sabato 13 febbraio 2016

"Se Cuba proseguirà così sarà la capitale dell'unità" Francesco


Papa Francesco è arrivato all'Avana venerdì per incontrarsi con il Patriarca Kiril (Cirillo), nella prima riunione tra la figura cristiana occidentale e quella dell'est dallo scisma millenario. Nel 1054 avviene il primo grande scisma all'interno del Cristianesimo. La parola scisma, nella storia del Cristianesimo, indica le divisioni che si sono avute all'interno della Chiesa. La divisione tra i Cristiani d'Occidente e i Cristiani di Oriente si chiama Scisma d'Oriente, perché è avvenuta a Costantinopoli (in Oriente) nel 1054. L'Oriente (anche se l'Oriente di allora è l'attuale Medio Oriente) è stato la culla del Cristianesimo: lì è nata la Chiesa, lì sono sorte grandi e importanti comunità di cristiani, lì si sono svolti i primi concili ecumenici (solo dopo il 1000 si avrà il primo Concilio Ecumenico, quello Lateranese). I motivi che hanno portato allo scisma sono vari, motivi storici e politici, motivi culturali (usanze e lingue differenti tra i due popoli), motivi dottrinali (diverse interpretazioni su alcuni aspetti della religione cristiana). Il Papa argentino, di 79 anni, effettuerà vari scali nel Centro America, prima di recarsi in Messico. Il Presidente cubano, Raul Castro, è stato considerato il massimo protagonista per questa famosa riconciliazione tra i due culti religiosi. 

Contrainjerencia
Claudio Penna - Scisma Orientale

mercoledì 10 febbraio 2016

Il Club Bilderberg contro Donald Trump

Donald Trump

Il regolare redattore del ‘Financial TimesMartin Wolf sottolinea che i potenti del Club Bilderberg sono assai scontenti dallo stato attuale delle cose e, in particolare dell’elevata popolarità del miliardario e candidato repubblicano per la presidenza degli Stati Uniti Donald TrumpSecondo le informazioni del suo profilo, Wolf è “sorprendentemente ben collegato alle élite per cui scrive” ed ha molti amici tra i banchieri più influenti, indicando che sa bene di cosa parla. Nell’articolo intitolato ‘I perdenti economici in rivolta contro le élite’, Wolf scrive che i “perdenti” economici rigettano “le élite che dominano la vita economica e culturale del Paese” e che “le potenziali conseguenze sono spaventose“. Affermando che “potrebbe essere troppo tardi” fermare l’ondata populista di Trump, Wolf osserva che le élite “hanno preso le distanze da lealtà e preoccupazioni nazionali, creando invece una Supérelite globale“. I “populisti nativisti non devono vincere. Conosciamo la storia: finisce male. Nel caso degli Stati Uniti, il risultato avrà gravi conseguenze globali”. 

Perché il club Bilderberg non è felice di Donald Trump?
Le parole di Martin Wolf sembrano una minaccia al mondo per non aver obbedito alle regole del mentore onnipresente. Ma perché il Club Bilderberg non è contento di Donald Trump ? La prima ragione che può preoccupare l’élite globale sono gli accordi commerciali, come ad esempio l’accordo di partenariato economico Trans Pacifico  (TPP). Secondo varie stime, solo negli Stati Uniti, nel 2025, altri 450000 posti di lavoro spariranno, colpendo molti cittadini e l’economia degli USA, mentre i globalisti di BilderbergCouncil on Foreign Relations e Rockefeller, come evidenziato sul blog del candidato al Congresso degli Stati Uniti Jon Rappoport, contano sul TPP. “E’ uno dei loro preziosi frutti. Vogliono minare l’economia degli Stati Uniti, nell’ambito del programma per aprire la via al pianeta sotto un unico sistema di gestione. L’impero globalista”. Sembra che Donald Trump ne saboti i piani per il caos economico globale e la supremazia indiscussa della mega-società. 

