venerdì 14 novembre 2014

L'Intifada bussa alla porta di Netanyahu

Fonte: Studi geopolitici di Suleiman Kahani.
Sembra proprio che la marcia di avvicinamento alla molto attesa e invocata Intifada, si presenti grazie ad atti di sollevazione spontanei di resistenza, condotti da individui non legate a gruppi o organizzazioni della lotta armata e organizzata. Contro questo atto di resistenza infatti, sembra impossibile utilizzare le normali armi della repressione, da parte delle istituzioni armate israeliane. Ogni auto, ogni convoglio, ogni spranga di acciaio, ogni arma bianca può diventare una vera e propria arma maneggiata da un palestinese esasperato,a patto però che sia disposto a correre seri rischi fisici e morali, una volta compiuto il gesto. Noureddine Abu Hashiyeh, diciassette anni, nato e cresciuto in un campo profughi vicino West Bank a causa dell'invasione israeliana, ha impugnato un coltello e rivolto verso un soldato israeliano, uccidendolo. Noureddine dopo di che è stato catturato, dalle forze armate israeliane e sicuramente torturato. Il suo gesto si è ripetuto nuovamente, per mano di un'altro palestinese, armato di coltello ha colpito tra individui israeliani, residenti nella zona di Alon Shvut, tra le vittime anche, molto probabilmente una donna. Questi gesti saranno fautori di una possibile terza Intifada nello stato Palestinese ? Staremo a vedere.

"Putin si prepara ad una guerra economica contro il vicino Occidente"


Dopo i rifornimenti petroliferi da parte del governo cinese, anche la Russia accaparra ben 55 tonnellate di oro e che secondo gli ultimi dati è stato l'acquisto di oro più grande in dimensioni di quantità, accantonando queste tonnellate nella riserva nazionale già esistente. Lo stesso Presidente russo, Vladimir Putin, sta approfittando dei prezzi dell'oro che ha quanto pare, molto bassi, per prepararsi ad una vera e propria guerra economica contro Washington e l'Unione Europea. La stessa Federazione Russa ha acquistato più oro di tutti i restanti paesi, come possiamo ben osservare da questo grafico:

Il governo russo, quindi tende ad accaparrarsi enormi quantità di oro, avendo triplicando inoltre le scorte a circa 1.150 tonnellate negli ultimi dieci anni. Tali riserve potrebbero servire al Cremlino per cercare di compensare il forte calo della moneta nazionale, il Rublo. Anche perché la stessa valuta russa è stata oggetto di forti pressioni da parte dell'Occidente durante e dopo le sanzioni economiche imposte da quest'ultimo alla Russia e del calo del prezzo del petrolio ha quindi danneggiato l'economia. Il blocco multipolare cresce notevolmente, grazie alle tattiche geopolitiche della Federazione Russa e del blocco Euroasiatico. Infine possiamo osservare, come il Kazakhistan stia incrementando ulteriormente le riserve del metallo prezioso.

giovedì 13 novembre 2014

L'Imperialismo finanzia i terroristi ucraini e non solo
















Volydymyr Parasiuk, 26 anni giovane volontario e comandante di un battaglione di volontari ucraini, sostiene di aver preso parte ad un congresso di nazionalisti ucraini e dove un gruppo di neo-nazista lo ha addestrato in un proprio campo militare.Il congresso dei nazionalisti ucraini è molto noto proprio per la ferocia e nell'aver dichiarato apertamente di volere compiere un vero e proprio genocidio, al fine di imporre la medesima ideologia. Parasiuk si vanta sopratutto di strette collaborazioni con membri di Pravy Sektor, Settore Destro, ennesimo gruppo di estrema destra ucraina, così come il suo uso della violenza e del terrorismo per garantire i proprio estremi obbiettivi.In campo diplomatico, Parasiuk, nel parlamento ucraino, ha dichiarato di volere rifiutare ogni tipo di negoziato con i popoli dell'est Ucraina e di non instaurare trattati di pace con il popolo orientale dell'Ucraina. Ha respinto tutti i dissidenti del governo imposto da UE e USA.Il 15 novembre è stato annunciato una conferenza che si terra nella grande mela, New York, denominata Global Maidan. In questa conferenza i nazionalisti ucraini appoggiati rispettivamente da gruppi di estrema destra in Iran, Siria e Venezuela, che tentano di rovesciare i governi centrali, si uniranno con queste frange politiche estremiste.Una conferenza, finanziata dalle ONG legate al Pentagono, recluteranno giovani statunitensi per rendere realtà questo obbiettivo politico.


