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sabato 8 luglio 2017

Putin e Trump - Letture



Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato di aver discusso sulle crisi in Ucraina e Siria, la lotta al terrorismo e ai cyber crimini insieme alla sicurezza informatica nei suoi colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

"Ho avuto una lunga conversazione con il presidente americano. Molte domande sono state accumulate tra l'Ucraina e la Siria insieme ad altre questioni, anche questioni bilaterali", ha dichiarato Putin durante il suo incontro con il primo ministro Shinzo Abe. "Siamo tornati a discutere della lotta contro il terrorismo e la sicurezza informatica".

Putin si scusa con Abe per averlo fatto attendere circa un'ora.

"Io e lui (il presidente degli Stati Uniti) ti dobbiamo una scusa", ha dichiarato.

La riunione di 135 minuti si è svolta al margine del vertice del vertice dei venti ad Amburgo, Germania. Fino ad oggi i due leader avevano avuto solo conversazioni telefoniche.

All'inizio dei colloqui Putin e Trump si sono espressi in favore del dialogo. L'incontro è stato tenuto dietro le porte chiuse dove ne hanno preso parte solo i migliori diplomatici dei due paesi.

Tass/Russia News Agency

I migliori diplomatici russi commentano il primo incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump.

La conversazione tra il presidente russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump è stata molto specifica, ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov a seguito dell'incontro tra il presidente russo e quello statunitense.

"Questa è stata una conversazione molto lunga e specifica" ha dichiarato il primo diplomatico russo. "La mia impressione è che entrambi i presidenti, quello russo e statunitense, siano guidati dagli interessi dei due paesi".

"(Il Segretario di stato USA) Rex Tillerson ed io siamo stati incaricati di continuare la cooperazione tra i nostri ministri, sia direttamente e sia al Consiglio delle Nazioni Unite, sull'intero quadro dell'agenda internazionale, inclusa la penisola coreana", ha dichiarato.

"E' stato concordato di accelerare le procedure necessarie per le nomine dei nuovi ambasciatori, l'ambasciatore statunitense a Mosca e l'ambasciatore russo negli Stati Uniti", ha dichiarato il diplomatico maggiore.

"La situazione in Siria, Ucraina, nella penisola coreana, i problemi inerenti alla sicurezza informatica e una serie di altre questioni sono state discusse in dettaglio", ha dichiarato, aggiungendo che i due leader "hanno concordato su una serie di cose concrete".

Tass/Russia News Agency

venerdì 7 aprile 2017

Gli USA attaccano la base aerea siriana di Al-Shayrat



Nella notte i cacciatorpediniere degli USA Porter e Ross hanno lanciato 59 missili tomahawk sulla base aerea di al-Shayrat in SiriaLa votazione dell’attacco al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria non aveva portato a nulla, ed era stata rinviata a tempo indeterminato. Secondo il Pentagono, la Russia è stata avvertita dell’attacco sul territorio della base aerea siriana, su cui di primo mattino ha lanciato 59 missili Tomahawk, affinché i russi la sgombrassero, se c’erano.  La base aerea dal 2015 veniva usata come base di supporto per le VKS russe. Secondo i dati preliminari sono state danneggiate le piste e le infrastrutture e secondo i siriani 4 persone sono state uccise. La maggior parte del personale era stato evacuati prima dell’attacco, indicando la ricezione dell’avvertimento. La Bolivia in questa occasione ha chiesto di convocare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere l’aggressione degli Stati Uniti. L’Iran ha condannato l’attacco. L’Arabia Saudita li sostiene. Washington ha detto che la base aerea Shayrat veniva utilizzato dal'’Aeronautica della Siria per l'”attacco chimico” (non è difficile notare, nei fatti in questo caso, che ciò non significa niente). Il califfato dopo l’attacco missilistico lanciava un’offensiva a Homs est. Mosca ha reagito con dichiarazioni di delusione, a seguito di questo passo, e dovrebbe essere previsto un importante cambio dei rapporti USA-Russia. Alla luce di ciò, la probabilità di accordi innovativi ai colloqui Lavrov-Tillerson del 12 aprile sono al lumicino. Secondo fonti siriane, l’attacco alla base aerea di Shayrat rientra nelle operazioni dell'EAS (Esercito Arabo Siriano) contro il califfato nella liberazione di Homs e Palmyra. Secondo altri, i morti sono 5 e i feriti 7. Il Cremlino descrive l’attacco su Shayrat come tentativo di distogliere l’attenzione dalle numerose vittime degli attacchi aerei statunitensi in Iraq (nell’assalto a Mosul) e affliggeranno le relazioni USA-Russia. Il Presidente russo Vladimir Putin dice che l’aggressione degli Stati Uniti alla Siria, nazione sovrana, viola il diritto internazionale con falsi pretesti. 


