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Probabile ennesimo falso attacco chimico vicino Damasco, Ayn Tarma

Attenzione: Ennesimo attacco chimico (con molta probabilità falso) avvenuto in territorio siriano. La notizia non è stata, momentaneament...

martedì 28 giugno 2016

Esplosione a Istanbul - Aggiornamenti



Almeno due esplosioni sono state riportate all'Aeroporto Ataturk di Istanbul. Molte persone sono rimaste ferite, secondo i media turchi.

Secondo dei media turchi, sono stati attacchi terroristici che prendono in bersaglio due ubicazioni separate dell'aeroporto.

Russia Today

giovedì 16 giugno 2016

La sparatoria ad Orlando è una false flag


Un giornalista Daniel Hopsicker scrive che il padre di Omar Mateen è un amico di lunga data della CIA, il cui show televisivo riceve finanziamenti da Voice of America.



Solito copione. L'assalitore era già noto alle autorità statunitensi prima dell'attacco.


Sitora Yusufiy, che era sposata da poco tempo con Omar Mateen, "l'assalitore di Orlando".

L'ex moglie di Omar Mateen, ha dichiarato al Washington Post che Omar Mateen ha lavorato presso una struttura di detenzione giovanile G4S vicino a Fort Pierce. I dipendenti della società sono stati accusati di aver abusato sessualmente di giovani ragazzi nei centri in cui lavoravano. Una guardia di sesso maschile fu arrestata nel 2014 con l'accusa di aver abusato sessualmente due ragazzi adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17.


Foto di Omar Mateen del 2001, alla High School a Stuart, Florida.

Alcuni anni fa, "Omar Mateen pranzava regolarmente con una drag queen in un ristorante chiamato Ruby Tuesday.". Omar Mateen fu indagato per ben due volte dall'FBI.

Un'altro uomo malato di mente armato dall'FBI.

"Le forze dell'ordine statunitensi hanno annunciato un'altro arresto ... dopo aver armato loro stessi l'uomo malato di mente e di accusarlo poi di detenere armi"Le forze dell'ordine statunitensi conoscevano l'attentatore prima della sparatoria.

Omar Mateen lavorava per G4S.

Aanirfan

mercoledì 15 giugno 2016

L'assalitore di Orlando ha lavorato per la società di sicurezza coinvolta nelle polemiche in Israele


G4S, la più grande società di sicurezza al mondo, ha recentemente annunciato che stava svolgendo le sue attività in Israele in Cisgiordania. G4S, è un gruppo di protezione britannico, non israeliano, come è stato erroneamente sostenuto da alcuni cercando di disegnare un collegamento tra Mateen e lo stato ebraico come se il massacro di Orlando sia stato "un'operazione del Mossad". Tuttavia, nonostante il fatto che non esista una connessione tra Mateen e Israele, questo non significa che non vi è alcuna connessione tra le sue azioni e gli individui potenti/istituzioni che hanno interessi in queste azioni. G4S, proprio come altri gruppi di sicurezza correlati, come i Blackwater, sono nidi di ex (forze speciali che si impegnano in genere in assassinii ed altre operazioni irregolari) militari. Ogni individuo che si applica ad un tale gruppo di lavoro è immediatamente controllato non solo per gli scopi dichiarati di tale gruppo di protezione, ma anche per le altre attività che non rientrano nei normali parametri di cauzione dei servizi offerti dal gruppo.



Theuglytruth/Wordpress

giovedì 9 giugno 2016

False Flag e Inside Job a Tel Aviv

 
Mohammad e Khaled Muhamra i capri espiatori probabilmente rapiti dagli israeliani.

Un poliziotto a Tel Aviv ha accidentalmente invitato i terroristi a casa sua.

Secondo un portavoce della polizia di Tel Aviv:

Il poliziotto e sua moglie si stavano godendo una giornata fuori.

Il poliziotto ha sentito degli spari e si è diretto verso Sarona.

