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lunedì 24 novembre 2014

Le relazioni della Federazione Russa in Asia aumentano notevolmente

Oggi le relazioni russo-vietnamite stanno sviluppando uno sfondo, in un ambiente politico complesso sia per la Russia che per la stessa regione asiatica che si affaccia sul Pacifico. Per Mosca, dopo le sanzioni economiche imposte dall'Occidente, la direzione orientale è divenuta comunque, fondamentale, per dare una "svolta all'Oriente" annunciata molti anni fa dal governo russo.
Sotto questo telo politico quindi, queste aree sono molto importanti, la più significativa è il Vietnam. Il valore di questo paese per il successo della politica economica asiatica, condotta già nel 2012 dal Presidente Vladimir Putin, insieme a Cina e India è un paese chiava per la Russia nella regione asiatica.
Le relazioni tra Russia e Vietnam oggi, sono molto elevate grazie anche alla fiducia reciproca in senso economico e politico, grazie alla cooperazione che si sta sviluppando in molte aree, con l'approvvigionamento militare russo alla regione interessata, la distribuzione di petrolio e derivanti come la benzina, lo sviluppo turistico ed altri numerosi settori economici. Significativo però sono le relazione stesse tra i due paesi, fino al 1991 con l'esistenza dell URSS, il Vietnam rappresentava nel complesso economico l'80% del fabbisogno petrolifero dall'Unione Sovietica e il 70% circa del fabbisogno economico nella sua vastità.
Le relazioni tra entrambi i paesi, secondo grandi storici, ha una rottura nel campo delle cooperazioni con l'ascesa al potere nel 1994, del Primo Ministro vietnamita Vo Van Kit, firmatario del Trattato sui Principi di Relazioni Amichevoli tra Russia e Vietnam , definendo quindi i principi delle relazioni bilaterali sotto nuove condizioni.
I negozianti di entrambi i paesi erano focalizzati vero il passato, risolvendo i problemi in merito al debito contratto dal Vietnam. Il principale motore delle relazioni tra i due paesi interessati fu l'azienda petrolifera "Vietsovpetro", divenuta un'impresa lucrosa e moderna. Non fu l'unico tentativo di recupero delle relazioni bilaterali tra la Russia e il Vietnam, perché nel 1995, la Russia rappresentò circa il 66% delle esportazioni ad Hanoi, esportano elicotteri, parti di ricambio per l'aviazione, come anche la cooperazione in campo marittimo, con l'esportazioni di armamenti navali.
Per gli interessi di una più forte cooperazione reciproca, entrambi le parti decisero di dividersi gli interessi geopolitici.
Questo concetto, fu fautore, di una formazione strategica per gli investimenti. Nel 2005 gli scambi commerciali tra Russia e Vietnam ammontava a circa 912 milioni di Dollari e nel 2006 il 1.1 miliardi di Dollari. Nel 2013 gli scambi reciproci in campo economico aumentarono del 8,5%, comparando questo dato al 2012, dove il fatturato salì 3.9 miliardi di Dollari, con un'aumento delle importazioni, da parte della Russia dal Vietnam, del 14,3% e le esportazioni verso il Vietnam del 1,1%.
Secondo studi economici e statistici, le importazioni vietnamite a Mosca raggiunsero nel 2013 il 0,65% e le esportazioni ad Hanoi il 1,44% circa.
Non sempre però, i livelli di cooperazione bilaterale non soddisfano entrambi i lati. Con una nuova prospettiva economica entrambi i paesi alla lanciato un nuovo accordo commerciale gratis tra Russia e Vietnam, anche perché con le sanzioni occidentali questi liberi scambi sono fondamentali per la politica di Mosca. Questo progetto, che vedrà interessata questa Regione, sarà firmato al termine del 2014 o molto probabilmente entro i primi mesi del 2015.
Se le trattative avranno successo, cosa molto probabile, la formazione di questa zona di libero scambio aiuterà la formazione di una vera e propria zona di scambi economici reciproci per una maggiore cooperazione ed investimenti. Tanti sono i fattori che caratterizzano questo accordo e che porteranno quest'ultimo a compiersi, anche perché uno degli interessi principali della Federazione Russa è quello di entrare nei mercati della regione asiatica interessata e sopratutto in quello vietnamita. Quindi, le sanzioni economiche occidentali, costringono Mosca ad una politica economica aperta ad Oriente.
Con le condizioni economiche e geopolitiche che vigono oggi sulla sfera mondiale, entrambi i paesi si impegneranno a sviluppare una maggiore cooperazione reciproca, fortificando inoltre la rispettiva geopolitica e geoeconomia.
Entro il 2020, secondo analisi economiche, entrambe le parti avranno calcolato un fatturo che si aggira tra i 10 miliardi di Dollari, con un'espansione economica notevole.

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