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martedì 18 novembre 2014

Il calcio nel concetto multipolare


Nel calcio odierno niente ormai è dato per scontato. Basti pensare che qualche giorno fa, la nazionale croata ha dato filo da torcere alla blasonata nazionale italiana, eventi come quello di Domenica sera, erano impensabile manco minimamente, che tali risultati diventassero realtà nell'epoca di campioni o per meglio dire fuoriclasse come Roberto Baggio, Rossi o Riva.
Ebbene si, il calcio arcaico del continente europeo occidentale si sta confrontando con un nuovo modello calcistico. Quello dell'Europa dell'Est. Nonostante i singoli campionati nazionali dell'Est non siano il meglio che il calcio possa offrire alla scena globale, le rose nazionali sono molto attrezzate con la presenza di alcuni leaders e fuoriclasse che operano sotto i riflettori della scena mondiale. Dunque, il merito arriva dalle istituzioni di formazione calcistica, oppure perché i grandi fiori all'occhiello migrano nei paesi dove il gioco del calcio è una seconda fede e quindi migliorano le proprie capacità a vista d'occhio ? 
Dunque, il modello calcistico orientale sta crescendo, affermato anche dalle ottime prestazioni sportive delle rispettive nazionali (Russia e Croazia) in primis, grazie anche alle parti che le formazioni hanno recitato, in casa di Dilma Rousseff nel mese di giugno. 
Una domanda sorge spontanea. In un giro di un decennio chi sarà al centro della scena calcistica mondiale ? La vecchia guardia occidentale guidata da Italia, Germania e Spagna o la nuova corrente calcistica dell'Est Europa, con Serbia, Croazia, Ungheria e Russia ? Siamo vicino ad un multipolarismo nel mondo del calcio globale ? Staremo a vedere. 

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