Su questo, come riporta Ria Novosti ,il segretario stampa Dmitrij Peskov ha detto che “l’esercito siriano non possiede scorte di armi chimiche“. La distruzione di tutte le scorte di armi chimiche da parte delle Forze Armate siriane è stata confermata dalla OPAC, agenzia specializzata delle Nazioni Unite“, ha ricordato. “Allo stesso tempo, secondo Putin, il completo disprezzo dell’uso di armi chimiche da parte dei terroristi peggiora significativamente la situazione“, ha detto PeskovInoltre, il capo dello Stato vede la Siria colpita nel tentativo degli Stati Uniti di distogliere l’attenzione del mondo dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq. Il presidente russo ritiene che questo passo di Washington pregiudichi sensibilmente i rapporti USA-Russia, già in condizioni deplorevoli. “E soprattutto, secondo Putin, questo passo non ci avvicina alla meta finale della lotta al terrorismo internazionale, ma piuttosto crea un serio ostacolo alla creazione di una coalizione internazionale contro di esso, e nella risposta efficace a questo male mondiale che, tra l’altro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò come uno dei compiti principali durante la sua campagna elettorale“, ha detto PeskovLa Federazione Russa ha richiesto la ri-convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria. Israele e il Regno Unito hanno sostenuto gli attacchi degli Stati Uniti su Shayrat.



Cassad

mercoledì 8 giugno 2016

Tentato colpo di stato in Kazakistan ?


Una serie di eventi fa riflettere. Tra un attacco di terroristi cosiddetti islamisti ad Aktobe all'arresto di persone influenti per tentato colpo di Stato, la situazione è particolarmente tesa in Kazakistan. Delle informazioni diffuse contemporaneamente dai media, non è possibile dire se siano correlate. 

Un gruppo di terroristi che si ritengono islamisti, attaccava la città di Aktobe, centro amministrativo occidentale


Il 5 giugno, un gruppo di individui  derubava due negozi di armi, uccidendone i proprietari e sequestrava un autobus e un’auto della polizia, per poi attaccare un edificio della Guardia Nazionale, prendendo ostaggi, e varie stazioni di polizia in tre quartieri della città, causando 6 morti, 3 civili e 3 poliziotti, e una dozzina di feriti. L’operazione antiterrorismo fu lanciata, i terroristi furono identificati, due arrestati e cinque eliminati.

Un gruppo di figure influenti del regime viene arrestata per tentato colpo di Stato

Il Comitato di Sicurezza Nazionale annunciava il 6 giugno che un gruppo di alti funzionari e militari veniva arrestato perché sospettato di aver organizzato un tentativo di rovesciare il regime. Tra costoro si segnalava la presenza del maggior-generale Doskalev, dell’ex-primo vicedirettore della regione meridionale del Ministero degli Interni Ajtbekov, dei membri del comando della regione meridionale del Dipartimento della Difesa B. Jumin e K. Pernebaev e dell’ex-viceprocuratore generale ed ex-membro del Consiglio costituzionale Ilija Bakhtibaev. E quest’ultimo è interessante perché già alcuni anni fa presiedette ad Almaty una tavola rotonda organizzata dall’ODIHR dell’OSCE, con vari personaggi statunitensi, sull'indipendenza della magistratura in Kazakhstan. Va detto che è normale in tali strutture.

Un affarista arrestato per aver tentato di costituire un governo parallelo

L’elemento finale di tale strana saga è la comparsa sui media di un uomo arrestato a fine gennaio 2016. L'affarista Tulechov che organizzò in diverse città del Kazakistan varie manifestazioni, avendo come pretesto la riforma agraria. L’obiettivo era destabilizzare il governo con manifestazioni organizzate e violenze, permettendo di creare un governo parallelo chiamato a prendere il posto del governo ufficiale delegittimato. Ogni riferimento a fatti e personaggi reali non è casuale…Qui, però, il collegamento avviene col gruppo di ufficiali e soldati arrestati il 6 giugno.

