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martedì 17 maggio 2016

Il Venezuela nel mirino della destabilizzazione politica

Lorent Gómez Saleh

Articolo pubblicato originariamente il 19 novembre 2014. 

Dei rapporti mediatici latino-americani riportano, con allarmante regolarità, determinati sequestri da parte delle forze dell'ordine, grandi spedizioni di armi prodotte negli USA. Tali eventi sono all'ordine del giorno in Nicaragua, Ecuador, Argentina, Bolivia paesi che l'amministrazione Obama considera ostili, per questioni politiche. Ma il più delle volte, la scoperta di armi e munizioni proviene dal Venezuela. Rovesciare il regime di Nicolas Maduro è fondamentale per Washington e le diverse agenzie di intelligence degli USA utilizzano zone strategiche per nascondere armi di piccolo calibro, munizioni ed esplosivo, tutto per l'inevitabile e programmata ora "x". Cartelli della droga controllati da CIA e DEA sono spesso utilizzati come copertura per tali operazioni, così come il gruppo rivoluzionario marxista colombiano FARC, Una volta che la violenza con guerriglieri, si placa, gruppi simili vengono indirizzati verso il Venezuela. La CIA usufruisce anche di determinati aerei per trasportare munizioni e armi per le regioni più remote del Venezuela come lo stato di Apure, Amazonas e Bolivar dove sono stati stabiliti bunker e arsenali segreti.


José Guillen, della Guardia Nazionale Boliviana, è stato ucciso il 17 marzo nella città di Maracay. Colpito dietro alla testa, molto probabilmente da un cecchino professionista, utilizzando un'arma che si avvicina ad un fucile M24E1, che ha raggiunto un raggio d'azione fino a 1.300 M. Un'inchiesta è stata avviata subito dopo la sua morte, che ha individuato i nomi di determinati militanti tra le fila dei movimenti di opposizione radicale. Con una serie di attacchi terroristici a dei membri della Guardia Nazionale e di altri gruppi del governo centrale. L'ultimo rapporto su dei arsenali illegali in Venezuela sono venuti alla luce poco tempo fa, in un archivio segreto a Maracay, appartenente a Eduardo José Guerreiro, 68 fucili (la maggior parte con mirino telescopico), scoperti circa 15.500 munizioni e 200 Kg di polvere da sparo. Le armi molto probabilmente erano disponibili per la famosissima ora "x". La stazione della CIA in Venezuela sta cercando di accendere un'esplosione di malcontento popolare, che provocherà una rivoluzione colorata.


In un'intervista televisiva, il presidente dell'Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, ancora una volta ha dichiarato che le azioni sovversive dei gruppi estremisti in Colombia sono diretti verso il governo centrale venezuelano. Lo stesso presidente, Diosdado, ha dichiarato che l'ambasciata degli Stati Uniti a Caracas, con l'aiuto delle ONG, continua ad amministrare un programma di addestramento di giovani menti denominata (Giovani Ambasciatori). L'obbiettivo di questo programma on è solo il lavaggio del cervello ma anche quello di formare veri e propri attivisti in lotta contro il regime. Il sistema di catena di montaggio per la formazione di nuovi leader è attivo e funziona. I servizi di intelligence statunitensi stanno adottando misure drastiche, per eliminare giovani leader dell'opposizione venezuelana, come è successo nel mese di ottobre, dove un parlamentare del Partito Socialista di Hugo Chavez di 27 anni di nome Lorent Gomez Saleh, è stato assassinato nella propria dimora e subito dopo anche la sua ragazza è stata ritrovata morta dalle autorità sanitarie venezuelane. Questi sono segnali quindi di una vera e propria destabilizzazione politica, condotta da Bogotà e Washington, lo stesso Presidente Nicolas Maduro, ha accusato le organizzazioni militari colombiane per questi gesti e che secondo lo stesso presidente fanno parte di questo piano di rottura sociale e politica.

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