Poi il poliziotto e sua moglie si sono incamminati verso le vicinanze della loro abitazione.



Più tardi, il poliziotto ha capito del suo errore ed è tornato nel suo appartamento per arrestare il terrorista.

Un poliziotto a Tel Aviv ha invitato il terrorista a casa sua.



L'8 giugno 2016, quattro persone sono state uccise in una sparatoria, a Tel Aviv, presso il centro commerciale Sarona.  

I rapporti iniziali indicano che i due assalitori "erano vestiti come ebrei ultra-ortodossi.

I terroristi hanno agito come semplici clienti abituali.


"Al secondo numero 29, sembra tutto finto. Gli uomini armati non sembrano prendere a chiunque. L'uomo con la t-shirt blu sembra che stia per battere deliberatamente le cose".

Testimoni oculari hanno detto che "i terroristi erano vestiti con camicie bianche, cravatte e pantaloni neri".



Sopra osserviamo tunnel segreti sotto il complesso commerciale di Sarona.

Questi tunnel sono stati utilizzati dai militari israeliani.

Il complesso di Sarona a Tel-Aviv ha da tempo ospitato segreti di Israele

C'è il sospetto che questo attacco al complesso di Sarona sia stato un lavoro interno, sotto falsa bandiera.

Ci fu una sparatoria il 1 gennaio 2016 a Tel-Aviv.

Israele sotto falso attacco.

"Fonti di polizia hanno dichiarato che l'assalitore di Tel Aviv è un arabo-israeliano di 29 anni, residente a Wadi Ara nel nord di Israele".

Il sospettato è stato riconosciuto dalle forze di sicurezza. L'11 dicembre 2015, Rami Adeeb Milhem, fu arrestato dai militari israeliani. Soldati Israeliani arrestano 8 palestinesi. 

La polizia ha dichiarato che una copia del "Corano" è stata ritrovata nello zaino dell'assalitore. 2 morti, nella sparatoria di Tel Aviv. 

Israele sotto falso attacco.



"La stessa polizia dichiara che il padre dell'attentatore aveva riconosciuto il figlio nel cortometraggio dei sistemi di sicurezza di un super mercato e avrebbe chiamato la polizia."

Israele sotto falso attacco.

With the suspect still at large, police declined to offer a motive

mercoledì 8 giugno 2016

Tentato colpo di stato in Kazakistan ?


Una serie di eventi fa riflettere. Tra un attacco di terroristi cosiddetti islamisti ad Aktobe all'arresto di persone influenti per tentato colpo di Stato, la situazione è particolarmente tesa in Kazakistan. Delle informazioni diffuse contemporaneamente dai media, non è possibile dire se siano correlate. 

Un gruppo di terroristi che si ritengono islamisti, attaccava la città di Aktobe, centro amministrativo occidentale


Il 5 giugno, un gruppo di individui  derubava due negozi di armi, uccidendone i proprietari e sequestrava un autobus e un’auto della polizia, per poi attaccare un edificio della Guardia Nazionale, prendendo ostaggi, e varie stazioni di polizia in tre quartieri della città, causando 6 morti, 3 civili e 3 poliziotti, e una dozzina di feriti. L’operazione antiterrorismo fu lanciata, i terroristi furono identificati, due arrestati e cinque eliminati.

Un gruppo di figure influenti del regime viene arrestata per tentato colpo di Stato

Il Comitato di Sicurezza Nazionale annunciava il 6 giugno che un gruppo di alti funzionari e militari veniva arrestato perché sospettato di aver organizzato un tentativo di rovesciare il regime. Tra costoro si segnalava la presenza del maggior-generale Doskalev, dell’ex-primo vicedirettore della regione meridionale del Ministero degli Interni Ajtbekov, dei membri del comando della regione meridionale del Dipartimento della Difesa B. Jumin e K. Pernebaev e dell’ex-viceprocuratore generale ed ex-membro del Consiglio costituzionale Ilija Bakhtibaev. E quest’ultimo è interessante perché già alcuni anni fa presiedette ad Almaty una tavola rotonda organizzata dall’ODIHR dell’OSCE, con vari personaggi statunitensi, sull'indipendenza della magistratura in Kazakhstan. Va detto che è normale in tali strutture.

