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lunedì 17 novembre 2014

La Russia richiamata al riarmo

L'esercito russo ha sofferto da anni un vero e proprio abbandono bellico, subito dopo il crollo del blocco sovietico. Tuttavia, le forze armate russe sono nel bel mezzo di una revisione storica con conseguenze significative per la politica e la sicurezza euroasiatica. Diversi funzionari russi dicono che le riforme sono necessarie per far avanzare un'ipotetica guerra fredda nel bel mezzo del ventunesimo secolo, ma molti analisti occidentali temono un'avanzata bellica e di politica estera più aggressiva da parte della Federazione Russa. Ribadendo infine le campagne militari russe nel 2008 in Georgia e nel 2014 in Ucraina, secondo l'Occidente Mosca vuole influenzare le nazioni vicine ad essa con una politica di egemonia. In campo bellico la Russia ha firmato un patto militare con Armenia, Kazakhistan, Kirghizistan, Bielorussia e Tajgikistan stretto nel lontano 1992. Mosca inoltre possiede insediamenti militari in queste rispettive nazioni vicine ad essa. Nel quadro della riforma della difesa russa, la maggior parte delle truppe di terra devono subire riorganizzazioni interne e modifiche e lo stesso servizio militare è obbligatorio per gli uomini con età compresa tra i 18 e 27 anni. Mosca è disposta a ripristinare aeroporti di epoca URSS e porti per proteggere importanti risorse minerarie inoltre Putin nel 2013 ordinò la creazione di un nuovo comando militare strategico nella regione artica russa. Tutte le grandi navi della marina, tra cui il fiore all'occhiello e unica portaerei, la Keznetsov, sono reduci della guerra fredda. Anche nel campo di difesa aerea varie riforme verranno attuate, con una vera e propria modernizzazione della stessa difesa aerea con un nuovo programma di riarmo, con una linea di difesa consolidata già nel lontano 2011. Ultima storica non meno importante riguarda l'arsenale nucleare russo. Un'arsenale che possiede residui dell'era sovietica, come molti esperti militari ribadiscono dal Cremlino. La Federazione possiede ben 1.500 testate nucleari schierate su missili balistici intercontinentali, sottomarini e bombardieri pesanti. Numeri, che rispettano il parametro stabilito nel 2011 con gli Stati Uniti d'America. Quindi gran parte dell'arsenale russo è stato modernizzato, una nuova classe di missili balistici sottomarini sta arrivando in servizio, alcuni bombardieri sono in fase di modernizzazione e infine non ci sono piani per dimezzare le rampe dei missili balistici schierati durante l'URSS. I leader russi hanno più volte criticato la politica di espansione del patto atlantico (NATO), verso il blocco dell'est introducendo inoltre scudi missilistici lungo i confini di ex stati sovietici. Gli stessi USA ribadiscono che gli scudi missilistici serviranno solo per mantenere l'integrità e mettere in sicurezza da Mosca e Iran gli stati alleati di Washington. Mosca invece si ritiene preoccupata per questa esclation bellica ad est da parte della Nato. Infine la Russia ritiene che la cosi dette rivoluzioni colorate, all'interno degli ex stati sovietici, architettate e manovrate economicamente dagli Stati Uniti e sono causa della destabilizzazione sociale nella regione interessata, ribadendo infine che gli USA tentano, tramite queste sommosse popolari, di provocare fastidio alla Federazione Russa. Una spesa militare quindi che si avvicinava nel solo 2013 a ben 90 miliardi di Dollari, raddoppiato poi negli ultimi decenni, trascinata dietro dalla Cina con una cifra pari a 188 miliardi e gli Stati Uniti con 640 miliardi. I dati qui seguenti però includono, spese militari ed equipaggiamenti, R&S militare, attività spaziali militari e aiuti militari esteri. Nel 2014, la Federazione Russa ha raggiunto con la modernizzazione dell'arsenale a ben 700 miliardi di Dollari, includendo anche intelligence e comunicazioni.



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