L'ormai deposto Presidente ucraino, Victor Ianukovic, eletto democraticamente con le rispettive elezioni, era a favore di contrattare economicamente e politicamente con la Russia, contrario ad un dominio della Nato sul territorio ucraino e non era interessato a legare rapporti economici con gli USA e l'UE. Per rovesciare il governo eletto democraticamente in Ucraina, gli Stati Uniti e l'UE hanno versato milioni di dollari per la creazione di un movimento di estrema destra. Quindi un vero e proprio movimento "ultra-nazionalista" con elementi che considerano Adolf Hitler un liberatore ed un'eroe, ha poi preso il controllo del paese. Quindi la conferenza Global Maidan, è un tentativo di rendere l'Imperialismo, il fascismo e il terrorismo un arma attraente per le generazioni future o immediate. Il convegno sarà caratterizzato da lezioni sul cinema, sulla scrittura della commedia e si altre abilità culturali.Infine sono centinaia i cittadini di età superiore ai 60 anni che hanno combattuto il secondo conflitto mondiale e aver appoggiato questo l'ideale nazionalsocialista, quindi la domanda sorge spontanea, perché dopo decenni dalla fine del conflitto, la città ospita convegni politici di quello sfondo politico ?

mercoledì 12 novembre 2014

La Russia allarga gli orizzonti nel campo immobiliare

Russia e Cina avanzano nel multipolarismo. La società russa Vnesheconombank, otterrà una somma in denaro, dalla Banca di Cina, di ben un miliardo di dollari per investimenti futuri nelle aziende immobiliari russe. 
Un contratto tra le banche statali russe e quelle cinesi è stato firmato durante una visita del Presidente Vladimir Putin a Pechino nello scorso fine settimana. Lo stesso presidente dell'azienda, Vladimir Dmitriyev, ha affermato che l'operazione di investimenti della Banca cinese nell'azienda russa di immobili contribuirà a portare altri investimenti cinesi nelle aziende russe, per finanziare progetti di costruzione gestite da imprese edili cinesi. 
"La Cina ha un enorme esperienza nella costruzione di alta qualità" ha dichiarato Dmitriyev, aggiungendo che l'accordo potrebbe risolvere il problema degli alloggi delle abitazioni in Russia. 
Lo stesso governo federale russo mira ad aumentare la sua scorta di alloggi a prezzi accessibili da 25 milioni di metri quadrati entro il 2018, o circa 500 000 tipici appartamenti bilocali. 
Ennesima svolta storica per il blocco multipolare che rafforza le amicizie economiche e collabora per un rinnovamento interno sociale ed economico. 