Un affarista arrestato per aver tentato di costituire un governo parallelo

L’elemento finale di tale strana saga è la comparsa sui media di un uomo arrestato a fine gennaio 2016. L'affarista Tulechov che organizzò in diverse città del Kazakistan varie manifestazioni, avendo come pretesto la riforma agraria. L’obiettivo era destabilizzare il governo con manifestazioni organizzate e violenze, permettendo di creare un governo parallelo chiamato a prendere il posto del governo ufficiale delegittimato. Ogni riferimento a fatti e personaggi reali non è casuale…Qui, però, il collegamento avviene col gruppo di ufficiali e soldati arrestati il 6 giugno.

Che dire?


Sembra che diversi scenari su una “successione” vengano attuati. Una sorta di prova generale per testare la resistenza del regime del Presidente, ben lontano dall'essere anti-americano, N. Nazarbaev, vedendo quali tipi di azione siano più efficaci o come combinarli. Vedere come il regime reagisce e quali siano i suoi limiti. Tali informazioni permettono di adattare alle esigenze locali le ben collaudate tecnologie delle “grandi rivoluzioni popolari democratiche pro-europee”, di cui si conoscono i risultati disastrosi nei Paesi che hanno avuto la debolezza di accettare.

PS: Nella cerimonia del 9 maggio, il Presidente kazako Nazarbaev fu tutto il giorno a fianco del presidente russo, a non più di un metro.

Russie Politics

giovedì 2 giugno 2016

Operazione psicologica nel campus di Los Angeles



"È finita con due morti, tra cui lo stesso assalitore, la sparatoria all’università UCLA di Los Angeles. A confermarlo è stato il Dipartimento di polizia della città, che ha dichiarato “concluso” l’attacco al campus.

In un primo momento le forze dell’ordine si erano limitate a parlare di “vittime”, senza specificare se si trattasse di persone decedute o rimaste ferite. Citando sempre le forze dell’ordine, il giornale dell’Università aveva anticipato il fatto che fossero entrambe persone di sesso maschile.

Il capo del Dipartimento di polizia di Los Angeles, James Herren, non aveva escluso l’eventualità che una delle due vittime fosse lo stesso assalitore".


"James Herren"

Strano come non si abbia una sola foto dell'assalitore, tenedo conto del fatto che il campus abbia un sistema di video sorveglianza interno. 

"Un portavoce delle forze dell’ordine aveva in precedenza riferito di un massiccio spiegamento di unità speciali e invitato a tenersi alla larga dall’area".

Come nella sparatoria di Nashville anche qui i media tendono a spostare l'attenzione dell'opinione pubblica verso le truppe d'assalto, ben attrezzate. A dimostrazione del fatto che in realtà la nazione sia veramente in pericolo.

"Immagini delle telecamere a circuito chiuso dell’Università, twittate da una giornalista della CNN, avevano mostrato gli uomini delle unità speciali all’interno della struttura".

Quindi, ricapitolando:

1) non esiste alcuna immagine dell'assalitore, autore della sparatoria nel campus di Los Angeles, anche se la struttura del campus disponesse di sorveglianza interna;

2) truppe ben aquipaggiate fanno irruzzione nella struttura univeristaria sceneggiando molto probabilmente l'ennesima operazione psicologica.

Tutto ciò è riconducibile alla solita politica condotta da membri del governo USA in collaborazione con l'NSA e con una sezione deviata della CIA, al fine di spingere l'opinione pubblica statunitense ad accettare le restrizioni di privacy e democrazia.