La Russia non cede al Club Bilderberg
La seconda tendenza che può infastidire i potenti del mondo è la sua posizione verso la Russia e il Presidente Putin. Il miliardario ha ribadito a più riprese che supporta le azioni della Russia in Siria e ha detto che l’opposizione armata siriana, sostenuta da Washington, sarà peggiore per il Paese e il Mondo. Inoltre, in una conferenza stampa del 17 dicembre, il Presidente russo Vladimir Putin ha detto che Trump è “un uomo di talento e brillante”, ed è anche “il leader assoluto della corsa presidenziale negli Stati Uniti“; a ciò Donald Trump ha risposto definendolo un “grande onore”. La vittoria in Trump può aprire una nuova fase nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia, non redditizia per il Club Bilderberg che non vuole un candidato presidenziale fuori dal suo controllo. Chiaramente, grazie a ricchezza e possibilità il club Bilderberg non si fermerà davanti a nulla per raggiungere i suoi obiettivi e far vincere un suo candidato, ad esempio Hillary Clinton, come se fosse la ghigliottina mondiale. Ma lo stato attuale delle cose dimostra che il mondo è in fase di transizione e si risveglia dal letargo imposto dalla élite globale. Mi auguro che il senso comune del mondo multipolare e le giuste relazioni prevalgano.


Contrainjerencia

domenica 7 febbraio 2016

Regeni, Greta, Vanessa e l'intelligence italiana finanziatrice di IS e "amici"

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Bersani e la sua loggia anti-siriana, prima dell'avvento del democratico Renzi (amico di Washington e Tel Aviv). 

Dal blog personale di Marco Gregoretti riportiamo tale informazioni dell'ultima vicenda italiana.

La notizia che arriva al mio blog è piuttosto circostanziata: Giulio Regeni, il ricercatore universitario di 28 anni, scomparso il 25 gennaio e trovato morto in un burrone al Cairo la sera del tre febbraio scorso, era un agente dell’Aise (Agenzia Informazione di Sicurezza Estera), il servizio segreto italiano che si occupa di “minacce provenienti dall’estero”. In pratica l’intelligence che ha preso il posto del vecchio Sismi. Dunque tutto quello che riguarda terrorismo internazionale, Isis, Califfo, Al Qaeda, Boco Haram, narcotraffico, traffico di organi, di essere umani e di armi, passa attraverso l’Aise

Il logo dell'Aise, servizio segreto italiano per l'estero
"Il logo dell'AISE"

A quanto risulta a questo blog, Regeni era stato arruolato qualche anno fa quando i servizi segreti italiani cominciarono a fare campagna pubblica per arruolare nuovi operatori chiedendo il curriculum. Quello di Regeni, a quanto pare, sarebbe stato in linea con le aspettative: buone conoscenze informatiche e dimestichezza con le lingue straniere, master vari. Era stato inviato in Usa prima e a Londra dopo. Poi, con la scusa della tesi di laurea, da sei mesi si trovava in Egitto. E la sua collaborazione giornalistica con il Manifesto, come successe anche per altri nel recente passato, funzionava da perfetta copertura. Secondo le informazioni che ho raccolto i motivi della sua morte, oramai è appurato che sia stato ucciso, sarebbero da ricercare proprio nella sua azione in Egitto. Al suo arrivo al Cairo si sarebbe subito messo in contatto con organizzazioni anti Abdel Fattah al Sisi, il Presidente egiziano. I servizi segreti egiziani lo tenevano d’occhio da tempo in quanto “fomentava l’opposizione”. Il 25 gennaio sarebbe stato “catturato” dall’anti-terrorismo egiziano che lo avrebbe torturato, menomato, tagliandogli le orecchie e il naso, violentato e ucciso. Secondo alcune fonti la morte di Regeni sarebbe da interpretare come una sorta di avvertimento ai servizi italiani: “Non ingerite maldestramente”.

Giulio Regeni era un agente dell’Aise?
Giulio Regeni

Una minaccia che arriva in un momento particolarmente delicato della nostra intelligence dopo la conferma che per la liberazione delle due cooperanti Greta e Vanessa sarebbe stato pagato dall’Italia un cospicuo riscatto. Si è parlato di dodici milioni di euro. In realtà sarebbero stati 13, ma uno sarebbe rimasto attaccato a qualche manina italica. Chi si è fregato un milione di euro? Questa situazione poco chiara ha provocato anche un terremoto all’interno dei servizi segreti italiani: 86 operatori, compresi alcuni in posizioni apicali, sono stati “licenziati”. Alla luce di tutto ciò quella telefonata di Al Sisi al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi :”Perseguiremo ogni sforzo per togliere ogni ambiguità e svelare tutte le circostanze”, non fa dormire sonni tranquilli ai nostri governanti. Qualcuno dall'interno dice: “Si sono mossi Mattarella e Renzi. Sono tutti con il pepe al culo”. 

di Marco Gregoretti (Blog di Marco Gregoretti
Una vicenda che coinvolge anche il Manifesto, disinformazioni in merito alla collaborazione dello stesso Giulio per il quotidiano. Corriere della Sera

Una vicenda, quella di Giulio Regeni, che riporta alla mente quella delle cooperanti Greta e Vanessa. 