In Ucraina gli equilibri sociali si spezzano giorno dopo giorno

















Le sorprese non sono mai abbastanza, secondo il canale televisivo, NTV, le autorità governative di Kiev stanno prendendo in considerazione la legalizzazione della prostituzione.
Lo stesso canale televisivo ha riferito che, l'industria pornografica è stata al centro dei riflettori delle autorità ucraine.
Lo stesso primo cittadino di Kiev, Vitali Klitschko, ha proposto di legalizzare la prostituzione e metterla al servizio degli interessi nazionali.
Da anni il web è bombardato da annunci di ragazze che offrono il loro corpo e i loro servizi ai soldati della Guardia Nazionale per una cifra che si aggira attorno ai 10 grivna, che equivalgono a ben 196,78 € circa.
Secondo organizzazioni per la tutela dei diritti degli immigrati e dei flussi migratori. ogni quattro lavoratori dell'industria del sesso in Europa arrivano dalla stessa Ucraina. Gli esperti ritengono che questi numeri sono destinati ad aumentare e che la stessa Ucraina si sta dirigendo verso un vero e proprio collasso economico.
"Per l'Ucraina, la prostituzione è un motore economico non meno significativo come ad'esempio, Pattaya in Thailandia. Credo che in un'anno o due l'Ucraina diverrà una nuova industria del porno meta quindi di molti europei e russi" questo quanto riferito dal regista ucraino Alexander Valov.
Si prospetta quindi un futuro dannoso in campo economico e sociale per l'Ucraina, che ha imboccato una strada di non ritorno, una strada voluta dalle voci sovversive di Piazza Maidan e dal volere dell'Imperialismo targato UE e USA.

domenica 9 novembre 2014

25 anni fa crollava il bipolarismo

Con il 25°esimo anniversario dal crollo del muro di Berlino, 9 novembre 1989, voglio riproporre un mio articolo che già scrissi precedentemente su questo blog.

Con la caduta del muro nella capitale tedesca, nel 1989, con esso cadono dei principi sociali e civili che la società dell'Europa dell'Est era riuscita a far prendere forma. Una divisione che imponeva leggi e principi sociali favorevoli alla creazione del concetto di multipolarismo, il concetto di equilibrio tra due o più forze. Come detto all'inizio quindi, la caduta di quello che si considerò barbaro e incivile o di un qualcosa che i paesi sviluppati non potevano accettare, ha portato l'Egemonia capitalista e la potenza Imperialista ha predominare sullo scenario Geopolitico ed Economico dell'Est Europa, i paesi Baltici, Estonia, Lituani e Lettonia, negli ultimi mesi l'Ucraina, la Moldavia ed il resto delle Periferie Post Sovietiche come ad esempio, Turkmenistan, Georgia, Azerbaijan etc .... Oggi dopo anni dalla caduta del Blocco Sovietico ad Est, quella parte di Europa hanno incrementato sfortunatamente, il tasso di povertà, la disoccupazione, la corruzione delle caste politiche e del consumo di pochi in maniera sfrenata. Un discorso a parte però è possibile svolgerlo con la Federazione Russa del Presidente Vladimir Putin. Una Russia che negli ultimi mesi ha intensificato i programmi economici e le unioni economiche con grandi protagonisti della scena Mondiale. La Cina ad esempio, è un grande finanziatore e collaboratore della Russia di Vladimir Putin. Esperienze economiche e sopratutto politiche albeggiano all'Orizzonte con la Siria (martoriata in modo bellico dall'imperialismo, creatore alla fine del famosissimo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, ISIS) del Presidente Bashar Al Assad o con il governo centrale Iraniano di Rohani. Quindi la Russia negli ultimi 10-9 anni ha intensificato le collaborazioni Economiche con questi paesi. Non dimentichiamoci delle relazioni aperte con il Presidente Lukaschenko in Biellorussia o con grandi aziende del Kazakistan, rendendo quindi l'Unione Euro-Asiatica una realtà Geopolitica e Geo-Economica sullo sfondo di dei concetti economici Internazionali basati sui Mercati Finanziari e sulla gestione di Fondi come quello Monetario Internazionale di pochi e grandi colossi dell'Economia.Esiste oggi quindi, una potenza o un'unione di potenze politiche ed economiche che riescano a contrastare il Demonio Occidentale e Imperialista ?  


L'Imperialismo contro Mosca-Pechino-Theran.

