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mercoledì 5 novembre 2014

L'Imperialismo dietro il caos in Medio Oriente




















Voglio pubblicare nuovamente un mio vecchio articolo che scrissi nel mese di agosto per il sito Millennium.

"Potevo uccidere Osama Bin Laden prima dell'11 settembre".

Queste le parole diffuse soltanto poche settimane fa da un audio dell'ex Presidente Clinton su Bin Laden. Ma ripercorriamo bene i passi della storia di quelle ore, prima del disastro terroristico al Wold Trade Center e al Pentagono. Era il 10 settembre 2001. In una sala di Melbourne (Australia), sedeva l'ex capo del partito liberale Michael Kroger: registrò le parole di Clinton e adesso, dopo tredici anni di silenzio, ha consegnato il nastro alla televisione Sky News del gruppo Murdoch. che lo ha fatto rimbalzare su tutte le TV statunitensi e su milioni di siti web mondiali, dando il via alle polemiche. 
"Lo avevo quasi in mano e avrei potuto ammazzarlo, ma avrei dovuto anche distruggere un cittadina afghana nominata Kandahar e uccidere trecento donne e bambini innocenti. Se avessi dato l'ordine, mi sarei messo sullo stesso piano di Osama Bin Laden. Cosi decisi di non farlo.
Perché il nastro di Melbourne emerge solo adesso ? Quali interessi ci sono in merito ? In realtà molti particolari della caccia a Osama Bin Laden durante gli anni del governo Clinton sono già stati analizzati nel rapporto del 2004 della Commissione di indagine sull'11 settembre. Al Qaeda entrò nel mirino degli Statunitensi per il ruolo che ebbe negli attentati del 1998 contro le Ambasciate USA in Kenya e Tanzania. Nell'agosto di quello stesso anno il Pentagono cercò invano di colpirlo lanciando un missile in un campo dell'Afghanistan, dove si pensava si trovasse. Quattro mesi dopo L'Intelligence statunitense pensava di averlo localizzato nella residenza del governatore di Kandahar, la seconda città afgana. Un'altra occasione nel maggio del 1999, ma ancora una volta fu deciso di rimandare l'azione a causa di alcune divergenze nell'intelligence, senza contare che poco prima la CIA, per uno sbaglio, aveva fatto bombardare l'ambasciata cinese di Belgrado, Serbia, e temeva ulteriori critiche. Non ci furono altre operazioni fino al quell'11 settembre 2001. Solo dopo il giorno Newyorkese, gli USA, e più precisamente le forze speciali della marina americana, i SEAL, penetrarono in elicottero nel territorio pakistano, facendo irruzione nella villa dove si nascondeva e lo uccisero. Secondo il Documento ufficiale della Difesa Americana, PRENDENDOSI IL CORPO ORMAI FATTO CADAVERE E GETTANDOLO IN MARE.Dopo quel fatidico 11 settembre lo scenario geopolitico mondiale è cambiato. Un cambiamento dovuto alla massiva espansione dell'egemonia Statunitense in Medio Oriente. Una regione chinata oggi purtroppo al volere dell'Imperialismo che la circonda militarmente e finanziariamente. Uno spiragli di resistenza oggi lo si può trovare nel governo centrale della Siria di Assad o nel governo del Premier Iraniano Rohani. Essi sono il motore per una resistenza presente e futura ai continui schiaffi dell'Imperialismo che affliggono la regione interessata. Con una balcanizzazione dell'Iraq da parte di gruppi Islamici è compito delle forze di Resistenza distruggere e spazzare via il disastro creato dagli USA nel lontano 2002 e protrattosi fin ai giorni nostri. 


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