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono le ‘cooperanti’ filo-islamiste scomparse il 1 agosto nella provincia di Aleppo, in Siria, dopo essere state infiltrate dai servizi segreti italiani e turchi in territorio siriano. La Farnesina, ovvero il ministero degli Esteri italiano, al solito sproloquia di “progetti umanitari nel settore sanitario e idrico” seguiti dalle cooperanti. Le due ‘cooperanti’ operano assieme a Roberto Andervill dell'IPSIA Varese, ONG delle ACLI, che dopo essersi distinto in Bosnia e Kosovo , dove la presenza islamista è notevole, è divenuto un attivista a favore della “Rivoluzione antigovernativa”. Con Marzullo e Ramelli ha creato il progetto Horryaty (“per servizi idrici, sanitari e culturali” da sviluppare in Siria, a credergli) e per cui si sono infiltrati nell’area rurale di Idlib dalla Turchia, accompagnati dai terroristi che affliggono la Siria e con l’evidente supporto dei servizi d’intelligence italiani e turchi, (ovvero della NATO). Andervill, a conferma dei sospetti, il 7 agosto ha chiuso la pagina facebook del progetto Horryatyproprio quando due suoi elementi sono ‘scomparsi’. Strane le affermazioni del soggetto: “E’ lei che ha mandato le due ragazze in Siria? “Assolutamente no. Intanto chiariamo una cosa: Horryaty non è un Organizzazione Governativa o una Onlus. E’ semplicemente un gruppo di tre persone che hanno a cuore un paese e hanno deciso di fare qualcosa per aiutarlo”.” Quindi? Una comitiva per una scampagnata, o qualcos’altro d’incofessabile? Tale presa di distanza suscita solo ulteriori sospetti. 

Nessun dubbio sulle finalità politiche di simili iniziative 'umanitarie'

La ‘cooperante’ Vanessa Marzullo si felicita per le imprese dei terroristi di al-Nusra



Aurorasito.Wordpress.com

giovedì 4 febbraio 2016

La Fondazione Rockefeller proprietaria del virus Zika

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il virus Zika emergenza sanitaria globale il 1° febbraio, fornendo pochi dettagli sulla malattia. Quindi ecco alcuni fatti fino a ulteriori informazioni. Questo virus trasmissibile per via sessuale è in circolazione da 69 anni ed è commercializzato da due società: LGC Standards (nel Regno Unito) e ATCC (negli Stati Uniti). Il Gruppo LGC è: “… l’Istituto Nazionale del Regno Unito per le valutazioni dell’industria chimica e le misure bio-analitiche, leader internazionale nei servizi per laboratori, campionamenti, materiali di riferimento e nel mercato sui test sul genoma e di compatibilità”. Uno dei rami, LGC Standards, è: “…Uno dei principali produttori e distributori globali di materiali di riferimento e programmi di verifica. Con sede a Teddington, Middlesex, Regno Unito, LGC Standards ha una rete di uffici di vendita dedicati in 20 Paesi di 5 continenti con più di 30 anni di esperienza nella distribuzione di materiali di riferimento. Questi prodotti e servizi di alta qualità sono essenziali per la misurazione accurata di analisi e il controllo di qualità, garantendo decisioni sicure sulla base di dati affidabili. Abbiamo un’eccezionalmente ampia guida ISO 34 sui materiali di riferimento accreditati presso 4 strutture produttive nel Regno Unito, Stati Uniti e Germania”LGC Standards è in partnership con ATCC, che è: “…La prima organizzazione globale in risorse di materiale e norme biologici la cui missione è volta ad acquisizione, autenticazione, produzione, conservazione, sviluppo e distribuzione dei microrganismi standard di riferimento, linee cellulari e altri materiali. Pur mantenendo la raccolta di materiali tradizionali, ATCC sviluppa prodotti di alta qualità, standard e servizi a sostegno della ricerca scientifica e delle scoperte che migliorano la salute generale delle popolazioni“. Questa “Partnership ATCC-LGC” è progettata per facilitare: “… La distribuzione di colture e bio-prodotti dell’ATCC ai ricercatori delle scienze della vita in Europa, Africa, India e […] per rendere l’accesso alle grandi risorse dell’ATCC più facilmente accessibile per le comunità scientifiche europea, africana e indiana, gli stock locali con oltre 5000 singole colture sono supportati dalla nostra rete di uffici locali offrendo ai clienti i migliori servizi e supporto tecnico“. E chi possiede il brevetto del virus? La Fondazione RockefellerPerché la questione della proprietà dei brevetti del virus Zika non è oggetto dei media? Per non dimenticare le parole di David Rockefeller nell’indirizzo a un vertice della Commissione trilaterale nel giugno del 1991, “Siamo grati a Washington Post, New York Times, Time Magazine e altre grandi pubblicazioni i cui direttori partecipano ai nostri incontri e rispettano la promessa di discrezione da quasi 40 anni. … Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sottoposti alle luci della pubblicità in quegli anni. Ma il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale dell’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”. La proprietà del virus Zika della Rockefeller Foundation rientra nel programma di “sovranità sovranazionale (dominata) da un’élite di intellettuali e banchieri mondiali…“? Importante, il virus Zika può essere stato acquistato on-line dalla ATCC-LGC per 599 euro, a favore della Fondazione Rockefeller.

