitica internazionale. Adesso però Tel Aviv dovrà riscattare ciò che ha perso durante il conflitto a Damasco. Come ? Semplice. Aprire un nuovo fronte, ma questa volta che duri un pochino in più. Contando sempre sull'appoggio incondizionato di NATO, USA e Arabia Saudita, forse la Turchia. Erdogan sta rimescolando le carte sul tavolo, rimasto in disordine dalle precedenti azioni fatte e dalle parole dette. Sia Erdogan e sia Netanyahu hanno ottimi rapporti con forze curde (presenti anche in suolo siriano durante il conflitto) ma sopratutto con un certo Masoud Barzani, governatore da anni del Kurdistan. Come il buon Maurizio Blondet pochi giorni fa ha riportato, "l'odore dei soldi li affratella". Erdogan sta per tradire nuovamente ?

Un qualcosa fa sospettare grossi movimenti dietro le quinte, i burattinai muovono i fili per innescare l'ennesima opera teatrale, tutto a spese dei contribuenti americani, europei ( di tutti gli occidentali). Questa volta però l'esca è l'Iran. Che in collaborazione con Mosca ha dato man forte a Bashar Al Assad per sbarazzarsi del fondamentalismo propugnato da Daesh con il totale appoggio strategico, militare e finanziario delle camere e degli uffici del Pentagono. I mezzi a disposizione di Israele sono scarsi o nulla per agire indisturbato. Ecco però che ad un certo punto della storia dell'umanità spunta fuori l'indipendenza tanto voluta dagli amichetti a stelle e strisce del Kurdistan.

Questo accomunamento reciproco tra Erdogan e Masoud, come riportato precedentemente, sta per svanire ? Erdogan è davvero così fuori di testa nel rimanere i curdi iracheni senza viveri ? Lo ha dichiarato realmente. "Sarà finita quando chiuderemo i rubinetti di petrolio, tutti i loro ricavi scompariranno e non potranno trovare cibo quando i nostri autocarri non transiteranno per l'Iraq settentrionale". Secondo Erdogan, continua l'articolo, Israele non fa abbastanza pressione sulla comunità internazionale. Erdogan, Israele e i curdi.

Erdogan sta per far svanire il sogno erotico che accomuna molte menti sovversive e molti culi che da Washington si estendono nell'Europa dei gessetti. O forse no ? Su questo staremo a vedere, è inutile tirare conclusioni affrettate che potrebbero rivelarsi poi errate. Sappiamo però con certezza che Tayip Erdogan riesce a partorire idee molto bizzarre. Vedesi il golpe nel luglio del 2016, poi smontato nell'arco di poche ore.

Ricapitolando. Il Kurdistan adesso è in tutti i modi e in tutti i sensi una vera e propria roccaforte per Israele. D'altronde Netanyahu schiererà a disposizione di Masoud circa duecentomila israeliani a servizio del Kurdistan, come riportato da Thierry Meyssan, è sin dall'inizio degli anni '60 che gli ebrei hanno regolarmente un piede nel Kurdistan. Per Tel Aviv il Kurdistan è una base strategica e di una importanza fondamentale per dirigere il nuovo conflitto che a breve si aprirà nelle vicinanze. Verso l'Iran, il cui piano sul nucleare è in fase di decadenza. Cosa che irrita le menti di Langley. Le pressioni sull'Iran diventano sempre più grosse giorno dopo giorno. Intanto però, sulla costa est africana, la Repubblica Popolare Cinese avvia esercitazioni militari in Gibuti.



Qualcosa di grosso si prepara ad esplodere, immediatamente. Se tutto ciò avverrà la risposta internazionale di Cina e Russia non si farà attendere. Blondet pone una domanda: "Pechino sa qualcosa che noi ignoriamo ( o sospettiamo)".

martedì 5 settembre 2017

La Nord Corea è il trampolino di lancio dello stato profondo verso Pechino

Immagine correlata

Mentre le tensioni tra Kim Jong Un e il pupazzo del elite a stelle e strisce, seduto sulla sua bella poltroncina nello studio ovale di Washington Donald, continuano c'è chi annaffia il web (quello riconosciuto dalla comunità internazionale) di ipotesi, teorie o possibili scenari riguardanti la crisi diplomatica tra le due potenze aventi capacità nucleari (chi nega la capacità nucleare nordcoreana è semplicemente uno stolto), mi limito ad esporvi la mia di opinione.