Che dire?


Sembra che diversi scenari su una “successione” vengano attuati. Una sorta di prova generale per testare la resistenza del regime del Presidente, ben lontano dall'essere anti-americano, N. Nazarbaev, vedendo quali tipi di azione siano più efficaci o come combinarli. Vedere come il regime reagisce e quali siano i suoi limiti. Tali informazioni permettono di adattare alle esigenze locali le ben collaudate tecnologie delle “grandi rivoluzioni popolari democratiche pro-europee”, di cui si conoscono i risultati disastrosi nei Paesi che hanno avuto la debolezza di accettare.

PS: Nella cerimonia del 9 maggio, il Presidente kazako Nazarbaev fu tutto il giorno a fianco del presidente russo, a non più di un metro.

Russie Politics

martedì 29 marzo 2016

Putin: L'attacco suicida a Lahore è "barbarico"



Il Cremlino a Mosca ha emesso un comunicato stampa lunedì citando la condanna del Presidente russo Vladimir Putin per l'attacco a Lahore, in Pakistan, che ha ucciso almeno 70 persone e ferito più di 300 per l'attacco suicida.

Il comunicato stampa ha dichiarato che Putin "sostiene gli sforzi del Pakistan nella lotta contro la minaccia terroristica ... ed è interessato a rafforzare la cooperazione contro il terrorismo internazionale, a livello sia regionale che globale".

Il Presidente russo ha continuato nel dire che l'attacco a Lahore era prova della barbarie e disumanità del terrorismo, che non fa distinzione tra uomini, donne e bambini.

Funzionari di Lahore hanno dichiarato che almeno 29 bambini sono stati uccisi nell'attacco suicida in un parco divertimento improvvisato a Lahore, domenica.

Il Cremlino ha dichiarato che Putin avevo trasmesso le condoglianze del popolo russo al Presidente del pakistano Mamnoon Hussain e al Primo Ministro Nawaz Sharif.

Nel frattempo, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha espresso le condoglianze del suo paese per le vittime dell'attacco suicida.

Ha dichiarato che il suo paese si trova in solidarietà con il popolo del Pakistan nella lotta al terrorismo.

Lunedì, Sharif aveva annullato una visita programmata a Washington in seguito all'attacco di Lahore.

"I terroristi sono stati privati dei propri nascondigli, campi di addestramento e infrastrutture e ora i loro resti stanno attaccando obbiettivi soffici come istituti scolastici, luoghi pubblici e aree ricreative," ha dichiarato in un discorso televisivo.

"L'azione contro i terroristi continuerà affinché saranno responsabili dell'ultima goccia di sangue", ha continuato Sharif.

THE BRICS POST

domenica 28 febbraio 2016

Gli USA preparano un "rivoluzione colorata" in Russia ?

Per l'ex ambasciatore indiano M.K.Bhadrakumar "in Russia il governo si preparerà a settembre per un tentativo di rivoluzione colorata, durante le elezioni parlamentari".

La riunione annuale del servizio si sicurezza federale russo (FSB) che è l'organizzazione succeduta al vecchio KGB dell'era sovietica è un'importante occasione per prelevare le temperature delle relazioni tra est e ovest. (Il clichè della guerra fredda ancora una volta sta diventando utile). La presenza del presidente Vladimir Putin alla riunione dell'FSB era il marchio di garanzia venerdì a Mosca.

La parte più importante del discorso di Vladimir Putin è la sua dichiarazione in merito a determinate informazioni che FSB avrebbe con se sulle trame occulte dell'Occidente per tumulti in Russia durante le elezioni parlamentari ad ottobre. Putin non utilizzò il termine "rivoluzione colorata" ma lo insinuò.

Ai vari servizi segreti statunitensi e ai neocons piacerebbe certamente una rivolta in Russia. Ma le opportunità per un colpo di stato riuscito a Mosca sono piccole. Non esiste un'opposizione forte nel governo e un po di crisi economica non inciterebbe i russi verso lo stato. Loro avrebbero impiccato un giorno "si" e un giorno "no" Boris Yeltsin se fosse stato così.