Global Research

mercoledì 27 gennaio 2016

Cosa succede realmente al petrolio ?



Se c’è un prezzo unico di una merce che determina crescita o rallentamento della nostra economia, è il prezzo del petrolio greggio. Troppe cose non si calcolano oggi riguardo il drammatico calo del prezzo mondiale del petrolio. Nel giugno 2014 il petrolio veniva scambiato a 103 dollari al barile. Avendo esperienza della geopolitica dei mercati del petrolio, sentivo una grande puzza. Vorrei condividere alcune cose che a me non dicono altro. Il 15 gennaio il punto di riferimento del prezzo commerciale del petrolio degli Stati Uniti, WTI (West Texas Intermediate),chiuse a 29 dollari, il più basso dal 2004. È vero, c’è eccesso di almeno qualche milione di barili di sovrapproduzione al giorno nel mondo, ed è così da più di un anno. È vero, la revoca delle sanzioni all'Iran porterà altro petrolio in un mercato saturo, aggiungendosi alla pressione al ribasso sui prezzi del mercato attuale. Tuttavia, alcuni giorni prima che le sanzioni USA e UE contro l’Iran venissero revocate, il 17 gennaio, Seyed Mohsen Ghamsari, capo degli affari internazionali della National Iranian Oil Company dichiarava che l’Iran “...tenterà di entrare nel mercato in modo da assicurarsi che l’aumento della produzione non causi un calo ulteriore dei prezzi… produrremo tanto quanto il mercato può assorbire“. Non è vero neanche che la domanda di petrolio dalla Cina sia crollata con il presunto crollo dell’economia cinese. Nel novembre 2015, la Cina ha importato di più, molto di più, l’8,9% in più, anno dopo anno, arrivando a 6,6 milioni di barili al giorno e divenendo il maggiore importatore di petrolio del mondo. Si aggiunga al calderone bollente del mercato mondiale del petrolio di oggi il rischio politico aumentato drammaticamente dal settembre 2015 con la decisione russa di rispondere alla richiesta del legittimo presidente siriano Bashar Assad con i formidabili attacchi aerei alle infrastrutture terroristiche. Si aggiunga anche la drammatica rottura delle relazioni tra la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e Mosca poiché la Turchia, membro della NATO, interveniva sfacciatamente nella guerra abbattendo un jet da combattimento russo nello spazio aereo siriano. Tutto ciò avrebbe suggerito che i prezzi del petrolio salissero, e non si abbassassero. 