Voglio però rinfrescarvi la materia grigia con un non vecchia notizia, di pochi mesi fa, riguardante una presunta operazione di controspionaggio da parte di Pechino verso l'intelligence statunitense. La notizia riportata da una nota testata mediatica francese, La tribune, riportato da me medesimo sul mio blog (tradotto ovviamente) intitolato Come Pechino ha smantellato la rete della CIA in Cina descrive le modalità con cui un gruppo di controspionaggio cinese abbia nel mese di maggio abbattuto uno dei maggior sistemi di spionaggio mondiale, volto alla distruzione dello status quo politico cinese, spina nel fianco in Asia dell'aquila atlantista.

L'articolo francese riportava: "Una delle lacune più difettose nel lavoro dell'intelligence americana degli anni passati" secondo fonti investigative del New York Times (originaria fonte della notizia), Pechino avrebbe eliminato "almeno una dozzina di agenti della CIA" tra il 2012 e il 2012, secondo il New York Times ..... l'articolo continua.... "secondo un'inchiesta della FBI, degli informatori della CIA sarebbero stati molto imprudenti, percorrendo le stesse strade per raggiungere le fonti in un ristorante addobbato di microfoni dell'intelligence cinese".

Dinanzi a tale gesta non ci resta che applaudire al dragone cinese.

Resta pur sempre il nodo da sciogliere sulla questione coreana. Con la notizia riportatavi da prima (inserendo le fonti della notizia, ovviamente notizia non riportata da nessun media occidentale) lascio in voi qualche piccolo dubbio o no ? Quanta fretta nello smantellare la Cina di Xi Jinping ? Il vero obiettivo è la Nord Corea ? Membro, ricordiamolo, dell'asse del male imposto dagli USA negli anni 2000.

Tutto questo sbraitare incessante intorno alla questione Kim non è nient'altro che la voglia incessante del Deep State (stato profondo/occulto) statunitense di abbattere le strategie di politica estera e militari della Cina. Fautore, assieme alla Russia, dello sviluppo della Banca dei Brics, della Shanghai Organizzation and Cooperation (SCO) e dei continui sviluppi quella questione africana, vedesi Angola. Donald Trump, sappiamo benissimo che è ormai divenuto il pupazzo preferito dello stato profondo statunitense, che ha spostato le sue attenzioni nell'Estremo Oriente, sapendo benissimo che il governo siriano di Bashar Al Assad abbia (fortunatamente) vinto la guerra interna. Quindi tranquilli, è solamente l'ennesimo tentativo degli ubriaconi americani di rovesciare uno governo indipendente da qualsiasi altro pupazzaro mondialista. Gli USA sanno benissimo che Pyogyang è un governo inespugnabile, ma che faccino attenzione, Kim ha ordigni capace di radere al suolo il Texas e anche la Cina può.

domenica 3 settembre 2017

Deir Ez Zour liberata nelle prossime 24 ore ?

Le notizie, se pur scarse, arrivano con tempestivo anticipo rispetto ai classici media internazionali portatori di fake news. Dalle prime ricostruzioni e notizie che dalla Siria ci giungono, le truppe regoli siriane sono a pochi chilometri dalla città (occupata precedentemente dai miliziani dello Stato Islamico) di Deir Ez Zour.

Le notizie in merito all'avanzata di truppe militari siriane arriva da questo profilo twitter, https://twitter.com/IvanSidorenko1, che da prima riportava l'entusiasmo che si respira nelle strade della cittadina.

Da notizie riportate anche da questo profilo social in lingua nostrana, https://www.facebook.com/federicopieraccini, qualcosa si muove in quelle zone. Festeggiamenti imperversano per le strade. Le truppe, secondo l'account, distano a solo 10 chilometri dalla città siriana.


La foto riportata sopra è tratta dall'account arabo di Tartus News. Come possiamo ben notare i festeggiamenti, citati dai vari account social, sono iniziati. Le truppe quindi sono molto vicine a Deir Ez Zour. Molto probabilmente irromperanno in città nelle prime ore della giornata di domani. 