Sarebbe molto più facile se gli USA accettassero la Russia così com'è. Ma questo potrà mai essere, corretto ?

Insieme, un scenario cupo è stato proiettato qui con riguardo alle relazioni tra gli USA e la Russia durante tutta la presidenza rimanente di Barack Obama. Il problema centrale per la Russia è che gli Stati Uniti d'America interferiscono con la propria politica interna per creare disarmonia politica ed indebolire il Cremlino, mentre lo costringe ad adottare politiche che sono in armonia con quelle globali statunitensi.

Gli USA non possono definire la Russia (o qualsiasi paese per tale argomento) in maniera così nazionalistica, presentando vento contrario contro le proprie strategie globali.

Trump Sanders vittorioso alla presidenza degli USA potrebbe dare luogo a relazioni più amichevoli con Mosca. Ma ci sono molti nelle varie burocrazie, specialmente in quella del Pentagono che ha il loro bilancio che dipende dalle relazioni ostili con la Russia e (Cina). Le loro voci saranno dure al silenzio. Questo rende più difficile risolvere le crisi in corso in Siria e Ucraina:

Putin ha preavvisato che Mosca distruggerà tutta la progettazione degli USA per istigare l'agitazione politica in Russia, qualunque cosa prevedesse. Qui fiducia su Putin. Quindi la grande domanda: Come potrebbe essere possibile indirizzate i conflitti regionali come Siria o Ucraina quando i due grandi poteri sono chiusi a chiave in una lotta esistenziale ?

Se il tentativo degli Stati Uniti è quello di creare un certo genere di difficoltà alle elezioni parlamentari a Mosca prevediamo un'intensificarsi dei conflitti, in Siria e Ucraina, durante l'estate.

Moon of Alabama


"Donald Trump e Michael Jackson"

mercoledì 27 gennaio 2016

Cosa succede realmente al petrolio ?



Se c’è un prezzo unico di una merce che determina crescita o rallentamento della nostra economia, è il prezzo del petrolio greggio. Troppe cose non si calcolano oggi riguardo il drammatico calo del prezzo mondiale del petrolio. Nel giugno 2014 il petrolio veniva scambiato a 103 dollari al barile. Avendo esperienza della geopolitica dei mercati del petrolio, sentivo una grande puzza. Vorrei condividere alcune cose che a me non dicono altro. Il 15 gennaio il punto di riferimento del prezzo commerciale del petrolio degli Stati Uniti, WTI (West Texas Intermediate),chiuse a 29 dollari, il più basso dal 2004. È vero, c’è eccesso di almeno qualche milione di barili di sovrapproduzione al giorno nel mondo, ed è così da più di un anno. È vero, la revoca delle sanzioni all'Iran porterà altro petrolio in un mercato saturo, aggiungendosi alla pressione al ribasso sui prezzi del mercato attuale. Tuttavia, alcuni giorni prima che le sanzioni USA e UE contro l’Iran venissero revocate, il 17 gennaio, Seyed Mohsen Ghamsari, capo degli affari internazionali della National Iranian Oil Company dichiarava che l’Iran “...tenterà di entrare nel mercato in modo da assicurarsi che l’aumento della produzione non causi un calo ulteriore dei prezzi… produrremo tanto quanto il mercato può assorbire“. Non è vero neanche che la domanda di petrolio dalla Cina sia crollata con il presunto crollo dell’economia cinese. Nel novembre 2015, la Cina ha importato di più, molto di più, l’8,9% in più, anno dopo anno, arrivando a 6,6 milioni di barili al giorno e divenendo il maggiore importatore di petrolio del mondo. Si aggiunga al calderone bollente del mercato mondiale del petrolio di oggi il rischio politico aumentato drammaticamente dal settembre 2015 con la decisione russa di rispondere alla richiesta del legittimo presidente siriano Bashar Assad con i formidabili attacchi aerei alle infrastrutture terroristiche. Si aggiunga anche la drammatica rottura delle relazioni tra la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e Mosca poiché la Turchia, membro della NATO, interveniva sfacciatamente nella guerra abbattendo un jet da combattimento russo nello spazio aereo siriano. Tutto ciò avrebbe suggerito che i prezzi del petrolio salissero, e non si abbassassero. 