Le strategiche province orientali saudite
Poi, per buona misura, si metta la decisione follemente provocatoria del ministro della Difesa e re saudita di fatto, principe Muhamad Bin Salman, di giustiziare Nimr Baqer al-Nimr, cittadino saudita. Al-Nimr, leader religioso sciita rispettato e accusato di terrorismo nel 2011 per aver chiesto più diritti per gli sciiti sauditi. Vi sono circa 8 milioni di sauditi leali allo sciismo più che all’ultra-rigido wahabismo. Il suo crimine fu protestare per maggiori diritti per la minoranza sciita oppressa, forse il 25% della popolazione saudita. La popolazione sciita è prevalentemente concentrata nella provincia orientale del regno saudita. La provincia orientale del Regno dell’Arabia Saudita è forse la parte più preziosa sul pianeta, col doppio della superficie della Repubblica federale di Germania ma con soli 4 milioni di abitanti. La Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale, ha sede a Dhahran nella provincia orientale. I principali giacimenti di petrolio e gas sauditi sono per lo più nella provincia orientale, onshore e offshore, tra cui il più grande giacimento di petrolio del mondo, Ghawar. Il petrolio dai campi sauditi, tra cui Ghawar, viene spedito a decine di Paesi dal terminal petrolifero del porto di Ras Tanura, il più grande terminal per il greggio del mondo. Circa l’80% dei 10 milioni di barili di petrolio ogni giorno estratti dai sauditi va a Ras Tanura, sul Golfo Persico, dove viene caricato sulle superpetroliere in rotta per l’occidente. Anche la provincia orientale ospita dell’impianto di Abuqaiq della Saudi Aramco, la più grande raffineria di petrolio e stabilizzazione del greggio da 7 milioni di barili al giorno. E’ il luogo della lavorazione primaria del greggio Arabian extra light ed Arabian light, e tratta il greggio estratto da Ghawar. Ma anche la maggior parte degli operai dei giacimenti di petrolio e delle raffinerie nella provincia orientale sono… sciiti. Si dice anche che siano in sintonia con il religioso sciita appena giustiziato, shayq Nimr al-Nimr. Alla fine degli anni ’80 il saudita Hezbollah al-Hijaz, che attaccò diverse infrastrutture petrolifere ed uccise anche diplomatici sauditi, sarebbe stato addestrato dall’Iran. E adesso c’è un nuovo elemento destabilizzante che si cumula alle tensioni politiche tra Arabia Saudita e Turchia di Erdogan da un lato, fiancheggiate dai servili Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo arabo, e dall’altro Assad in Siria, l’Iraq con il 60% della popolazione sciita e il vicino Iran, attualmente supportati militarmente dalla Russia. Vi sono anche notizie confuse sul 30enne principe Bin Salman in procinto di divenire re. Il 13 gennaio, l’Istituto del Golfo, un think mediorientale, in un rapporto esclusivo ha scritto che l’80enne re saudita Salman al-Saud abbia intenzione di abdicare per mettere sul trono il figlio Muhamad. Riferisce che l’attuale re “ha visitato i fratelli cercando sostegno per la mossa, e anche per rimuovere l’attuale principe e favorito dagli statunitensi, il duro Muhamad bin Nayaf, dalla carica di principe ereditario e ministro degli Interni. Secondo fonti vicine alla casa, Salman ha detto ai fratelli che la stabilità della monarchia saudita richiede il cambio dalla successione per linee laterali o diagonali a una verticale, dove il re ha il potere di nominare il più eleggibile figlio“. Il 3 dicembre 2015, il servizio d’intelligence tedesco BND fece trapelare un memo alla stampa che avvertiva del crescente potere acquisito dal principe Salman, definito imprevedibile ed emotivo. Citando il coinvolgimento del regno in Siria, Libano, Bahrayn, Iraq e Yemen, il BND dichiarava, riferendosi al principe Salman, “la precedente cauta posizione diplomatica dei capi più anziani della famiglia reale è stata sostituita dalla nuova politica impulsiva d’intervento“. 



Eppure, i prezzi del petrolio scendono?
L’elemento più inquietante in tale situazione inquietante incentrata sulle riserve mondiali di petrolio e gas naturale del Medio Oriente, è il fatto che nelle ultime settimane il prezzo del petrolio, temporaneamente stabilizzatosi sui già bassi 40 dollari a dicembre, ora crolla di un altro 25% a poco più di 29 dollari, una cupa prospettiva. Citigroup ritiene possibile il petrolio a 20 dollari. Goldman Sachs ha recentemente detto che si può considerare il minimo di 20 dollari al barile per stabilizzare i mercati petroliferi mondiali e sbarazzarsi della sovrapproduzione. Ora ho la forte sensazione che ci sarà qualcosa di grosso e assai drammatico in riserva per i mercati mondiali del petrolio, nei prossimi mesi, qualcosa che la maggior parte del mondo non si aspetta. L’ultima volta che Goldman Sachs e compari di Wall Street fecero una previsione drammatica sui prezzi del petrolio fu nell’estate 2008. All’epoca, tra crescenti pressioni sulle banche di Wall Street per l’amplificarsi del crollo immobiliare dei subprime statunitensi, poco prima del crollo di Lehman Brothers nel settembre dello stesso anno, Goldman Sachs scrisse che il petrolio volava verso i 200 dollari al barile. Raggiunse il picco massimo di 147 dollari. In quel periodo scrissi un’analisi dicendo che era probabile esattamente il contrario, essendoci l’enorme eccesso di offerta sui mercati petroliferi mondiali che, curiosamente, fu identificato solo da Lehman Brothers. Mi fu detto da una fonte cinese che le banche di Wall Street, come JP Morgan Chase, esaltavano il prezzo a 200 dollari per convincere Air China e altri grandi acquirenti cinesi di petrolio a comprarne ogni goccia a 147 dollari, prima che arrivasse ai 200 dollari, un consiglio che alimentò l’aumento dei prezzi. Poi nel dicembre 2008, il punto di riferimento del prezzo del petrolio, il Brent, scese a 47 dollari al barile. La crisi della Lehman, una deliberata decisione politica del segretario al Tesoro degli USA ed ex-presidente di Goldman Sachs Henry Poulsen, nel settembre 2008, nel frattempo sprofondò il Mondo nella crisi finanziaria e in una profonda recessione. I compari di Paulsen alla Goldman Sachs e nelle altre mega-banche chiave di Wall Street come CitigroupJP Morgan Chase, sapevano in anticipo che Paulsen pianificava la crisi della Lehman per costringere il Congresso a dargli i poteri per salvarli con gli inauditi 700 miliardi di dollari dei fondi TARP? Nel caso sia così, Goldman Sachs e amici fecero una puntata gigantesca contro le proprie previsioni sui 200 dollari, sfruttando la leva sui derivati future dal petrolio. 