Durante una riunione del Club Bilderberg, un membro francese chiese a Kissinger se gli attacchi violenti del governo degli USA all’Iran avrebbero significato l’inizio di un nuovo conflitto su scala internazionale. L’idea venne subito respinta, a causa della vastità del territorio iraniano e del numero elevato degli abitanti, per non parlare infine dei miliardi di dollari di spesa che quella operazione avrebbe comportato. Anche perché l’esercito Statunitense non era attratto da altre campagne belliche contro nazioni economicamente più forti, oltre che meglio preparate e organizzate. Un ipotetico attacco all’Iran contro i siti nucleari si sarebbe rivelato controproducente, perché il contrattacco di Teheran avrebbe aumentato il terrorismo e promosso l’instabilità in Iraq, Afghanistan e Arabia Saudita, facendo aumentare notevolmente il prezzo del petrolio e, con esso, la crisi globale. Era evidente già allora che l’Unione Russia-Cina-Iran stava cambiando lo scenario geopolitico dell’area. In un documento degli Stati Uniti furono citati a tale proposito veri e propri scambi militari, mentre il valore dei beni non militari commerciali era salito a circa il 100%, da quando era cominciata la presidenza Bush. Anatoly Sharansky, ex Ministro israeliano per Gerusalemme, durante il ricevimento del venerdì sera, affermò categoricamente che, per opporsi all’asse Mosca-Pechino-Teheran bisognava rinforzare al massimo l’asse Washington-Tel Aviv-Ankara. Si capì però che l’economia russa era diventata molto più forte rispetto a cinque anni prima, grazie all’aumento della produzione a dell’esportazione di armi e di petrolio, all’aumento notevole dei salari, dei fondi pensionistici e di conseguenza anche dei consumi privati.Un’invasione dell’Iran diveniva quindi necessaria. Ci si domandava quale fosse la strategia migliore per uno smantellamento della sovranità iraniana. La risposta non si fece attendere. Un membro svizzero del Club, probabilmente Pascal Couchepin, capo del potente Dipartimento degli Affari Interni, replicò che tale invasione si sarebbe svolta soltanto con il sollevarsi delle masse popolari contro il “regime” iraniano, ma con tale risposta si capì che questo era un traguardo utopistico. In delle fonti interne alla CIA e all’Unità Speciale dell’Esercito, impegnate nel servizio di sicurezza della delegazione degli USA a Rottach-Egern, sia la CIA che l’FBI si palesavano in aperta rivolta contro le politiche dell’amministrazione Bush. Era evidente che un attacco con armi nucleari da parte di Washington ai siti nucleari iraniani sarebbe stato una catastrofe non solo per le quantità di scorie radioattive che si sarebbero diffuse nell’area, ma per l’eventuale contaminazione anche dell’intera zona geografica del Medio Oriente. Durante il meeting quindi varie domande furono poste all’amministrazione statunitense in merito a tale programma bellico contro il potere regionale iraniano, ma le risposte furono evasive.Per concludere, l’egemonia occidentale ha seminato, e sta seminando, attraverso USA, Israele e UE, devastazione economica e sociale in tutte quelle nazioni indipendenti attraverso vere e proprie sovversioni manipolate e eterodirette. Un esempio di tale sollevazione a noi più vicino è quello di Piazza Maidan a Kiev. Come ai tempi delle rivolte interne scatenate in Iran a seguito della strategia del Bilderberg, l’unico obbiettivo di tale politica estera degli USA è quella di destabilizzare l’economia russa e la stessa politica interna russa. Sono anni, fin dalla dissoluzione dell’URSS nel 1991 ad oggi, che i padroni del mondo cercano di porre fine ad una nuova prospettiva economica e politica alternativa a quella mondialista. Ne abbiamo avuto esempi lampanti con le stesse rivolte arabe. Oggi la Russia del Presidente Vladimir Putin è nel mirino di un cecchino freddo e preciso che nonostante la sua fretta nel sanzionare aziende e istituzioni politiche russe, non riesce minimamente a capire che la Russia non è sola. Oggi l’egemonia Occidentale ha intrapreso una strada senza sbocchi ma non riuscirà ad uscirne così facilmente - parola di Putin!

venerdì 7 novembre 2014

Commemorazioni per il 97°esimo anniversario della Rivoluzione Socialista d'Ottobre 1917/2014

