venerdì 26 maggio 2017

Come Pechino ha smantellato la rete della CIA in Cina

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"Una delle lacune più difettose nel lavoro dell'intelligence (americana) degli anni passati", secondo le fonti intervista dal New York Times (Reteurs). Pechino avrebbe eliminato "almeno una dozzina di agenti della CIA" tra il 2010 e il 2012, secondo il New York Times. Obiettivo: smantellare sistematicamente il personale dispiegato dai servizi segreti statunitensi.

Una scossa a Washington. Tra il 2010 e il 2012, la Cina ha riferito di aver ucciso "almeno una dozzina di agenti della CIA", riporta un sondaggio del New York Times pubblica questo fine settimana. Uno di loro sarebbe stato giustiziato nel cortile di un edificio governativo per mandare un messaggio ai suoi colleghi. Parallelamente, sarebbero state imprigionate tra le sei e le otto reclute dell'agenzia di Intelligence degli Stati Uniti. La parola d'ordine data da Pechino: smantellare la rete segreta americana di servizio su territorio cinese durante l'operazione di controspionaggio.

"Questa è una delle peggiore brecce nel lavoro dell'informazione (americana) degli ultimi decenni", confidando al quotidiano determinate informazioni. Certi era persuasi dal fatto che una talpa si trovava all'opera e che aveva tradito gli Stati Uniti quando gli altri pensavano fosse stata una pirateria del sistema informativo delle fonti cinesi. Alcuni anni più tardi il dubbio è stato sollevato, afferma il New York Times.

Una "grande vittoria" per la Cina.

Secondo un'inchiesta della FBI, degli informatori della CIA sarebbero stati molto imprudenti, prendendo sempre le stesse trade per raggiungere le fonti di informazione cinesi ... Facilitando così le spie cinesi, "alcuni ufficiali hanno incontrato le proprie fonti in un ristorante addobbato con microfoni di agenti cinesi". Anche determinati server stavano lavorando per il controspionaggio cinese. Mentre il numero di informatori in carica era in declino, l'amministrazione Obama era preoccupata per la mancanza di informazioni da Pechino.

"Se questo articolo dice la verità, vorremmo applaudire per le attività di controspionaggio della Cina", ha dichiarato un editoriale vicino al Global Times, un nazionalista vicino al partito comunista cinese. Non solo la rete di spionaggio della CIA è stata smantellata, ma Washington non ha idea di cosa sia successo. Ma può essere considerata una grande vittoria".

La Tribune

giovedì 25 maggio 2017

L’attentatore di Manchester era vicino ai servizi segreti inglesi

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Contrariamente alla stampa o ai genitori, Salman Abadi Labidi, presunto attentatore sucida di Manchester, non era un profugo, ma aveva beneficiato di uno dei tanti programmi speciali di protezione dei servizi segreti inglesi. Salman era nato da genitori libici, prima di essere reclutato dagli inglesi. La sua copertura fu bruciata accidentalmente da un parente della moglie, Samia Tabal, poco dopo il fallimento di una vasta operazione dell'esercito libico per uccidere Muammar Gheddafi. Quest'ennesima congiura contro Gheddafi innescò non solo una delle più grandi purghe nei servizi di sicurezza, ma la dissoluzione delle Forze Armate libiche, sostituite da ciò che Gheddafi chiamò "popolo in armi", concetto vagamente ispirato ai sistemi svizzeri e svedesi di difesa logistica e che si rivelerà fatale nel 2011, quando la Libia fu attaccata dalla NATO. Ufficialmente, Abadi fuggì dalla dittatura di Gheddafi rifugiandosi nel Regno Unito.

Gli Abadi risiedettero prima a Londra, prima di trasferirsi nel sobborgo di Manchester dove risiedette per oltre un decennio. Come molti giovani delle periferie delle città europee, Salman crebbe senza riferimenti e mostro particolare entusiasmo verso la cosiddetta "Primavera Araba" al punto di voler unirsi ai ribelli libici. Ciò naturalmente attirò subito l'attenzione dei servizi segreti inglesi responsabili della perlustrazione delle periferie in cerca di candidati disposti a sacrificarsi in battaglia contro i nemici di Sua Maestà, in nome di Allah. L'attentatore suicida che ha colpito il concerto pop di Manchester causò 22 morti e 50 feriti, secondo un rapporto delle ultime ore. La polizia inglese rivelata rapidamente l'identità del presunto terrorista, suggerendo che non fosse solo conosciuto, ma supervisionato dagli agenti che seguivano l'ambiente dalla quale proveniva. Questi dettagli non sono stati trasmessi dai media europeo e probabilmente non lo saranno mai. La ragione di stato lo chiede.

Strategika51

martedì 23 maggio 2017

Ennesimo remake del terrore



Strano, ma vero. La security predisposta per il sistema di sicurezza all'esterno del botteghino alla Arena di Manchester, durante il concerto, non era presente ore prima dell'attacco che si sarebbe poi consumato poco dopo. Un episodio già visto prima. Al Bataclan di Parigi nelle stragi di novembre ? Chiunque quindi avrebbe avuto strada spianata per compiere qualsiasi offensiva, causando vittime. Stessi attori e stesse scenografie. Ma per i teorici della coincidenza è semplice paranoia.

Bataclan, Parigi

Le solite esercitazioni anti-terrorismo. 

A volte è al quanto difficile distinguere la realtà dal inverosimile o addirittura dalla finzione, da un fantoccio, da una messa in scena. Ciò che oggi i media occidentali ci pongono quotidianamente è un fazzoletto di menzogne con il solo fine del controllo sociale dell'opinione pubblica, ormai in letargo.