Uccidere prima il ‘cowboy’ del petrolio di scisto
Oggi l’industria del petrolio di scisto degli Stati Uniti, la più grande fonte della crescente produzione di petrolio degli Stati Uniti dal 2009, si aggrappa al bordo della scogliera dei fallimenti di serie. Negli ultimi mesi la produzione di petrolio di scisto ha appena iniziato a diminuire, di 93000 barili nel novembre 2015. Il cartello di Big Oil, ExxonMobilChevron, BP e Shell, due anni fa iniziò il dumping sul mercato delle azioni sullo scisto. L’industria petrolifera dello scisto negli Stati Uniti oggi è dominato da ciò che BP o Exxon chiamano “i cowboy,” le aggressive compagnie petrolifere di medie dimensioni, non dalle major. Le banche di Wall Street come JP Morgan Chase o Citigroup che storicamente finanziano Big Oil, così come lo stesso Big Oil, chiaramente non verseranno lacrime, a questo punto, sullo sboom dello scisto che li lascia ancora controllare il mercato più importante del mondo. Le istituzioni finanziarie che hanno prestato centinaia di miliardi di dollari ai “cowboy” dello scisto negli ultimi cinque anni, hanno la prossima revisione del prestito semestrale ad aprile. Con i prezzi in bilico sui 20 dollari, possiamo aspettarci una nuova, ben più grave ondata di fallimenti delle compagnie petrolifere dello scisto. Il petrolio non convenzionale, tra cui il petrolio delle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada, sarà presto un ricordo del passato, in caso affermativo. Ciò da solo non ripristinerà il petrolio a 70-90 dollari che i grandi operatori del petrolio e le loro banche di Wall Street troverebbero confortevole. L’eccesso mediorientale, dall’Arabia Saudita ed alleati del Golfo, si ridurrebbe drasticamente. Eppure i sauditi non mostrano alcun segno di volerlo fare. Questo è ciò che disturba il quadro. Qualcosa di molto grave avviene nel Golfo Persico e che drammaticamente innalzerà i prezzi del petrolio entro la fine dell’anno? Una vera e propria guerra diretta tra Stati petroliferi sciiti e sauditi viene preparata dai wahhabiti? Finora è stata una guerra per procura in Siria, soprattutto. Dall’esecuzione del religioso sciita e l’assalto iraniano all’ambasciata saudita a Teheran, arrivando alla rottura nei rapporti diplomatici coi sauditi e gli altri Stati sunniti del Golfo, il confronto è diventato assai più diretto. Il Dr. Husayn Asqari, ex-consulente del ministero delle Finanze saudita, ha dichiarato: “Se c’è una guerra tra Iran e Arabia Saudita, il petrolio potrebbe superare in una notte i 250 dollari, per poi declinare di nuovo fino a 100 dollari. Se attaccano i rispettivi impianti di carico, allora potremmo vedere il picco di petrolio a più di 500 dollari e rimanervi per qualche tempo a seconda dell’entità dei danni“. Tutto ciò dice che il mondo subirà un altro grande shock petrolifero. Sembra sia quasi sempre causa del petrolio. Come Henry Kissinger avrebbe detto durante l’altro shock petrolifero della metà degli anni ’70, quando Europa e Stati Uniti subirono l’embargo sul petrolio dall’OPEC e lunghe code alle pompe di benzina, “Se si controlla il petrolio, è possibile controllare intere nazioni“. Tale ossessione per il controllo sta rapidamente distruggendo la nostra civiltà. E’ il momento di concentrarsi su pace e sviluppo, non sulla competizione ad essere il più grande magnate del petrolio del pianeta.

