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lunedì 8 settembre 2014

Il grasso che cola nel paese dei "passi" e delle immagini.


















di Giuseppe Donnarumma

Chissà se questa volta la consueta icasticità del nostro presidente Renzi sia riuscita a ben rappresentare la decisione comunicata dal ministro Madia di bloccare gli stipendi degli statali anche per l’anno 2015. In ogni caso si passa dalle “immagini” ai fatti, a meno di sorprese naturalmente. I dipendenti pubblici in Italia sono oltre tre milioni, il 29 % dei quali fa parte delle forze dell’ordine e sono proprio quest’ultimi a manifestare con toni molto accesi i malumori dell’ennesimo congelamento dei contratti: i loro sindacati minacciano per la prima volta scioperi generali.Una decisione storica che indurrebbe a dipingere la situazione delle retribuzioni delle forze dell’ordine quasi come drammatica, e che ha spinto importanti figure istituzionali come i vari Alfano, Boldrini, Grasso a schierarsi dalla loro parte affinchè il governo del “passo dopo passo” ritorni sui suoi passi.Nel governo delle immagini quasi commovente quella che si sta cercando di far passare negli ultimi giorni, del poliziotto povero per i suoi 1300 euro al mese eppure carico di amor patrio, che si batte giorno e notte coraggiosamente per proteggere i suoi amati concittadini e tutelarne i diritti. Un’immagine senz'altro retoricizzata, cerchiamo però di capire quale sia quella reale e se fa capolino il grasso di Renzi. Vediamo che cosa dice a riguardo l’ Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni che utilizzando i dati istat del 28 gennaio 2014 ha elaborato una media degli stipendi statali rapportandola allo sviluppo generale dell’economia:


www.aranagenzia.it

“La Tavola 13 a per l’intero aggregato del settore privato riporta, per l’anno

2013, un valore medio di € 27.044; rispetto al valore medio del totale
economia la differenza (-0,7%) è poco rilevante. Considerando, invece, i
maggiori raggruppamenti, uno scostamento consistente è quello presente per
l’agricoltura (-11,6%), mentre di pari misura, ma di segno opposto, è la
differenza per i servizi privati (-2,1%) e industria (+2%).
Anche l’aggregato pubblica amministrazione evidenzia livelli retributivi
abbastanza in linea con la media generale dell’economia (+1%) e, anche in
questo caso, si evidenziano differenze tra i comparti di contrattazione
collettiva Aran (-3%) ed i comparti Forze dell’ordine e Militari e difesa, i cui

valori sono più elevati rispetto alla media generale.


Questa è la situazione reale al di là delle ipocrite e smussate immagini che rimbalzano da tutte le parti. Indubbiamente non c’è grasso negli stipendi visto che sono in linea con la media generale dell’economia, ma la reale immagine che viene fuori non sembra in ogni caso delineare né tratti patetici e commoventi né tanto meno giustificare i toni accesi e minacciosi degli ultimi giorni.
Detto questo non si intende per nessun motivo sminuire il lavoro delle forze dell’ordine che rischiano la vita ogni giorno e si fanno carico di innumerevoli responsabilità, non si intende fare un uso indiscriminato delle “medie” dato che si sa, un “uomo medio” non esiste ma certe prese di posizione per un AUMENTO dello stipendio con un paese in recessione e una miriade di italiani che invidiano ancor prima di quello stipendio anzitutto il posto fisso non può che provocare irritazione e indignazione. E’ questa pretesa più che le parole di Renzi a dare forma al grasso che cola agli occhi degli italiani e non tanto per un reale eccesso di benessere che il ritocco dei contratti porterebbe agli statali, quanto per una mancata presa di coscienza del reale dramma che si trovano a vivere tante famiglie e di conseguenza una mancata partecipazione del sacrificio generale, con un gesto che darebbe prova di un reale amor patrio.
Scendano pure nelle piazze, e magari più di ogni sterile riflessione saranno le parole di un disoccupato che si ritroveranno a fianco a farli tornare suoi propri “passi”.

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