Loro ci offrono l'ennesima opera teatrale che agli occhi di pochi sembra evidentemente falsa. Le incongruenze con il proseguire lento delle ore sbalzeranno agli occhi dei meno abbienti a tutto ciò immediatamente, senza rendersene conto.

Ma ritornando all'attacco ...

Come ogni attacco terroristico che si rispetti è puntualmente accompagnato, precedentemente, da esercitazioni anti-terrorismo. Con l'ausilio delle rispettive organizzazioni istituzionali. Membri dei servizi di sicurezza, polizia locale, soccorsi sanitari e reparti di sicurezza competenti. Anche Manchester, teatro dell'ultimo attacco di terrore, è stato circa un'anno fa luogo di una simile esercitazione. Finto attacco, finte vittime.


I social come strumento di propaganda.

Anche Youtube nel mirino dello "spietato" Stato Islamico (o come volete chiamarlo, ISIS, ISIL, IS, SIIL). Un numero quasi indescrivibile di filmati riguardanti le atrocità condotte dai miliziani sono all'ordine del giorno reperibili da ogni utente, di ogni età ovviamente, su la maggiore piattaforma multimediale internazionale. Chiunque può navigare liberamente su Youtube, senza ostacoli di nessun genere e senza censura. Ricercare, utilizzando anche semplici parole in lingua inglese e non per forza in lingua araba, filmati propagandisti targati Stato Islamico. Ne censura ne avvisi di protezione vi compariranno sul desktop durante la visualizzazione. Un passo in avanti per il fondamentalismo "islamico" che si accinge nel proseguire la sua ininterrotta conquista del mondo occidentale. 

Anche Facebook e Twitter fanno la loro parte, Rita Katz ringrazia vivamente. 


Chi è in realtà Rita Katz.

In modo tempestivo i maggiori social al mondo riescono, anche essi senza opporre censura, nella diffusione di materiale inerente all'ultima strage che si consumerà dopo qualche ora nel cuore della cittadina britannica di Manchester, coinvolgendo più di 100 persone, contando 22 decessi e più di 70 feriti, qualcuno grave. Messaggi di utenti, raffiguranti simboli inneggianti alla distruzione della razza occidentale o della scalata alla vittoria dello Stato Islamico nel quadro occidentale, riempiono le bacheche degli utenti del social, ignari dinanzi a tutto ciò o a quello che accadrà poche ore dopo.



Chi controlla loro, ha inesorabilmente il controllo sui maggiori social e media mondiali. Dettando leggi ben precise ognuno svolge il proprio ruolo. Quanta rabbia nel pensare che cose del genere potrebbero gettare nel baratro del terrore la quotidiana opinione pubblica politicamente analfabeta e cieca dinanzi all'ennesimo remake del terrore.

domenica 21 maggio 2017

Il censore ragazzino, premiato dal regime

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Vaccini insicuri (e i vaccini non sono sicuri e non sono testati almeno nella forma combinata con cui vengono somministrati ai nostri bambini) uccidono o danneggiano per sempre, è successo e continua a succedere come provano inequivocabilmente i programmi di risarcimento (inadeguati, e a seguito di farmacovigilanza passiva ed ostacolata) previsti per legge, la stessa che vorrebbe imporre trattamento sanitario obbligatorio per tutti contravvenendo al Codice di Norimberga.

Informasalus.it

mercoledì 17 maggio 2017

Mi sono perso qualcosa ?


Scherzano con il fuoco, si faranno del male. Sono quelle cose, quelle notizie, da prendere con le pinze perché forse rappresentano solamente semplice propaganda o perché il solito cartello mediatico le piazza dinanzi ai nostro occhi rendendole credibili o meno. Ma tutti abbiamo capito una cosa. I media di mezzo mondo hanno il coltello dalla parte del manico. Quel senso di onnipotenza li rende i sovrani della libera informazione, etichettando quella piccola parte, di cui io medesimo penso di farne parte, come fautori del sistema disinformativo che predomina le menti di una parte (quella piccola parte) dell'opinione pubblica. Navigo sul deep web (ironicamente) e leggo svariate cose. Una in particolare mi salta immediatamente agli occhi. Spero, come riporta anche Maurizio Blondet, sia solo un futile allarmismo di qualche scrittore. Una probabile mira nucleare è pronta sulla Russia.

Ecco alcune fonti di notizia:

America’s Top Scientists Confirm: U.S. Goal Now Is to Conquer Russia (notizia del 4 maggio 2017);

How US nuclear force modernization is undermining strategic stability: The burst-height compensating super-fuze (notizia del 1 marzo 2017).

Esistono davvero menti contorte brave a partorire queste tremende idee ? Purtroppo si. E Mordor (la terra del male nella trilogia di Tolkien) è rappresentato da Washington. Unico protagonista nella tempesta di caos che predomina lo scenario internazionale. Ovviamente con osservanza dello stato di Israele, leader supremo nel controllo globale. Questa schizofrenia politica occidentale non condurrà da nessun parte se non ad un baratro infuocato. Calmate gli animi, placate le vostre voglie di riscatto ideologico, la nostra probabilmente, lo spero, sarà la solita paranoia e con questo mi rivolgo ai teorici della coincidenza. Intanto l'attacco statunitense alla penisola nord coreana si è rivelato un bluff ben architettato dai pochi fedelissimi dell'amministrazione Trump (e pensare che la CIA ci sia rimasta molto male ha un che di piacevole). Ovviamente le risposte dei servizi di sicurezza non si fanno attendere, riemerge lo scandalo Russiagate e gli entusiasmi della classe politica occidentale europea si sono nuovamente scagliati contro di lui, dispiaciuta da tutto ciò. Poverini, vero ?