Le strategiche province orientali saudite
Poi, per buona misura, si metta la decisione follemente provocatoria del ministro della Difesa e re saudita di fatto, principe Muhamad Bin Salman, di giustiziare Nimr Baqer al-Nimr, cittadino saudita. Al-Nimr, leader religioso sciita rispettato e accusato di terrorismo nel 2011 per aver chiesto più diritti per gli sciiti sauditi. Vi sono circa 8 milioni di sauditi leali allo sciismo più che all’ultra-rigido wahabismo. Il suo crimine fu protestare per maggiori diritti per la minoranza sciita oppressa, forse il 25% della popolazione saudita. La popolazione sciita è prevalentemente concentrata nella provincia orientale del regno saudita. La provincia orientale del Regno dell’Arabia Saudita è forse la parte più preziosa sul pianeta, col doppio della superficie della Repubblica federale di Germania ma con soli 4 milioni di abitanti. La Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale, ha sede a Dhahran nella provincia orientale. I principali giacimenti di petrolio e gas sauditi sono per lo più nella provincia orientale, onshore e offshore, tra cui il più grande giacimento di petrolio del mondo, Ghawar. Il petrolio dai campi sauditi, tra cui Ghawar, viene spedito a decine di Paesi dal terminal petrolifero del porto di Ras Tanura, il più grande terminal per il greggio del mondo. Circa l’80% dei 10 milioni di barili di petrolio ogni giorno estratti dai sauditi va a Ras Tanura, sul Golfo Persico, dove viene caricato sulle superpetroliere in rotta per l’occidente. Anche la provincia orientale ospita dell’impianto di Abuqaiq della Saudi Aramco, la più grande raffineria di petrolio e stabilizzazione del greggio da 7 milioni di barili al giorno. E’ il luogo della lavorazione primaria del greggio Arabian extra light ed Arabian light, e tratta il greggio estratto da Ghawar. Ma anche la maggior parte degli operai dei giacimenti di petrolio e delle raffinerie nella provincia orientale sono… sciiti. Si dice anche che siano in sintonia con il religioso sciita appena giustiziato, shayq Nimr al-Nimr. Alla fine degli anni ’80 il saudita Hezbollah al-Hijaz, che attaccò diverse infrastrutture petrolifere ed uccise anche diplomatici sauditi, sarebbe stato addestrato dall’Iran. E adesso c’è un nuovo elemento destabilizzante che si cumula alle tensioni politiche tra Arabia Saudita e Turchia di Erdogan da un lato, fiancheggiate dai servili Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo arabo, e dall’altro Assad in Siria, l’Iraq con il 60% della popolazione sciita e il vicino Iran, attualmente supportati militarmente dalla Russia. Vi sono anche notizie confuse sul 30enne principe Bin Salman in procinto di divenire re. Il 13 gennaio, l’Istituto del Golfo, un think mediorientale, in un rapporto esclusivo ha scritto che l’80enne re saudita Salman al-Saud abbia intenzione di abdicare per mettere sul trono il figlio Muhamad. Riferisce che l’attuale re “ha visitato i fratelli cercando sostegno per la mossa, e anche per rimuovere l’attuale principe e favorito dagli statunitensi, il duro Muhamad bin Nayaf, dalla carica di principe ereditario e ministro degli Interni. Secondo fonti vicine alla casa, Salman ha detto ai fratelli che la stabilità della monarchia saudita richiede il cambio dalla successione per linee laterali o diagonali a una verticale, dove il re ha il potere di nominare il più eleggibile figlio“. Il 3 dicembre 2015, il servizio d’intelligence tedesco BND fece trapelare un memo alla stampa che avvertiva del crescente potere acquisito dal principe Salman, definito imprevedibile ed emotivo. Citando il coinvolgimento del regno in Siria, Libano, Bahrayn, Iraq e Yemen, il BND dichiarava, riferendosi al principe Salman, “la precedente cauta posizione diplomatica dei capi più anziani della famiglia reale è stata sostituita dalla nuova politica impulsiva d’intervento“. 