Testo originale: Neo/What’s Really Going on With Oil ?

domenica 24 gennaio 2016

Venti di Primavera Araba in Tunisia e Marocco



Il Mossad, la CIA e i suoi amici stanno lavorando in Nord Africa. La Tunisia impone il coprifuoco mentre si creano agitazioni per mancanza di occupazione lavorativa. C'è malcontento sociale crescente in Marocco e in Tunisia. Lo Stato Islamico tenta di rovesciare i governi di Marocco e Tunisia. L'ISIS ha lanciato un nuovo appello ai mussulmani in Tunisia e Marocco. Israele e la CIA vogliono l'indebolimento di tutti i paesi mussulmani. Israele reagì male quando gli elettori in Tunisia cacciarono il governo della Fratellanza Mussulmana.


Marocchini

Lo Stato Islamico, come la Fratellanza Mussulmana, viene azionato dalla CIA, dal Mossad e dai loro amici. L'ISIS sta minacciando i turisti in Marocco e i Tunisia. Nel 2015, un'attacco stile "Operazione Gladio", ha ucciso circa 35 turisti in Tunisia. Terrorismo in Tunisia. 

Attacco sotto falsa bandiera a Sousse/Tunisia.  Attacco terroristico in Tunisia. 

Nel 2011, due cecchini di nazionalità svedese, con nomi ebrei furono arrestati. I cecchini stavano sparando, secondo fonti tunisine, dai tetti degli appartamenti. Un piano per screditare il governo tunisino.


Il recente attacco terroristico a Jakarta era un tentativo dei servizi segreti di avanzare l'ordine del giorno di Israele e dei suoi alleati. Attacco terroristico di matrice islamica a Jakarta.

Israele cerca di ristabilire il governo egiziano, piazzandoci la Fratellanza Mussulmana ... l'incidente aereo nel Sinai (Egitto). Israele dietro l'incidente aereo nel Sinai ? False Flag nel Sinai.

L'attacco a San Bernardino (California) ? San Bernardino Shooting.


Il primo attacco nel febbraio del 1993, al World Trade Center di New York, fu organizzato dall'FBI. 



Manifestazioni in Tunisia, avviato il coprifuoco.


mercoledì 20 gennaio 2016

La Russia punta in Qatar



Il Presidente russo Vladimir Putin lunedì ha incontrato l'emiro del Qatar per discutere in merito alla crisi siriana, ad una probabile cooperazione energetica (sopratutto sul gas) e infine di come creare investimenti in ambo i paesi, queste le parole del Cremlino.

Descrivendo il Qatar come "uno dei giocatori più importanti in Medio Oriente e nel Golfo Persico".

L'emiro del Qatar ha lodato il premier russo per la stabilità globale.

"La Russia svolge oggi un ruolo fondamentale nella stabilità globale e abbiamo molta speranza di sviluppare le relazioni con la Russia e di trovare una soluzione ad una serie di problemi in alcuni paesi della nostra Regione" queste le parole di Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani .

Le relazioni commerciali tra Russia e Qatar nel 2014 ammontavano a circa 501 milioni di dollari.

"Abbiamo interessi comuni nel settore dell'energia, nel settore del gas e la Russia come il Qatar è membro del GECF (Gas Exporting Countries Forum), sono state le parole pronunciate dall'emiro del Qatar.

The Brics Post

Sembra che il Qatar sia uno dei primi finanziatori del terrorismo islamico.

Secondo Robert Mendick , giornalista del Telegraph, il coinvolgimento del Qatar nel finanziamento del terrorismo internazionale non data dalla famosa e fuorviante “primavera araba” ma risale all’11 settembre 2001. Il giornalista inglese sui legami tra Qatar e Al-Qaeda non ha alcun dubbio.

Qatar e Al-Qaeda

giovedì 14 gennaio 2016

Attacco a Jakarta, false flag della CIA ?



Barhun Naim lavorò come tecnico informatico in un internet caffè a Surakarta.