Cito l'account social di Federico Pierracini ed le sue seguenti parole. https://www.facebook.com/federicopieraccini/////posts 

Un'altra parte di Siria viene liberata in queste ore. Come dichiarato poc'anzi, la città verrà liberata dalla morsa dei ratti fedeli al dollaro nelle prossime ore. Che Dio benedica i seminatori di pax. 

mercoledì 30 agosto 2017

Il Kazakhistan può prevenire la guerra nucleare

Un impianto di stoccaggio nucleare in Kazakihstan è un richiamo tempestivo a Russia e Stati Uniti che devono collaborare sul palcoscenico internazionale.

Questo martedì, un evento si è svolto nel Kazakhistan orientale che non ha fatto il giro delle principali testate giornalistiche e mediatiche internazionali. Tuttavia, il significato dell'evento non dovrebbe essere sottovalutato.

Il 29 agosto, l'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica apre ufficialmente presso l'impianto metallurgico Ulba di Ust-Kamenogorsk. La data non era casuale. Lo stesso giorno del 1991, il sito sperimentale nucleare dell'Unione Sovietica, il sito di Semipalatinsk, fu chiuso e l'ONU ha successivamente dichiarato quella data come giorno contro i test nucleari. L'idea di stabilire centri per lo stoccaggio del nucleare risale ad almeno 20 anni fa. Qual'è il modo migliore per creare un meccanismo che garantisca l'approvvigionamento di uranio a paesi che rispettano il regime della non proliferazione nucleare, ma per ragioni politiche, non hanno accesso ai mercati globali di uranio ?

Otto anni fa, la Russia presentò una proposta nell'istituire una riserva di uranio a basso arricchimento in Angarsk conservando fino al 2010 l'intera quantità di combustibile nucleare (oltre 120 tonnellate).

Il presidente del Kazakhistan Nusultan Nazarbayev è uno degli avversari più coerenti e persistente alle arme nucleari. Va notato anche il ruolo svolto dall'ex senatore statunitense Sam Nunn. Da decenni è stato all'avanguardia nel combattere la minaccia della guerra nucleare.

The Moscow Times

mercoledì 23 agosto 2017

Il vecchio che avanza e l'eclissi

Il Pakistan definisce la nuova strategia annunciata dal Presidente degli Stati Uniti sull'Afghanistan e il Pakistan "deludente", dichiarando che le affermazioni di Trump ignorano gli enormi sacrifici portati avanti dal Pakistan in guerra contro il terrorismo. Il ministro degli esteri del Pakistan ha dichiarato che nessun paese al mondo ha fatto più del Pakistan per contrastare la minaccia del terrorismo.

"Nessun paese nel mondo ha sofferto più del Pakistan nel flagello del terrorismo. E' quindi deludente che la dichiarazione politica statunitense ignori gli enormi sacrifici della nazione pakistana in questo atto", dichiarazioni rilasciate mercoledì. In precedenza Trump annunciando la nuova politica statunitense sull'Afghanistan e nell'Asia meridionale, dichiarò che il Pakistan contiene e terroristi. Per quanto riguarda, il Pakistan non consente l'uso del suo territorio contro nessun paese, queste le dichiarazioni del ministro degli esteri pakistano.

L'ambasciatore USA in Pakistan, David Hale

Iranian News Agency

Nella campagna elettorale, Donald Trump dichiarò che gli USA, nel conflitto in Afghanistan, persero molte forze (tra uomini e denaro). Mesi dopo lui stesso è pronto ad una nuova (ma vecchia) strategia, che vedrà impegnati (congiuntamente) mercenari e solati regolari.

Gli USA in Pakistan hanno basi di reclusione e addestramento per jihadisti. Il Pakistan è una nazione tartassata da continui attacchi di matrice islamica. L'attacco false flag a Lahore.

Secondo Claudio Bertolotti, analista strategico ed ex capo del contro-spionaggio della NATO in Afghanistan: "il paese produce circa il 90-92 per cento dell'oppio mondiale e questo contribuisce ad alimentare uno stato di guerra. Tanto più oppio si possiede e si riesce ad immettere nel mercato del narcotraffico, tanto più denaro per acquistare armi si riesce ad ottenere: un armamento ricco significa maggior controllo del territorio".

L'eclissi solare dell'Oregon segna una nuova era, un nuovo (vecchio capitolo) si ripropone alla comunità internazionale.


Da notare la bandiera sul muro. Un film del 2008.