Eppure, i prezzi del petrolio scendono?
L’elemento più inquietante in tale situazione inquietante incentrata sulle riserve mondiali di petrolio e gas naturale del Medio Oriente, è il fatto che nelle ultime settimane il prezzo del petrolio, temporaneamente stabilizzatosi sui già bassi 40 dollari a dicembre, ora crolla di un altro 25% a poco più di 29 dollari, una cupa prospettiva. Citigroup ritiene possibile il petrolio a 20 dollari. Goldman Sachs ha recentemente detto che si può considerare il minimo di 20 dollari al barile per stabilizzare i mercati petroliferi mondiali e sbarazzarsi della sovrapproduzione. Ora ho la forte sensazione che ci sarà qualcosa di grosso e assai drammatico in riserva per i mercati mondiali del petrolio, nei prossimi mesi, qualcosa che la maggior parte del mondo non si aspetta. L’ultima volta che Goldman Sachs e compari di Wall Street fecero una previsione drammatica sui prezzi del petrolio fu nell’estate 2008. All’epoca, tra crescenti pressioni sulle banche di Wall Street per l’amplificarsi del crollo immobiliare dei subprime statunitensi, poco prima del crollo di Lehman Brothers nel settembre dello stesso anno, Goldman Sachs scrisse che il petrolio volava verso i 200 dollari al barile. Raggiunse il picco massimo di 147 dollari. In quel periodo scrissi un’analisi dicendo che era probabile esattamente il contrario, essendoci l’enorme eccesso di offerta sui mercati petroliferi mondiali che, curiosamente, fu identificato solo da Lehman Brothers. Mi fu detto da una fonte cinese che le banche di Wall Street, come JP Morgan Chase, esaltavano il prezzo a 200 dollari per convincere Air China e altri grandi acquirenti cinesi di petrolio a comprarne ogni goccia a 147 dollari, prima che arrivasse ai 200 dollari, un consiglio che alimentò l’aumento dei prezzi. Poi nel dicembre 2008, il punto di riferimento del prezzo del petrolio, il Brent, scese a 47 dollari al barile. La crisi della Lehman, una deliberata decisione politica del segretario al Tesoro degli USA ed ex-presidente di Goldman Sachs Henry Poulsen, nel settembre 2008, nel frattempo sprofondò il Mondo nella crisi finanziaria e in una profonda recessione. I compari di Paulsen alla Goldman Sachs e nelle altre mega-banche chiave di Wall Street come CitigroupJP Morgan Chase, sapevano in anticipo che Paulsen pianificava la crisi della Lehman per costringere il Congresso a dargli i poteri per salvarli con gli inauditi 700 miliardi di dollari dei fondi TARP? Nel caso sia così, Goldman Sachs e amici fecero una puntata gigantesca contro le proprie previsioni sui 200 dollari, sfruttando la leva sui derivati future dal petrolio. 