Al via le commemorazioni per il 97°esimo anniversario della grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. A Mosca, secondo gli organizzatori del Partito Comunista della Federazione Russa, hanno preso parte ben 7000 persone.
Una delle testate giornalistiche russe come TASS, mostrano che durante il corteo per la celebrazione d'Ottobre, i manifestanti hanno mostrato slogan e bandiere per una semplice solidarietà verso le popolazioni di Donestk e Lughansk, nell'Ucraina dell'est. Il corteo ha oltrepassato Petrovka Street arrivando dinanzi al monumento dedicato al filosofo del Socialismo, Karl Marx. Durante la manifestazione, tra i vari altoparlanti si innalzavano vari cori storicamente vicini alla Rivoluzione Sovietica inoltre vari frange interne alla manifestazione hanno esposto slogan molto vicini al sentimento anti-fascista e neo-fascista. 
Infine, ciliegina sulla torta, tra i dimostranti un ritratto di Vladimir Lenin, fautore dell'Ottobre rosso, di Stalin e infine dell'odierno segretario nazionale del Partito Comunista russo Gennadji Zjuganov.





giovedì 6 novembre 2014

Il Lussemburgo culla di lucro per l'Imperialismo

Una notizia che ha fatto tremare tantissime testate del continente europeo. Uno, degli stati più piccolo d'Europa, ha aiutato grandi multinazionali nel risparmiare milioni di dollari in imposte. Parliamo del Lussemburgo. Un'indagine mediatica internazionale senza precedenti, ha colpito il piccolo stato europeo, dove le testate giornalistiche come The Guardian, hanno scoperto un sistema di evasione fiscale di miliardi di dollari di alcune delle più grandi multinazionali del mondo. 

Un documento di circa 28000 pagine, detiene al suo interno gli innumerevoli accordi fiscali, dichiarazioni e altri documenti relativi a le oltre 1000 imprese che hanno agito e contribuito a creare questo enorme sistema di evasione fiscale senza precedenti. I documenti mostrano che le grandi aziende, tra cui Finmeccanica o grandi aziende britanniche farmaceutiche come Shire, con sede in Irlanda e Regno Unito, abbiano usufruito di complesse reti di prestiti interni e pagamenti di interessi che hanno ridotto le innumerevoli imposte delle società. Purtroppo questi accordi, firmati fuori dal Gran Ducato, legalmente sono corretti. 

I documenti mostrano anche come ben 340 aziende globali hanno messo a disposizione delle loro strutture alle istituzioni del governo centrale del Gran Ducato. La massiva cooperazione mediatica tra i migliori giornalisti dei 28 paesi membri dell'UE ha portato a galla cooperazioni con aziende come la Pepsi, Ikea, Heinz, JP Morgan o addirittura gruppi farmaceutici come Laboratories e aziende come Amazon, Duestche Bank. Queste rivelazioni hanno tratto in ballo quindi il nuovo presidente della commissione europea Jean-Claude Juncke, che fu primo ministro del Lussemburgo tra il 1995 e il 2013. Una figura, non certo carina, quella della intera Unione Europea, che ha dimostrato ancora una volta di volere agire per conto del capitale internazionale e dell'Imperialismo. 

mercoledì 5 novembre 2014

L'Imperialismo dietro il caos in Medio Oriente




















Voglio pubblicare nuovamente un mio vecchio articolo che scrissi nel mese di agosto per il sito Millennium.

"Potevo uccidere Osama Bin Laden prima dell'11 settembre".

