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giovedì 25 giugno 2015

Jerevan, Armenia, presidio antigovernativo - Aggiornamenti - LIVE

Prendono una visualizzazione globale le proteste dei manifestanti, che da venerdì presiedono parte della piazza a Jerevan, capitale della Repubblica di Armenia.


Una protesta nata dall'aumento delle imposte sulla luce a carico di una società energetica russa Inter-Rao. I dimostranti nel centro di Jerevan hanno rifiutato l'incontro con il Presidente armeno, Serzh Sarkisian, scegliendo di continuare il presidio in piazza.


"Nel link sopra la diretta TV."

Il raduno è iniziato del tutto pacifico, lunedì circa 5000 persone hanno investito e riempito la piazza, urlando "No al furto" e "Non infilate le vostre mani nelle nostre tasche". I manifestati sono stati bloccati dalla polizia dinanzi la zona presidenziale.

Nel frattempo la protesta si sta allargando anche nelle città di Gyumri e Vanadzor.

Mosca, alleato di Jerevan nel frattempo ha sollecitato per una soluzione pacifica alla tensione aumentata.

"Almeno 250 manifestanti in queste ore sono state arrestate tra cui anche dei giornalisti."


"L'Armenia è vicina ad un colpo di stato con l'uso delle armi da fuoco." Queste le dichiarazione di un senatore a RIA Novosti. 

Qui altri particolari sulla vicenda di Jerevan. Link: Russia Today / Jerevan, Armenia Demo 

La polizia oggi non ha usato gli idranti per disperdere la folla, come ha fatto martedì. 


Mentre il raduno, (che non è stato autorizzato dall'amministrazione comunale) continua, la polizia nella città a promesso di non usare la forza finché la protesta rimanga pacifica. 

Ma le unità di polizia hanno rinforzato la loro presenza, rimanendo in allerta ed in caso di provocazioni o emergenza, hanno dichiarato di usare i mezzi a loro disposizione per disperdere i manifestanti. 


"L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione" (OSCE) nel frattempo ha espresso le sue preoccupazioni in merito all'impegno della autorità armene nel proteggere i diritti dei manifestanti mentre continuano a presidiare la pizza per la terza notte consecutiva. 


Inoltre le tesi di una "mano esterna" dietro alla manifestazione non è isolata. Uno dei più alti rappresentati del Cremlino, ha dichiarato che alla base si sta verificando quello che in Ucraina, in Georgia e in Kirghizistan si verificò tempo fa. Certo, che la protesta abbia una matrice anti-russa emerge da fatto che il presidente della società russa Inter-Rao, che gestisce il servizio elettrico sia un uomo molto vicino al Cremlino.

"Speriamo che le risposte siano trovate a tutti i problemi in stretta conformità con le leggi armene. Desideriamo la pace e la prosperità in Armenia. Inoltre la desideriamo per sistemare tutte le differenze ..." queste le dichiarazioni del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. 

"Questa particolare protesta, potrebbe essere innocente, potrà essere una manifestazione legittima. Ma anche se Washington farà uno sforzo per trasformarla in qualcosa di più ..." queste le parole di Paul Craig Roberts un'economista statunitense.
Continua nel dire: "ma anche se la protesa è legittima, non significa che Washington non ci salterà su e non la girerà a suo piacimento per arrivare ad un fine ben preciso." 

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