Uccidere prima il ‘cowboy’ del petrolio di scisto
Oggi l’industria del petrolio di scisto degli Stati Uniti, la più grande fonte della crescente produzione di petrolio degli Stati Uniti dal 2009, si aggrappa al bordo della scogliera dei fallimenti di serie. Negli ultimi mesi la produzione di petrolio di scisto ha appena iniziato a diminuire, di 93000 barili nel novembre 2015. Il cartello di Big Oil, ExxonMobilChevron, BP e Shell, due anni fa iniziò il dumping sul mercato delle azioni sullo scisto. L’industria petrolifera dello scisto negli Stati Uniti oggi è dominato da ciò che BP o Exxon chiamano “i cowboy,” le aggressive compagnie petrolifere di medie dimensioni, non dalle major. Le banche di Wall Street come JP Morgan Chase o Citigroup che storicamente finanziano Big Oil, così come lo stesso Big Oil, chiaramente non verseranno lacrime, a questo punto, sullo sboom dello scisto che li lascia ancora controllare il mercato più importante del mondo. Le istituzioni finanziarie che hanno prestato centinaia di miliardi di dollari ai “cowboy” dello scisto negli ultimi cinque anni, hanno la prossima revisione del prestito semestrale ad aprile. Con i prezzi in bilico sui 20 dollari, possiamo aspettarci una nuova, ben più grave ondata di fallimenti delle compagnie petrolifere dello scisto. Il petrolio non convenzionale, tra cui il petrolio delle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada, sarà presto un ricordo del passato, in caso affermativo. Ciò da solo non ripristinerà il petrolio a 70-90 dollari che i grandi operatori del petrolio e le loro banche di Wall Street troverebbero confortevole. L’eccesso mediorientale, dall’Arabia Saudita ed alleati del Golfo, si ridurrebbe drasticamente. Eppure i sauditi non mostrano alcun segno di volerlo fare. Questo è ciò che disturba il quadro. Qualcosa di molto grave avviene nel Golfo Persico e che drammaticamente innalzerà i prezzi del petrolio entro la fine dell’anno? Una vera e propria guerra diretta tra Stati petroliferi sciiti e sauditi viene preparata dai wahhabiti? Finora è stata una guerra per procura in Siria, soprattutto. Dall’esecuzione del religioso sciita e l’assalto iraniano all’ambasciata saudita a Teheran, arrivando alla rottura nei rapporti diplomatici coi sauditi e gli altri Stati sunniti del Golfo, il confronto è diventato assai più diretto. Il Dr. Husayn Asqari, ex-consulente del ministero delle Finanze saudita, ha dichiarato: “Se c’è una guerra tra Iran e Arabia Saudita, il petrolio potrebbe superare in una notte i 250 dollari, per poi declinare di nuovo fino a 100 dollari. Se attaccano i rispettivi impianti di carico, allora potremmo vedere il picco di petrolio a più di 500 dollari e rimanervi per qualche tempo a seconda dell’entità dei danni“. Tutto ciò dice che il mondo subirà un altro grande shock petrolifero. Sembra sia quasi sempre causa del petrolio. Come Henry Kissinger avrebbe detto durante l’altro shock petrolifero della metà degli anni ’70, quando Europa e Stati Uniti subirono l’embargo sul petrolio dall’OPEC e lunghe code alle pompe di benzina, “Se si controlla il petrolio, è possibile controllare intere nazioni“. Tale ossessione per il controllo sta rapidamente distruggendo la nostra civiltà. E’ il momento di concentrarsi su pace e sviluppo, non sulla competizione ad essere il più grande magnate del petrolio del pianeta.

Testo originale: Neo/What’s Really Going on With Oil ?

mercoledì 20 gennaio 2016

La Russia punta in Qatar



Il Presidente russo Vladimir Putin lunedì ha incontrato l'emiro del Qatar per discutere in merito alla crisi siriana, ad una probabile cooperazione energetica (sopratutto sul gas) e infine di come creare investimenti in ambo i paesi, queste le parole del Cremlino.

Descrivendo il Qatar come "uno dei giocatori più importanti in Medio Oriente e nel Golfo Persico".

L'emiro del Qatar ha lodato il premier russo per la stabilità globale.

"La Russia svolge oggi un ruolo fondamentale nella stabilità globale e abbiamo molta speranza di sviluppare le relazioni con la Russia e di trovare una soluzione ad una serie di problemi in alcuni paesi della nostra Regione" queste le parole di Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani .

Le relazioni commerciali tra Russia e Qatar nel 2014 ammontavano a circa 501 milioni di dollari.

"Abbiamo interessi comuni nel settore dell'energia, nel settore del gas e la Russia come il Qatar è membro del GECF (Gas Exporting Countries Forum), sono state le parole pronunciate dall'emiro del Qatar.

The Brics Post

Sembra che il Qatar sia uno dei primi finanziatori del terrorismo islamico.

Secondo Robert Mendick , giornalista del Telegraph, il coinvolgimento del Qatar nel finanziamento del terrorismo internazionale non data dalla famosa e fuorviante “primavera araba” ma risale all’11 settembre 2001. Il giornalista inglese sui legami tra Qatar e Al-Qaeda non ha alcun dubbio.

Qatar e Al-Qaeda

martedì 24 novembre 2015

I turchi abbattono aereo militare russo



L’incidente va oltre i limiti della lotta al terrorismo. Certo, i nostri militari conducono una lotta eroica contro il terrorismo dando tutto sé stessi senza paura di rischiare la vita. La perdita odierna va imputata ad un attacco infertoci alle spalle dai complici dei terroristi. Non posso qualificare altrimenti ciò che è successo oggi.  Vladimir Putin

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che un aereo militare russo è precipitato in Siria vicino al confine turco.

Presumibilmente è stato abbattuto.

L’aereo è caduto in una zona conosciuta come Jabal Al-Turqmani, nel nord della Siria, vicino al confine con la Turchia, secondo HaberturkSecondo un ufficiale turco, l’aereo militare è stato abbattuto da un aereo F-16. I testimoni dell’incidente hanno riferito che l’aereo si è schiantato al suolo dopo esser stato colpito.

