mercoledì 7 giugno 2017

La tanto temuta e aspettata operazione in Iran è cominciata

L'esplosione vicino al mausoleo a Teheran.

La tanto temuta e "impossibile" operazione "Principe Nero" (sovversiva/militare) contro l'Iran di Hassan Rouhani, guidata dalle Intelligence straniere con a capo la CIA è iniziata stamane, mercoledì 7 giugno 2017 alle 11:00 circa (ora iraniana). Dalle agenzie di stampa riportiamo: "Teheran, spari all'interno del parlamento e un kamikaze si fa saltare al mausoleo di Khomeini: almeno un morto, feriti e ostaggi".

Lo Stato Islamico ha rivendicato l'azione. Lo stesso New York Times, cinque giorni fa, pubblicò il programma di destabilizzazione della CIA sul suo sito web ufficiale. C.I.A. Names the ‘Dark Prince’ to Run Iran Operations

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Molteplici saranno gli ulteriori attacchi per mano occidentale verso Teheran. Mesi fa scrissi, su questo blog, un articolo inerente ad una probabile offensiva dell'elite israeliana, con collegamenti a Washington, verso l'Iran. Quest'ultima spina nel fianco di Tel Aviv. Le mosse anti-iraniane ci condurranno nel baratro.

Perché l'Iran è considerata la spina nel fianco dello stato ebraico di Israele e a parte dell'establishment politico statunitense ? Alcune considerazioni.

Una ferrovia di 935 Km che unisce Ozen (Kazakistan), Bereket (Turkmenistan) e Gorgan (Iran) è la meraviglia inaugurata circa due anni fa che annunciò l'inizio del secolo asiatico in cui i paesi della vecchia Via della Seta si apprestano a giocare un ruolo importante, da protagonisti, garantendo rapporti sinceri e fruttuosi. Anche la Cina stringe accordi economici con Teheran. La Cina offrirà all'aeronautica militare iraniana circa 24 F-10 Dragon, barattato con circa 20 anni di rifornimento di petrolio dal giacimento di Azadegan.

Daniel Estulin scrittore spagnolo in un suo reportage, riguardante poteri forti, elite e Club Bilderberg, scriveva:

"Durante una riunione del Club Bildeberg, un membro francese chiese a Kissinger se gli attacchi violenti del governo degli USA all'Iran avrebbero significato l'inizio di un nuovo conflitto su scala internazionale. L'idea venne subito respinta, a causa della vastità del territorio iraniano e del numero elevato degli abitanti, per non parlare infine dei miliardi di dollari di spesa che quella operazione avrebbe comportato. Anche perché l'esercito statunitense non era attratto da altre campagne belliche contro nazioni economicamente più forti, oltre che meglio preparate e organizzate. Un ipotetico attacco all'Iran contro i siti nucleari si sarebbe rivelato controproducente. (In merito qualcosa dietro l'angolo si celava, presso il sito nucleare di Natanz.) Proprio perché il contrattacco di Teheran avrebbe aumentato il terrorismo e promosso l'instabilità in Iraq, Afghanistan e Arabia Saudita, facendo aumentare notevolmente il prezzo del petrolio e, con esso, la crisi globale.

Ci si domandava quale fosse la strategia migliore per uno smantellamento della sovranità iraniana. La risposta non si fece attendere. Un membro svizzero del Club, probabilmente Pascal Couchepin, capo del Dipartimento degli Affari Interni, replicò che tale invasione si sarebbe svolta soltanto con il sollevarsi delle masse popolari contro il "regime" iraniano, ma con tale risposta si capì che questo era un traguardo utopistico. In delle fonti interne alla CIA e all'Unità Speciale dell'Esercito, impegnate nel servizio di sicurezza della delegazione degli USA a Rottach-Egern, sia la CIA che l'FBI si palesavano in aperto conflitto tra loro contro le politiche dell'allora amministrazione Bush in merito ad un probabile attacco ai siti nucleari della Repubblica Islamica di Iran con armi nucleari. Mettendo quindi in serio rischio l'intera zona mediorientale.

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