Queste le parole diffuse soltanto poche settimane fa da un audio dell'ex Presidente Clinton su Bin Laden. Ma ripercorriamo bene i passi della storia di quelle ore, prima del disastro terroristico al Wold Trade Center e al Pentagono. Era il 10 settembre 2001. In una sala di Melbourne (Australia), sedeva l'ex capo del partito liberale Michael Kroger: registrò le parole di Clinton e adesso, dopo tredici anni di silenzio, ha consegnato il nastro alla televisione Sky News del gruppo Murdoch. che lo ha fatto rimbalzare su tutte le TV statunitensi e su milioni di siti web mondiali, dando il via alle polemiche. 
"Lo avevo quasi in mano e avrei potuto ammazzarlo, ma avrei dovuto anche distruggere un cittadina afghana nominata Kandahar e uccidere trecento donne e bambini innocenti. Se avessi dato l'ordine, mi sarei messo sullo stesso piano di Osama Bin Laden. Cosi decisi di non farlo.
Perché il nastro di Melbourne emerge solo adesso ? Quali interessi ci sono in merito ? In realtà molti particolari della caccia a Osama Bin Laden durante gli anni del governo Clinton sono già stati analizzati nel rapporto del 2004 della Commissione di indagine sull'11 settembre. Al Qaeda entrò nel mirino degli Statunitensi per il ruolo che ebbe negli attentati del 1998 contro le Ambasciate USA in Kenya e Tanzania. Nell'agosto di quello stesso anno il Pentagono cercò invano di colpirlo lanciando un missile in un campo dell'Afghanistan, dove si pensava si trovasse. Quattro mesi dopo L'Intelligence statunitense pensava di averlo localizzato nella residenza del governatore di Kandahar, la seconda città afgana. Un'altra occasione nel maggio del 1999, ma ancora una volta fu deciso di rimandare l'azione a causa di alcune divergenze nell'intelligence, senza contare che poco prima la CIA, per uno sbaglio, aveva fatto bombardare l'ambasciata cinese di Belgrado, Serbia, e temeva ulteriori critiche. Non ci furono altre operazioni fino al quell'11 settembre 2001. Solo dopo il giorno Newyorkese, gli USA, e più precisamente le forze speciali della marina americana, i SEAL, penetrarono in elicottero nel territorio pakistano, facendo irruzione nella villa dove si nascondeva e lo uccisero. Secondo il Documento ufficiale della Difesa Americana, PRENDENDOSI IL CORPO ORMAI FATTO CADAVERE E GETTANDOLO IN MARE.Dopo quel fatidico 11 settembre lo scenario geopolitico mondiale è cambiato. Un cambiamento dovuto alla massiva espansione dell'egemonia Statunitense in Medio Oriente. Una regione chinata oggi purtroppo al volere dell'Imperialismo che la circonda militarmente e finanziariamente. Uno spiragli di resistenza oggi lo si può trovare nel governo centrale della Siria di Assad o nel governo del Premier Iraniano Rohani. Essi sono il motore per una resistenza presente e futura ai continui schiaffi dell'Imperialismo che affliggono la regione interessata. Con una balcanizzazione dell'Iraq da parte di gruppi Islamici è compito delle forze di Resistenza distruggere e spazzare via il disastro creato dagli USA nel lontano 2002 e protrattosi fin ai giorni nostri. 


Breve riassunto della giornata di martedì, commemorazioni e solidarietà per la Novorossija e per l'unità nazionale

Nella giornata di martedì, le diverse realtà politiche e sociali in Russia, hanno esibito i loro stendardi e bandiere per proclamare la loro solidarietà con la neo-repubblica ucraina, Novorossija. Una giornata caratterizzata da continue manifestazioni, di sfondo pacifico, che hanno decorato la capitale della Federazione Russa, Mosca.Un'attenta analisi della giornata di ieri, in merito alle commemorazioni dell'unità russa è fondamentale per apprendere quanto i nazionalisti russi siano davvero invogliati nel concetto di valori di sovranità e di identità popolare. "E come è successo più di una volta, alle prove della storia il nostro popolo ha risposto con il consolidamento, con il risveglio morale e spirituale". Queste le parole del presidente Vladimir Putin ieri durante una cerimonia di commemorazioni. Infine, secondo Putin, non esiste minaccia che faccia crollare ed abbandonare nei russi i valori e gli ideali.