Lo scorso ottobre, un caccia dell’Aeronautica russa aveva violato lo spazio aereo turco. Mosca ha confermato la relazione e sostiene che “alcuni tipi di sistemi di difesa aerea a terra” avevano costretto l’aereo russo a manovrare entrando in territorio turco.

Aleksandr Akhmadulin, caduto in combattimento, è stato assassinato dali stessi terroristi che il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni (sicario degli USA), ha finanziato con 12 milioni, tramite il rapimento farsa delel fancheggiatrici del terrorismo islamista Marzulli e Ramelli. Onore ai Martiri!

La Turchia aveva protestato contro l’intervento russo ed inviava “volontari” in Siria. 250 di tali “volontari” appartenevano al movimento giovanile del Partito della Grande Unione, un’organizzazione islamo-fascista che lega estremismo nazionalista e islamismo. Secondo l’ambasciatore MK Bhadrakumar, Erdogan voleva sottrarre Aleppo alla Siria: “In termini strategici, un momento decisivo è stato raggiunto nel conflitto siriano, il “primo passo” per la creazione di una fascia di territorio nel nord della Siria per limitare le operazioni delle forze governative siriane, degli aerei russi e delle milizie come Hezbollah che sostengono il regime siriano. Ma né la Siria né la Russia sono d’accordo ed è improbabile che Erdogan possa inviarvi apertamente il suo esercito

E non ci si inganni. La Russia ha i mezzi per evitare che Erdogan persegua ulteriormente tale piano”. 

Moon of Alabama

La Duma di Stato chiede al Presidente della Russia, Vladimir Putin, di rompere le relazioni diplomatiche con la Turchia per l’abbattimento del jet russo.

La richiesta è avanzata dai deputati Valerij Rashkin e Sergej Obkhov del Partito Comunista della Federazione Russa. Una copia della richiesta è stata inviata al capo del Ministero degli Affari Esteri Sergej Lavrov

Rashkin e Obkhov avevano proposto che il Presidente eliminasse i collegamenti aerei con la Turchia per la minaccia di attentati terroristici.

Fort Russ

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“Considerando che l’aviazione russa sta combattendo contro l’ISIS, l’attacco turco è stata una misura estremamente radicale”, ha detto Milos Zeman Martedì, aggiungendo che la mossa potrebbe “solo peggiorare le cose.”
Il presidente ceco ha detto che gli attacchi della Turchia alimentano i sospetti che i turchi stiano sostenendo i terroristi in Siria.
Press TV




I ratti (moderati per Washington), come osserviamo dalle immagini nel secondo firmato, tentavano di uccidere il secondo pilota rimasto in vita, gettatosi con il proprio paracadute prima che l'aereo toccasse il suolo, sparandogli dal basso. 

mercoledì 11 novembre 2015

La Cina e gli FDI

Investment from the Asian bloc, ASEAN, European Union, Hong Kong, and Macao continued to grow fast, while that from Japan, the United States and Taiwan dropped significantly [Xinhua]

Gli investimenti diretti esteri (FDI) nella zona geografica cinese sono aumentati del 4,5% nel mese di ottobre in un anno a circa 8,77 miliardi di dollari, le voci arrivano direttamente dal Ministro dell'economia cinese.

La crescita è rallentata dal 7,1% del mese di settembre.

Investimenti dal blocco asiatico, dall'ASEAN, dall'UE, da Hong Kong e da Macao continuano a crescere molto velocemente, mentre con il Giappone, Taiwan e Stati Uniti sono caduti significativamente.

L'anno scorso la Repubblica Popolare Cinese ha raggiunto circa i 119,6 miliardi di dollari negli investimenti diretti esteri.

The Brics Post

Una vera e propria guerra monetaria è in atto contro l'egemonia a stelle e strisce.

"La Russia e la Cina intendono aumentare la quantità di commercio con lo Yuan". 

Queste le dichiarazioni di Vladimir Putin. Osservazioni accolte favorevolmente dagli alti dirigenti cinesi che vogliono la propria valuta allargata ampiamente nel quadro globale. Inoltre la Cina e la Russia hanno sostenuto la diminuzione del dollaro nel commercio internazionale.

La de-dollarizzazione avanza