La polizia indonesiana ha dichiarato che Barhun Naim è il cervello degli attacchi a Jakarta del 14 gennaio 2016. Barhun fu arrestato nel novembre del 2010 dalle forze Detachment_88 indonesiane. I militari indonesiani secondo fonti ricevute hanno una lunga storia nel coinvolgimento terroristico. Il centro della trafficata capitale indonesiana è stata teatro di esplosioni e spari. Sicuramente dietro le quinte degli attacchi si celano CIA e Mossad.



"Un portavoce della polizia indonesiana ha dichiarato che gli assalitori erano a piedi e sui motocicli".

"Un ufficiale ha poi dichiarato che le mine sono state fatte brillare "esplodere" dagli assalitori negli edifici e nell'area ..." Jakarta Globe/ Attacco a Jakarta



Sopra, vediamo uno degli attentatori in azione.



Sopra, vediamo un funzionario della sicurezza o un'ennesimo attentatore ?



Nella foto sopra, ritroviamo il tizio della seconda foto, cooperare con i soccorsi presso il dipartimento di polizia danneggiato dagli attacchi a Jakarta.



Sopra, possiamo osservare come ci si stia preparando per un'attentato. Jakarta 14 gennaio 2016.

Aanirfan

lunedì 11 gennaio 2016

Operazione psicologica a Madaya



Ecco la propaganda mediatica occidentale.

I gruppi terroristici legati ad Al-Qaeda (CIA, Mossad) hanno usato foto vecchie, quindi riciclandole, per incolpare Hezbollah e l'esercito siriano regolare in merito alle condizioni di vita di questi civili.

Ma le foto sono vecchie.

La CIA e i suoi amici hanno usato questa foto del 2014 per un'operazione psicologica (Psy Op).



Usandola poi nuovamente quest'anno, 2016.




Global Research (Foto riutilizzate per la propaganda anti siriana)

sabato 9 gennaio 2016

Ecco cosa è successo in realtà a Colonia


Il caos predomina in Europa. Nella notte di San Silvestro (31 dicembre 2015) presso la città tedesca di Colonia, a Zurigo (Svizzera) e in Finlandia sono avvenute decine e decine di violenze su donne. A queste violenze, sessuali, si sono aggiunti innumerevoli borseggi.

Queste donne, secondo i racconti e le varie testimonianze, hanno dovuto superare code enormi di (immigrati, rifugiati e vari stranieri) che presi dalla voglia di solo divertimento hanno abusato fisicamente di queste persone.

La notizia, in meno di 24 ore, ha fatto il giro del web e tutti i media internazionali hanno ripetuto incondizionatamente questa notizia, ignari della veridicità.

Ma cosa realmente è accaduto in piazza a Colonia e nelle altre città europee ?

Inspiegabile è la coincidenza che tali eventi hanno avuto tra le diverse parti d'Europa.

Hanno per caso avuto una stessa regia ?

Secondo questo articolo (Stranieri e rifugiati siriani tra gli assalitori di colonia ) "ci sono stati contatti tra le polizie europee e tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella di una comune regia: forse da parte di gruppi xenofobi che potrebbero aver aizzato gruppetti di immigrati per poi cavalcare l'indignazione causata dagli assalti." Un'ipotesi da non gettare.

Come riporta un sito web di informazione internazionale, (Aanirfan), la cui fonte (Veterans Today) pensa che in realtà a compiere gli attacchi sessuali a Colonia siano stati i membri dei servizi segreti ed i loro alleati (la Fratellanza Mussulmana).

Ma la cosa più strana è pensare che tutto ciò sia stato vero. Come al solito le autorità si sono cimentate nell'insabbiare tale vicenda o più che altro la realtà della cose.

Quindi i media ci hanno fatto credere, l'ennesima volta,  che in realtà in piazza, in quelle ore, non c'era una sola persona sana e decisa a fermare tale attacco verso le decine di donne presenti lì quella notte a festeggiare.

Come è possibile ? Siamo sicuri che sia andato secondo la "versione ufficiale" ?

O in realtà si prepara tutt'altro dietro le quinte ?

Il mostro che USA, Israele e Occidente stanno partorendo sarà per la restante parte d'Europa disastrosa, è in atto un vero e proprio attacco alla libertà e alla sovranità di ogni singolo stato facente parte dell'Unione Europea. Una nuova strategia della tensione. Una nuova "Gladio" oggi (Gladio B) sorge all'orizzonte e come storia insegna, non porterà a nulla di buono. Tutto questo sarà reso possibile dalla "finta" sinistra che predomina in Europa e dai Servizi di Intelligence sotto il controllo di Washington e Tel Aviv.